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Le relazioni greco-turche entrano in una nuova fase: Mitsotakis ed Erdogan firmano una dichiarazione di buon vicinato

Gli scambi commerciali tra i due Paesi hanno superato ad oggi i 5 miliardi di euro

Atene
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Le relazioni tra Grecia e Turchia sono entrate ufficialmente in una nuova fase grazie al Consiglio di cooperazione ad alto livello che si è svolto oggi ad Atene. Nel corso del vertice intergovernativo, organizzato a sette anni di distanza dall’ultimo, sono stati firmati dalle delegazioni dei due Paesi 15 accordi per promuovere la cooperazione in un’ampia gamma di settori, mentre è stata siglata dal primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis e dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan una storica Dichiarazione di amicizia e di buon vicinato. Dopo anni di turbolenze e freddi rapporti diplomatici principalmente per le dispute sul Mar Egeo relative alla delimitazione delle Zone economiche esclusive e alla sovranità di alcune piccole isole, il premier ellenico e il presidente turco hanno deciso di accantonare le ostilità per focalizzarsi sui temi di interesse comune e riavviare le relazioni bilaterali, come d’altronde concordato lo scorso luglio a margine del vertice Nato di Vilnius. Erdogan non si recava in Grecia dal 2017. “Provo una grande soddisfazione per essere tornato ad Atene e sono grato per la calorosa accoglienza. Con Mitsotakis abbiamo concordato di mantenere aperti i canali di comunicazione e desideriamo sviluppare ulteriormente l’attuale slancio positivo nei rapporti”, ha dichiarato il presidente turco durante la conferenza stampa congiunta con il premier greco. Da parte sua, Mitsotakis ha sottolineato che Atene e Ankara “devono vivere in pace, senza alimentare tensioni”. “Le nostre relazioni bilaterali hanno conosciuto delle oscillazioni, adesso è estremamente importante che i due Paesi camminino su una strada più tranquilla”.


Lo sviluppo della cooperazione tra Grecia e Turchia parte da un dato di fatto: gli scambi commerciali hanno ad oggi superato i 5 miliardi di euro, e Mitsotakis ed Erdogan hanno posto come obiettivo “realistico” quello di raggiungere i 10 miliardi di euro entro i prossimi cinque anni. Ma le basi per il rafforzamento delle relazioni abbracciano anche il tema dell’immigrazione clandestina. Il premier ellenico ha accolto con favore la riduzione dei flussi migratori verso la Grecia, spiegando che si tratta di un risultato raggiunto anche grazie alla maggior collaborazione che negli ultimi mesi si è registrata tra le autorità dei due Paesi impegnate nella sorveglianza delle frontiere. Inoltre, Mitsotakis ha assicurato a Erdogan che Atene sostiene la semplificazione della concessione dei visti per i cittadini turchi nel quadro dell’acquis europeo, annunciando che a seguito dell’approvazione dell’Ue “sarà attivata la possibilità per i cittadini della Turchia e le loro famiglie di visitare dieci isole greche durante tutto l’anno per un periodo di sette giorni alla volta”.

Nella Dichiarazione di amicizia e buon vicinato firmata ad Atene dai leader di Grecia e Turchia, viene sottolineato che i due Paesi riconoscono il potenziale per aumentare significativamente la prosperità e il dinamismo della regione, nonché la necessità di continuare a lavorare insieme per il bene di entrambe le società in un clima di amicizia e fiducia reciproca. “Entrambe le parti affronteranno le loro relazioni con il fine di rafforzare la cooperazione economica e approfondire i legami tra i popoli, contribuendo così alla prosperità e alla coesistenza pacifica”, viene spiegato nel documento. Sulla base della Dichiarazione congiunta, Atene e Ankara si impegnano “ad astenersi da qualsiasi dichiarazione, iniziativa o azione che possa mettere a repentaglio il mantenimento della pace e della stabilità nella regione”. Allo stesso tempo, nel documento viene assicurato che i due Paesi “cercheranno di risolvere ogni controversia che dovesse sorgere tra loro in modo amichevole, attraverso consultazioni dirette o con altri mezzi di scelta reciproca, come previsto dalla Carta delle Nazioni Unite”. In particolare, Grecia e Turchia hanno concordato di impegnarsi per una relazione basata su tre pilastri: dialogo politico, agenda positiva, misure di rafforzamento della fiducia. Atene e Ankara sottolineano comunque che il documento “non è un accordo internazionale vincolante per le parti ai sensi del diritto internazionale”. “Nulla di quanto contenuto nella presente Dichiarazione potrà essere interpretato come creazione di diritti o obblighi legali per le parti”, viene pertanto evidenziato nella parte conclusiva della Dichiarazione.

A dimostrare la volontà di voler impegnarsi nello sviluppo di un’agenda positiva per le relazioni bilaterali vi sono i 15 accordi siglati durante il Consiglio supremo di alta cooperazione, tra memorandum d’intesa e dichiarazioni interministeriali. Tra i più rilevanti, vi sono quelli che prevedono: la creazione di una nuova linea tra la città greca di Nea Santa e quella turca di Babaeski, con l’obiettivo di aumentare il volume del flusso energetico bidirezionale; lo sviluppo delle strutture di rete imprenditoriale per lo scambio di esperienze e conoscenze; la promozione della cooperazione tra le agenzie per il credito all’esportazione dei due Paesi l’aumento del trasferimento reciproco di beni e servizi; la convocazione ogni anno di un Comitato misto per il turismo, finalizzata a sviluppare la cooperazione diretta tra le agenzie di viaggio greche e turche; la collaborazione dei rispettivi enti nazionali per la ricerca scientifica e l’innovazione; lo sviluppo ulteriore della cooperazione tra le autorità doganali greche e turche, combattendo le frodi e rendendo più efficienti i servizi. Inoltre, Atene e Ankara hanno firmato una dichiarazione per concordare la convocazione della sesta sessione del Comitato economico e commerciale congiunto, con la parte turca che ha proposto che si tenga il 2 febbraio 2024 a Istanbul.

Il vertice intergovernativo organizzato ad Atene è stato quindi un’occasione per scrivere una nuova pagina nelle controverse relazioni tra Grecia e Turchia. Il fatto che quest’anno sia Erdogan che Mitsotakis abbiano vinto nettamente le rispettive elezioni rappresenta una garanzia per gli orientamenti dei due Paesi nella politica estera dei prossimi anni. Atene e Ankara hanno dimostrato con i fatti di voler elevare i rapporti in una nuova fase, e le premesse nate nel corso del Consiglio di cooperazione ad alto livello lo certificano. Questo clima positivo rappresenta inoltre un ulteriore pilastro per la stabilità regionale, in un contesto globale caratterizzato dai conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, con riflessi sulla crisi alimentare ed energetica. Da questa nuova fase delle relazioni tra le due sponde dell’Egeo, tra l’altro, la Grecia potrebbe valorizzare ulteriormente il suo ruolo nella macro regione, mentre la Turchia potrebbe andare a rafforzare la sua politica economica ed estera alla luce del cambio di postura verso la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. L’obiettivo di Atene e Ankara è chiaro: indirizzare il prossimo futuro verso un percorso costruttivo basato sulle affinità e non sulle divisioni.

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