Francia: oggi elezioni regionali e dipartimentali, il partito di Macron dato in forte difficoltà

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Al via oggi il primo turno in Francia delle elezioni regionali e dipartimentali che rappresentano l’ultimo test elettorale del Paese prima delle presidenziali previste per il prossimo anno. Il secondo turno è in programma domenica 27 giugno. Si tratta di un appuntamento cruciale per il presidente Emmanuel Macron, che vede il suo partito, La République en marche, in forte difficoltà, con ampie possibilità di non aggiudicarsi neanche una delle tredici regioni metropolitane. In questo contesto, Macron ha cominciato a inizio giugno un “tour” in diverse zone della Francia, per tornare ad incontrare i francesi dopo un blocco imposto dalla crisi del coronavirus. Un’iniziativa fortemente criticata dai partiti di opposizione, che hanno denunciato una strumentalizzazione della funzione presidenziale in vista del voto. Accuse rigettate in blocco dal titolare dell’Eliseo, che il 17 giugno durante una visita nel dipartimento di Somme ha affermato di continuare “semplicemente” il suo “lavoro per la nazione”. Critiche anche per i recenti annunci del primo ministro Jean Castex, che il 16 giugno, a soli quattro giorni dal voto, ha annunciato il termine dell’utilizzo della mascherina all’aperto e la fine del coprifuoco anticipato di dieci giorni, al 20 giugno.

La Provenza-Alpi-Costa Azzurra sarà la regione dove si concentreranno le maggiori attenzioni. Il presidente uscente ed esponente dei Repubblicani, Renaud Muselier, ha mandato in crisi il suo partito stringendo nelle scorse settimane un’alleanza con La République en marche per sbarrare la strada al grande favorito: il candidato del Rassemblement National Thierry Mariani. Un’operazione che sembra essere destinata a fallire, visto che Mariani è dato da tutti i sondaggi come il grande favorito per la vittoria al secondo turno. Il Rassemblement National, però, potrebbe arrivare in testa al primo turno in diverse regioni. Tra queste c’è l’Occitania, dove Marine Le Pen sostiene Jean-Paul Garraud, dato al 33 per cento da un sondaggio condotto da Ipsos riportato dal quotidiano “Le Monde”. Nella Borgogna-Franche-Comté, invece, il Rassemblement National conta su Julien Oudoul, dato primo al 28 per cento al voto di domenica secondo l’ultimo sondaggio Ipsos. Stesso scenario nel Centro-Valle della Loira, con il candidato Aleksandar Nikolic che secondo Ipsos-Sopra Steria è in testa al 28 per cento davanti al socialista Francois Bonneau, al 23 per cento. Risultati confortanti per il partito di estrema destra, che difficilmente però si concretizzeranno con una vittoria al secondo turno a causa del “fronte repubblicano” che si potrebbe organizzare tra i rivali.

La regione parigina dell’Ile-de-France, invece, dovrebbe confermare la presidente uscente, Valerie Pecresse, ex esponente dei Repubblicani oggi alla guida del movimento “Libres!”. Un sondaggio di Ifop-Fiducial pubblicato il 13 giugno dà Pecresse al 34 per cento al primo turno e al 38 per cento al secondo. Le regionali dovrebbero confermare anche un altro ex dei Repubblicani: Chi invece parte con una posizione di svantaggio è la sinistra, che è riuscita a trovare un’intesa solamente nell’Hauts-de-France, con la candidata Karime Delli sostenuta da Europa Ecologia-I verdi (Eelv), il Partito socialista, La France Insoumise e il Partito comunista francese.

Delli dovrà vedersela con Xavier Bertrand, presidente uscente, ex membro dei Repubblicani e candidato anche alle prossime presidenziali. Un sondaggio pubblicato dall’emittente televisiva “Cnews” prevede una vittoria di Bertand al primo turno con il 33 per cento dei voti, anche se il Rassemblement National lo tallona con Sebastien Chenu, dietro al 32 per cento. Gli ambientalisti di Eelv vogliono però sfruttare la buona dinamica avuta nelle municipali dell’anno scorso, soprattutto nei Paesi della Loira, unica regione alla loro portata con il candidato Matthieu Orphelin, sostenuto anche da La France Insoumise. Una conferma dovrebbe arrivare anche dall’Auvergna-Rhine-Alpes, guidata dal Repubblicano Laurent Wauquiez, che secondo molti sondaggi dovrebbe essere confermato. Ma il vero protagonista di queste elezioni potrebbe essere l’astensionismo, almeno da quanto annunciano i sondaggi. Secondo l’ultimo pubblicato il 17 giugno dall’emittente televisiva “BfmTv”, solamente il 36 per cento degli elettori si dice certo di recarsi alle urne, mentre un secondo studio pubblicato due giorni prima dal quotidiano “Libération” il 54 per cento degli elettori iscritti alle liste afferma che non voterà a primo turno di questa domenica.

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