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G7: Ucraina e Medio Oriente dominano il vertice virtuale

Il summit è stato l’atto finale della presidenza giapponese, che ha passato il testimone a quella italiana

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L’Ucraina e il Medio Oriente sono stati i temi principali del vertice virtuale dei leader del G7, tenutosi oggi e conclusosi con una dichiarazione congiunta. Il summit è stato l’atto finale della presidenza giapponese, che ha passato il testimone a quella italiana. La dichiarazione riprende in gran parte quella pubblicata dopo il vertice tenutosi a maggio a Hiroshima. L’Indo-Pacifico, il cambiamento climatico, la resilienza economica, la sicurezza alimentare e le tecnologie digitali, in particolare l’intelligenza artificiale, sono gli altri capitoli di rilievo del documento. Alla videoconferenza è intervenuto anche il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky.


I partecipanti hanno ribadito il loro sostegno al popolo ucraino, che “da 650 giorni resiste coraggiosamente all’aggressione illegale della Russia”, e a una pace “giusta e duratura” nei “confini internazionalmente riconosciuti”. “Continuiamo a sostenere l’Ucraina nell’ulteriore sviluppo della formula di pace del presidente Zelensky” e “il nostro impegno resta quello di limitare le esportazioni di tutti gli articoli critici per la base militare e industriale della Russia” e “ridurre ulteriormente l’utilizzo del sistema finanziario internazionale da parte della Russia”, si legge nel comunicato, che annuncia aggiornamenti delle misure sanzionatorie e contro l’elusione delle sanzioni. Tra gli obiettivi dichiarati c’è quello di ridurre le entrate russe provenienti dall’energia, dai metalli e da altre materie prime. A ciò si aggiunge l’annuncio di restrizioni all’importazione di diamanti non industriali, estratti, lavorati o prodotti in Russia, a partire dal primo gennaio 2024, cui seguiranno restrizioni all’importazione di diamanti russi lavorati in Paesi terzi, dal primo marzo 2024.

Sul Medio Oriente sono stati ribaditi la condanna degli attacchi terroristici di Hamas e il sostegno a Israele nel diritto a difendersi in conformità con il diritto internazionale; è stato chiesto il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi rimanenti ed espresso favore a ulteriori pause umanitarie. Sono stati condannati anche la “violenza dei coloni estremisti contro i palestinesi” e “l’antisemitismo e l’islamofobia in qualsiasi forma”. Gli attori regionali, in particolare l’Iran, sono stati esortati a “cessare le attività destabilizzanti” e a contribuire invece ad allentare le tensioni. Infine, è stato ribadito l’impegno “a favore di uno Stato palestinese come parte di una soluzione a due Stati”.

Alla Cina sono state ripetute le stesse richieste già avanzate nel vertice di Hiroshima di maggio. Il G7 vuole relazioni “costruttive e stabili” con Pechino ma chiede impegni su vari fronti: dalla cooperazione nell’azione climatica alla correzione delle pratiche commerciali distorsive del mercato alla pressione sulla Russia affinché interrompa la sua aggressione militare all’Ucraina. Il G7 assicura di non volere il disaccoppiamento economico, ma anche che ridurrà le dipendenze eccessive nelle catene di approvvigionamento critiche. Il Gruppo, inoltre, si oppone a qualsiasi tentativo unilaterale di modificare lo status quo nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Cinese Meridionale e ribadisce l’importanza della pace e della stabilità nello Stretto di Taiwan. Per quanto riguarda l’Indo-Pacifico è stato ribadito anche l’appello per il completo, verificabile e irreversibile smantellamento di tutte le armi di distruzione di massa e dei missili balistici della Corea del Nord.

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