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Giubileo: stretta sui cantieri a Roma, il conto alla rovescia sotto l’albero di Natale

La cerimonia di accensione segna l’avvio dei 365 giorni che separano dall’apertura della Porta Santa

Roma
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© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

Tra una settimana esatta, l’otto dicembre, a Roma si terrà il tradizionale conto alla rovescia per l’accensione dell’albero di Natale. Per quest’anno, e credibilmente per i prossimi otto – fino a termine del cantiere della Metro C – l’abete trasloca dalla trafficata piazza Venezia alla semi-pedonale piazza del Popolo. Come da consuetudine sarà il sindaco ad accendere le luci e a scandire i numeri, da dieci a uno. Diversamente dagli altri anni, però, la cerimonia stavolta segna l’avvio di un conto alla rovescia più significativo: i 365 giorni che separano Roma dall’apertura della Porta Santa. La data, l’otto dicembre del 2024, è particolarmente attesa, perché è stata indicata a più riprese dal sindaco, e commissario straordinario per il Giubileo, come il confine temporale tra la città di ieri e quella di domani, o per lo meno il suo embrione.


Per tre giorni, dopo la partita Riad-Roma per Expo che si è chiusa 119 a 17, Gualtieri non si è sottratto ad alcuna domanda. “Non si può andare a fare soltanto le battaglie facili, era giusto essere a Parigi, fino alla fine”, ha detto. “Expo non era una questione esistenziale, Roma non ha basato il suo sviluppo su quei progetti”, ha ricordato. Al terzo giorno, però, all’ennesima richiesta di replica alle polemiche, con un sorriso il sindaco ha sviato e ha ricordato quello che a Roma c’è (1.322 cantieri aperti per un totale di 13 miliardi di investimenti) anziché quello che avrebbe potuto, per alcuni dovuto, esserci.

L’occasione è stata la firma dell’accordo tra amministrazione, sindacati e categorie per imprimere una stretta ai tempi dei cantieri giubilari, perché si proceda a lavorare, notte e giorno, sette giorni su sette, almeno nei tre principali: la pedonalizzazione di piazza Pia, con il relativo sottopasso per i veicoli, tra Castel Sant’Angelo e il Vaticano; la riqualificazione di piazza dei Cinquecento e dell’area attorno alla stazione Termini; la ristrutturazione del Ponte di Ferro in zona Ostiense. Nella prossima settimana è previsto un incontro per avviare i lavori notturni a piazza Pia già da lunedì 11 dicembre. E non si esclude, a quanto filtra da più parti, che entro fine anno i cantieri possano essere aperti 24 ore su 24 anche a Ostiense. Al momento non è prevista alcuna modifica su piazza dei Cinquecento ma mai dire mai. Perché i cantieri che sono stati aperti, almeno quelli, bisogna chiuderli prima dell’apertura della Porta Santa. Con buona pace dei tanti che stanno ancora in fase di decollo e rischiano di esser rinviati alla prossima amministrazione (dalla tranvia Termini-Vaticano-Aurelio alla riqualificazione delle stazioni, dal piano parcheggi per i bus turistici allo svincolo autostradale di Tor Vergata, a ridosso proprio di quell’area in cui avrebbe dovuto andare Expo ma dove sicuramente si terranno almeno un paio di eventi giubilari, la giornata dei giovani e quella dei lavoratori).

È che con il Giubileo, in ballo, più che gli investimenti miliardari rischia di svanire l’immagine di Roma nel mondo come “città aperta e accogliente” su cui il sindaco ha speso più di una parola. E se pure uno dei più acerrimi contestatori di Gualtieri, il leader di Azione, Carlo Calenda, nel commentare la batosta di Expo ha ammesso: “Gualtieri sta non-gestendo la città pur avendo soldi e poteri commissariali, ma non si può gioire per una sconfitta così pesante”, allora l’accordo di ieri “indica un metodo, forze sociali e forze produttive si uniscono nel rispetto delle proprie peculiarità per lo sviluppo della città”, e detta il modello di domani, un invito alla città tutta a scandire unita il conto alla rovescia per poi remare nella stessa direzione, almeno per i 365 giorni che separano Roma da com’è a come si spera possa essere.

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