Gentiloni: “Stiamo ragionando sul tetto al prezzo del gas”

Il commissario europeo all'Economia in una intervista a "Il messaggero" spiega che "il rischio di stagnazione dipenderà molto anche dalla durata della guerra: più sarà prolungata maggiore sarà l'impatto sulla fiducia di investitori e consumatori e si manterrà alta l'inflazione"

Gentiloni
Gentiloni

Il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni, in una intervista a “Il messaggero” spiega che “il rischio di stagnazione dipenderà molto anche dalla durata della guerra: più sarà prolungata maggiore sarà l’impatto sulla fiducia di investitori e consumatori e si manterrà alta l’inflazione. Vedremo. E’ chiaro che tutti ci auguriamo che la guerra non duri a lungo, innanzitutto per ragioni umanitarie, ma anche economiche”. Gentiloni ha detto: ‘Sulle sanzioni non ci sono tabù, ma devono danneggiare l’economia russa’. C’è tuttavia chi sostiene che per il momento il maggior danno lo stanno subendo alcuni Paesi europei. “E’ bene dire con chiarezza che il danno che sta subendo l’economia europea deriva dall’invasione militare russa in Ucraina, non dalle sanzioni. Le sanzioni stanno danneggiando in maniera rovinosa l’economia russa. Ci sono dei costi anche per noi, per questo dobbiamo pensare a interventi che aumentino il danno per l’economia russa senza incrementare troppo i costi per noi”. Su un divieto totale dell’import energetico dalla Russia da parte dell’Europa, la segretaria al Tesoro Janet Yellen ha sorpreso per la sua cautela. Che però è stata immediatamente rilanciata dalla Bundesbank e dal cancelliere Olaf Scholz: “Ho discusso la settimana scorsa a Washington con Janet Yellen proprio di questo argomento: è assolutamente determinata a trovare le modalità che provochino il maggior danno all’economia russa e i minori costi per le nostre economie, in particolare quelle europee. Perché è chiaro che per gli Usa la dipendenza dall’energia russa è marginale, ma sono attenti alla collaborazione transatlantica che è indispensabile per far funzionare le sanzioni. Questo può tradursi in ipotesi di sanzioni sull’energia di vario tipo”.

Come il tetto ai prezzi che auspica l’Italia: “Sarebbe certamente un modo per infliggere un danno alla Russia riducendo i rischi per noi. Sono misure – osserva il commissario – di cui stiamo ragionando in questi giorni. La Commissione è stata incaricata tra poco meno di un mese di formulare una proposta ai governi europei”. “Questa – aggiunge – è certamente tra le proposte sul tavolo. Ma non dobbiamo vedere questi temi solo in chiave di divergenze tra Stati membri, ci sono anche da valutare molto seriamente gli scenari che queste decisioni comportano. La fissazione di un prezzo massimo può avere il vantaggio di danneggiare le esportazioni russe senza produrre impennate di prezzo che avrebbero forme di embargo totali. Ma bisogna anche valutare come, dal punto di vista giuridico ed economico, eventuali proposte di prezzo massimo possono essere gestite. Ed è questo il lavoro che la Commissione sta appunto facendo”. Tra un mese, il 23 maggio, il RePower Ue sarà probabilmente una realtà: “Poiché l’evoluzione dei vari pacchetti di sanzioni coinvolgerà, come è probabile, l’energia, stiamo lavorando in questa direzione. Innanzitutto riducendo la dipendenza da petrolio e gas russi di due terzi entro la fine di quest’anno, per portarla a zero entro il 2027. Un secondo obiettivo è costruire una strategia che non rallenti la transizione climatica, rischio che si corre di fronte all’impennata dei prezzi”.

“Per questo – rileva Gentiloni – la Commissione cercherà di mettere sul tavolo proposte che invece confermino la transizione climatica, poiché è ovvio che ci possono essere delle passerelle temporanee ma la strada per ridurre la dipendenza dall’energia russa è quella delle rinnovabili. E su questo non possiamo alimentare equivoci o una nuova stagione del carbone per raggiungere l’autonomia”. In merito alle condizioni per un fondo comune per far fronte all’obiettivo dell’autonomia energetica: “Naturalmente la discussione non sarà facile, ma penso non sia giusto escludere questa eventualità, poiché ancora una volta siamo di fronte a uno choc esterno, non provocato da politiche economiche di singoli Paesi. C’è una base quindi per ragionarci”. Quanto al Pnrr, “qui a Bruxelles stiamo discutendo di alcune modifiche parziali, limitate, molto mirate. Inflazione e conseguenze della guerra le richiedono. Ma il mio invito è: non concentrarsi su queste limitate modifiche, ma sull’attuazione del Pnrr. Prima parlavamo del rallentamento dell’economia europea: l’antidoto a questo rallentamento è proprio il Pnrr. Abbiamo in Italia 200 miliardi da spendere nei prossimi quattro anni. Avendo esperienza della nostra Pa so quanto sarà difficile. So anche quanto il governo Draghi stia lavorando per riuscirci. Ma ricordiamoci che la risposta che stiamo cercando per far fronte ai rischi di stagnazione, almeno per un Paese come l’Italia, ce l’abbiamo già e si chiama, lo ripeto, Pnrr”, ha concluso Gentiloni.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram