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Francia, Germania e Polonia lanciano la lotta contro la disinformazione russa

La giornata di oggi ha segnato anche il rilancio del Triangolo di Weimar, che in questi ultimi anni ha registrato una serie di alti e bassi

Parigi
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Francia, Germania e Polonia lanciano la lotta contro le attività di disinformazione provenienti dalla Russia. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Stephane Sejourne, dopo una riunione avvenuta nel formato Triangolo di Weimar alla Celle-Saint-Cloud, fuori Parigi, insieme agli omologhi di Berlino e Varsavia, rispettivamente Annalena Baerbock e Rodoslaw Sikorski. “Siamo mobilitati per proteggere i nostri cittadini contro le manipolazioni dell’informazione”, ha detto Sejourne durante la conferenza stampa finale, spiegando che Mosca cercherà di “rubare” il diritto di esprimere il proprio voto alle prossime elezioni europee di giugno. Il titolare del Quai d’Orsay ha definito “inaccettabili” i tentativi di ingerenza straniera nel settore dell’informazione dei Paesi europei. Sejourne ha spiegato che sono stati individuati almeno “180 portali di disinformazione digitali dormienti” che avrebbero dovuto rendere virali dei “contenuti a favore della Russia in almeno tre Paesi”. “Utilizzeremo tutti gli strumenti per individuarle, qualificarle e denunciarle”, ha garantito Sejourné, mentre il suo omologo polacco ha ricordato l’importanza di queste iniziative sullo sfondo della guerra in Ucraina.


“Non deve essere permesso a Putin di vincere questa guerra”, ha detto Sikorski. “Dobbiamo adempiere ai nostri obblighi nei confronti dell’Ucraina”, ivi incluse quelli relativi “alle munizioni, al sostegno finanziario, che sta già avvenendo, affinché l’Ucraina possa diventare in futuro un Paese europeo, democratico e riformatore”, ha aggiunto il ministro polacco, confermando la minaccia conseguente all’atteggiamento del presidente russo Vladimir Putin. “Abbiamo di nuovo una guerra in Europa, un dittatore che si è arrogato il diritto di decidere chi può essere una nazione e chi no, (di decidere) se sia consentito o meno cambiare i confini in Europa con la forza e che, con le menzogne e la demagogia, cerca prima di schiavizzare e poi di conquistare l’Ucraina e di disgregare l’Ue e l’Alleanza Atlantica”, ha avvertito Sikorski.

La giornata di oggi ha segnato anche il rilancio del Triangolo di Weimar, che in questi ultimi anni ha registrato una serie di alti e bassi. Complice di questo nuovo slancio è l’elezione di Donald Tusk a primo ministro della Polonia. Un profilo più europeista, che ha contribuito a riallacciare i rapporti tra Varsavia e Bruxelles. “Le nostre interazioni non sono mai state così importanti”, ha riconosciuto Baerbock, spiegando che per l’Unione europea il rapporto tra Parigi, Berlino e Varsavia è “fondamentale”. “Una procedura comune dei nostri tre Paesi, dell’Unione europea e della Nato permetterà di avere un’Europa sicura e robusta”, ha detto Baerbock, secondo la quale L’Ue deve lavorare in modo più stretto con l’Alleanza atlantica. A tal proposito, il ministro degli Estero Stephane Sejourné ha spiegato che l’Europa, ha bisogno di una “seconda assicurazione sulla vita” oltre a quella garantita dalla Nato.

A dimostrazione di questa nuova intesa c’è stata la visita di Tusk a Parigi. La Francia e la Polonia “si preparano ad aprire un nuovo capitolo della loro relazione con la preparazione di un nuovo trattato bilaterale, che sostituirà quello del 1991”, ha ricordato Macron, prima di una pranzo di lavoro con il premier polacco. “Non esiste alternativa all’Ue, alla cooperazione transatlantica, alla Nato”, ha aggiunto Tusk. Macron ha ricordato il sostegno di Parigi e Varsavia all’Ucraina e al popolo ucraino, elogiando “l’impegno” della Polonia in questo dossier. A proposito della guerra in corso, il presidente francese ha spiegato che “tutto quello che l’Europa fa per fornire equipaggiamenti strategici e munizioni all’Ucraina deve servire a rafforzare la base industriale e di difesa europea”.

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