Gentiloni-Breton: “Di fronte alle sfide colossali che ci attendono l’unica risposta è quella di un’Europa solidale”

I due commissari ritengono che ispirarsi al meccanismo del fondo europeo di sostegno all'occupazione (Sure) per aiutare gli europei e gli ecosistemi industriali nell'attuale crisi potrebbe essere una delle soluzioni a breve termine che aprirebbe la strada a un primo passo verso la creazione di un'offerta di "beni pubblici europei" nei settori dell'energia e della sicurezza, l'unica in grado di fornire una risposta sistemica alla crisi

Di fronte alle “sfide colossali” che ci attendono c’è solo una risposta possibile: quella di un’Europa solidale. Lo scrivono il commissario europeo all’Economia, Paolo Gentiloni ed il commissario per il Mercato e i servizi, Thierry Breton, in un articolo sul quotidiano “El Pais”, evidenziando come per superare le linee di divisione indotte dai diversi margini di manovra dei bilanci nazionali bisogna pensare a strumenti condivisi a livello comunitario. “Solo una risposta di bilancio europea, che sostenga l’azione della Banca centrale europea, ci permetterà di rispondere efficacemente a questa crisi e di calmare la volatilità dei mercati finanziari”, è il monito di Gentiloni e Breton, citando l’esempio di solidarietà dimostrata durante la pandemia del coronavirus. A questo proposito, i due commissari ritengono che ispirarsi al meccanismo del fondo europeo di sostegno all’occupazione (Sure) per aiutare gli europei e gli ecosistemi industriali nell’attuale crisi potrebbe essere una delle soluzioni a breve termine che aprirebbe la strada a un primo passo verso la creazione di un’offerta di “beni pubblici europei” nei settori dell’energia e della sicurezza, l’unica in grado di fornire una risposta sistemica alla crisi.

Secondo Gentiloni e Breton, di fronte all’uso dell’energia da parte della Russia come “arma di guerra”, l’Europa è riuscita a sganciarsi da Mosca diversificando le fonti di approvvigionamento energetico e aumentando i livelli di riserve strategiche in tempi record. “Dobbiamo ora affrontare con urgenza la questione del costo dell’energia, che colpisce fortemente le famiglie, ovviamente, ma ora anche le imprese in tutti gli Stati membri”, è l’ammonimento dei due commissari. Per quanto riguarda le imprese, si pone la necessità di continuare gli sforzi coordinati per sostenerle, al fine di aiutarle a preservare la loro competitività e i posti di lavoro, facendo molta attenzione a mantenere condizioni di parità nel nostro mercato interno. In questo contesto, il massiccio piano di aiuti di 200 miliardi di euro deciso dalla Germania, pari al 5 per cento del Pil, risponde a questa necessità di sostenere l’economia. Tuttavia, Gentiloni e Breton si interrogano su come possano agire gli Stati membri “che non hanno lo stesso margine di manovra di bilancio” per aiutare anche le imprese e le famiglie. “Ora più che mai, dobbiamo evitare di frammentare il mercato interno, di creare una corsa ai sussidi e di mettere in discussione i principi di solidarietà e di unità che sono alla base del successo del nostro progetto europeo”, concludono Gentiloni e Breton.

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