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Gli industriali tedeschi soddisfatti dall’ingresso della cinese Cosco nel porto di Amburgo

L'ingresso di Cosco nel terminale di Tollerort "rafforza la cooperazione tra i partner, la competitività del porto di Amburgo e della sede logistica"

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La Federazione dell’industria tedesca (Bdi) ha accolto con favore la decisione del governo di Berlino di autorizzare l’ingresso di Cosco, gruppo statale cinese per le spedizioni e la logistica, nel terminale di Tollerort, parte del porto di Amburgo, con una quota del 24,9 per cento. “È un bene per la Germania come sede di investimenti e Paese dell’import-export”, ha dichiarato Tanja Goenner, direttrice generale del Bdi. Inoltre, secondo Goenner, la competitività e la sovranità tecnologica della Germania e dell’Ue richiedevano la fondamentale apertura agli investimenti esteri, anche dalla Cina. Questo Paese è il più importante partner commerciale della Germania e del suo principale scalo portuale. Ora, ha evidenziato la direttrice generale del Bdi, l’ingresso di Cosco nel terminale di Tollerort “rafforza la cooperazione tra i partner, la competitività del porto di Amburgo e della sede logistica, quindi anche della Germania come Paese industriale”. Per Goenner, è ragionevole espandere le relazioni economiche con la Cina, anche con l’aumento delle tensioni geopolitiche. La direttrice generale del Bdi ha, infine, osservato come la triade che descrive la Cina quale “concorrente e rivale di sistema, ma anche come partner, è l’approccio giusto”.


Nella giornata di ieri 10 maggio, l’esecutivo del cancelliere Olaf Scholz ha approvato l’ingresso di Cosco nel terminale di Tollerort. A ottobre del 2022, il governo tedesco aveva deciso di ridurre la partecipazione al 24,9 per cento dal 35 per cento originariamente concordato nel contratto del 2021 tra il gruppo cinese e Hamburger Hafen und Logistik (Hhla), la società che gestisce il porto di Amburgo. L’obiettivo era impedire che la Cina acquisisse influenza sul principale scalo portuale della Germania. La questione della quota si è recentemente riaperta quando l’Ufficio federale per la sicurezza informatica (Bsi) ha classificato il terminale di Tollerort come infrastruttura critica. È sembrata quindi vacillare la soluzione trovata dall’esecutivo federale, in quanto assunta sulla base del presupposto che il terminale non rappresentasse un’infrastruttura critica. In tal caso, il limite per la partecipazione di Cosco avrebbe dovuto essere stabilito al 10 per cento. Pertanto, si è reso necessario un riesame della pratica da parte del ministero dell’Economia e della Protezione del clima. Secondo Hhla, “tutte le questioni” riguardanti l’investimento di Cosco nel terminale di Tollerort “sono state chiarite in colloqui intensi e costruttivi” con il dicastero. Pertanto, l’azienda cinese potrà acquisire la partecipazione nell’infrastruttura. A sua volta, il governo federale ha osservato che, dopo le dovute verifiche, il contratto tra Hhla e Cosco risulta adempiere alle “condizioni per la riduzione della partecipazione”.

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