“Handelsblatt”: Scholz ha isolato la Germania nell’Ue

In diversi Stati membri sono sorti dubbi sulla solidarietà tedesca, in particolare per le esitazioni del governo federale sull'introduzione di un tetto europeo al prezzo del gas

Scholz - Germania

Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, è riuscito a isolare la Germania nell’Ue con la sua politica volta alla difesa dell’interesse nazionale. È quanto afferma il quotidiano “Handelsblatt”, aggiungendo che in diversi Stati membri sono sorti dubbi sulla solidarietà tedesca, in particolare per le esitazioni del governo federale sull’introduzione di un tetto europeo al prezzo del gas. Allo stesso tempo, l’esecutivo guidato da Scholz ha approvato un fondo speciale da 200 miliardi di euro per fronte alla crisi dell’energia in Germania. Ora, prosegue il quotidiano, “nell’Ue si sta diffondendo il disagio che il (suo) membro più potente possa perseguire sempre più i propri interessi”. Intervistato da “Handelsblatt”, il ministro degli Esteri lituano, Gabrielius Landsbergis, ha affermato: “Senza programmi comuni dell’Ue e acquisti di energia congiunti, sarà difficile per i piccoli Paesi dell’Unione europea mantenere le misure anticrisi per più di un anno”. Secondo il capo della diplomazia di Vilnius, la Germania deve usare il suo “ruolo eccezionale” per chiarire nell’Ue che “i piccoli Stati membri non possono gestire da soli l’attuale crisi”. Tuttavia, è in Francia che il “Germany first” di Scholz ha provocato l’irritazione più forte, colpendo l’asse franco-tedesco. Il governo francese è stato, infatti, tenuto all’oscuro del piano contro la crisi dell’energia che Scholz aveva elaborato per la Germania. In questo modo, come lamentano fonti dell’esecutivo di Parigi, si è rotta la prassi consolidata secondo cui Germania e Francia si comunicano le iniziative di maggiore importanza che intendono intraprendere prima di attuarle.

Allo stesso tempo, fonti dell’Ue criticano Scholz sottolineando che il cancelliere mancherebbe della capacità di “riconoscere gli argomenti degli altri e costruire ponti”. Questo è “il tipico comportamento del ministro delle Finanze” tedesco, incarico che il capo del governo federale ha ricoperto dal 2018 al 2021. L’ex cancelliera Angela Merkel era in grado di moderare gli interessi contrastanti nell’Ue e guidarli nella direzione desiderata, mentre “Scholz deve ancora imparare a farlo” ed appare interessato “soltanto al risultato”. Intanto, nonostante le dimostrazioni di amicizia durante il recente incontro a Berlino tra il cancelliere e la prima ministra francese Elisabeth Borne, il rapporto tra Germania e Francia rimane teso. È significativo che il presidente francese Emmanuel Macron abbia ricevuto all’Eliseo diversi ministri tedeschi, in uno strappo al protocollo che pare segnalare la volontà di ottenere “un ulteriore accesso al governo federale”.

È poi interessante quanto rivelano fonti di Berlino. Prima di partire per Washington e incontrare il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, Macron avrebbe dovuto avere un colloquio telefonico con Scholz. Secondo le indiscrezioni, Scholz avrebbe atteso invano che il suo telefono squillasse. Per l’eurodeputato francese Pascal Canfin, molto vicino a Macron, ora a Berlino vi è “la stessa mancanza di flessibilità” che portò a “gestire male la crisi dell’Eurozona di dieci anni fa”. Come in Francia, così in Grecia crescono i malumori e la delusione per quello che viene percepito come l’isolazionismo della Germania con Scholz come cancelliere. Al riguardo, Evangelos Mytilineos, tra i principali imprenditori greci e attivo nel settore dell’energia, osserva che “troppi dei problemi dell’Europa vengono dalla Germania”. Secondo l’industriale, i tedeschi “risolvono alcuni problemi, ma ne creano altri”. Mytilineos ha poi sottolineato che la Germania invoca la solidarietà nell’Ue, “ma la butta nel cestino della carta straccia se le sta bene”. Tra i delusi dalla Germania di Scholz vi è anche Enzo Moavero Milanesi, ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale dal 2018 al 2019.

Per l’ex titolare della Farnesina, “la Germania, che ha sia il presidente della Commissione europea sia il gruppo più numeroso al Parlamento europeo ed è lo Stato più influente nel Consiglio europeo, avrebbe potuto assumere la guida di una forte iniziativa europea”. Purtroppo non è successo e da Berlino “non è stato fatto alcun tentativo di almeno una parvenza” di tale azione. Inoltre, Moavero Milanesi ha osservato che, quando si tratta di soluzioni europee proposte da altri Stati membri come l’idea di un tetto comune al prezzo del gas, da Berlino arriva “più silenzio che alternative”. In passato era diverso. “Abbiamo superato la crisi finanziaria anche grazie alla comprensione dei problemi dell’Italia da parte della cancelliera Merkel”, ha sottolineato Milanesi. L’ex ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale ha ricordato lo “spirito europeo” durante la fase più acuta della pandemia di Covid-19, quando il fondo dell’Ue per la ripresa dalla crisi del coronavirus venne guidato “in gran parte da Germania e Francia”. Secondo Moavero Milanesi, infine, “Merkel è sempre riuscita a dare l’impressione di pensare in termini non soltanto tedeschi, ma anche europei”.

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