Giappone: prezzi all’ingrosso balzano del 10 per cento ad aprile

Per il Giappone si tratta dell'aumento più marcato dall'inizio dell'attuale serie storica, nel 1981 e riflette le ricadute del conflitto in Ucraina sulle catene di fornitura e l'andamento dei prezzi globali delle materie prime

giappone

I prezzi all’ingrosso in Giappone hanno registrato un balzo del 10 per cento ad aprile rispetto allo stesso mese del 2021, secondo i dati pubblicati dalla banca del Giappone oggi, 16 maggio. Per il Giappone si tratta dell’aumento più marcato dall’inizio dell’attuale serie storica, nel 1981 e riflette le ricadute del conflitto in Ucraina sulle catene di fornitura e l’andamento dei prezzi globali delle materie prime. Il prezzo del petrolio e dei derivati del carbone è aumentato del 30,9 per cento dall’inizio della guerra in Ucraina; altre materie prime che hanno registrato incrementi a due cifre sono ferro e acciaio (più 29,9 per cento) e legname e legno lavorato (più 56,4 per cento). Il governatore della Banca del Giappone, Haruhiko Kuroda, prevede che il marcato aumento dei prezzi all’ingrosso spingerà il tasso di inflazione al consumo verso il livello obiettivo del 2 per cento.

L’indice core dei prezzi al consumo di Tokyo è aumentato ad aprile dell’1,9 per cento su base annua, l’incremento maggiore registrato nella capitale del Giappone da sette anni a questa parte. Lo certificano i dati pubblicati dal governo giapponese lo scorso 6 maggio. L’indicatore, che esclude le variazioni apportate dai prezzi dagli alimenti freschi, ha registrato l’ottavo mese consecutivo di crescita su base annua. Il dato è prossimo all’obiettivo del 2 per cento definito dalla Banca del Giappone, ed è in parte attutito in termini nominali dal brusco calo delle tariffe di telefonia mobile registrato nel Paese dalla scorsa primavera. I prezzi dell’energia sono aumentati del 24,6 per cento, e quello del gas, in particolare, del 27,6 per cento.

Oltre il 40 per cento delle aziende giapponesi intende aumentare i prezzi delle proprie merci entro un anno in risposta al crescente costo dell’energia e delle materie prime in atto a livello globale. E’ quanto emerge da un sondaggio di Teikoku Databank Inc., che ha coinvolto 1.855 aziende giapponesi all’inizio del mese di aprile. Il 43,2 per cento delle aziende ha riferito di aver già corretto i prezzi al rialzo il mese scorso o di volerlo fare entro i prossimi 12 mesi; tenuto conto delle aziende che hanno già aumentati prezzi dallo scorso ottobre, la percentuale sale al 64,7 per cento. Il 16,4 per cento, delle aziende consultate, invece, ha riferito di non poter trasmettere sui consumatori il peso dei maggiori costi di produzione. Solo il 7,4 per cento delle aziende ha risposto che non intende ricorrere a un aumento dei prezzi.

Il Giappone ha conseguito un aumento della produzione industriale del 5,8 per cento nell’anno fiscale 2021, dopo due contrazioni annuali consecutive dovute alle ricadute della pandemia di Covid-19. Lo certificano i dati ufficiali pubblicati dal governo di quel Paese: nell’anno fiscale conclusosi lo scorso marzo, l’indice della produzione di fabbriche e miniere è stato di 95,5, fatto 100 il livello del 2015. Il 2020 si era chiuso con un calo percentuale del 9,6 per cento. Il dato relativo all’anno fiscale appena trascorso è il migliore dall’inizio dell’attuale serie storica, nel 2014, ma il Giappone non è comunque tornato ai livelli di produzione pre-pandemici del 2019, quando l’indice si era attestato a 99,9.

La Banca del Giappone (BoJ) prevede che la terza economia mondiale proseguirà la propria ripresa post-pandemia, nonostante permangano in parte i profili di debolezza causati proprio dal Covid-19 e ad essi si sommino gli effetti della svalutazione dello yen e dell’inflazione. Lo ha dichiarato l’11 aprile scorso il governatore della BoJ, Haruhiko Kuroda. L’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime faranno accelerare ulteriormente l’inflazione nei prossimi mesi, ha spiegato Kuroda, secondo cui l’indice core dei prezzi al consumo esibirà un “chiaro” incremento. Kuroda si è detto ancora fiducioso in merito alla ripresa, ma ha avvertito che permangono “incertezze molto forti” in merito alle ricadute della crisi in atto in Ucraina. “L’economia del Giappone ha agganciato una tendenza alla ripresa, anche se in parte si notano alcune debolezze dovute all’impatto del Covid-19”, ha affermato il governatore. Tra i fattori a sostegno della ripresa, Kuroda ha menzionato “un calo della pressione sul consumo dei servizi e dell’impatto (della pandemia) sulle catene di fornitura, una ripresa della domanda estera, la politica monetaria accomodante e lo stimolo economico dello Stato”, che assieme dovrebbero mitigare l’effetto del rincaro delle materie prime.

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