Fonti “Nova”: la ministra degli Esteri libica Mangoush in Italia per la consegna delle motovedette

Lo scorso 28 gennaio, in occasione della visita in Libia del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Tripoli, i ministri Tajani e Mangoush avevano firmato un memorandum d’intesa che disciplina la consegna di cinque imbarcazioni alla Guardia costiera libica

Najla el Mangoush
Najla el Mangoush

La ministra degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale del Governo di unità nazionale della Libia, Najla el Mangoush, si trova in Italia, in vista della consegna di una motovedetta “classe 300″ di nuova fabbricazione prevista lunedì. Lo ha appreso “Agenzia Nova” da fonti libiche. Al termine della cerimonia che si terrà il 6 febbraio ad Adria, in provincia di Rovigo, presso il cantiere navale Vittoria, è previsto un punto stampa congiunto del vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, della ministra Mangoush e del Commissario europeo per l’allargamento e la politica di vicinato, Oliver Varhelyi, come riferisce una nota informativa congiunta dei ministeri degli Esteri e dell’Interno.

Lo scorso 28 gennaio, in occasione della visita in Libia del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Tripoli, i ministri Tajani e Mangoush avevano firmato un memorandum d’intesa che disciplina la consegna di cinque imbarcazioni alla Guardia costiera libica. Secondo quanto appreso da “Agenzia Nova”, si tratta in particolare di due motovedette classe “Corrubia” (simili a quelle già in dotazione della Guardia costiera libica) e tre motovedette “classe 300” di nuova fabbricazione. Le motovedette classe 300 sono specializzate per le attività di salvataggio a mare (Search and Rescue, Sar); si tratta di una tipologia di imbarcazione già in uso alla Guardia costiera italiana.

La fornitura si inquadra nell’ambito del progetto europeo Sibmmil finanziato dal fondo della Commissione “Trust Fund Africa” di cui l’Italia è il principale soggetto attuatore attraverso il ministero dell’Interno. Il progetto, avviato nel luglio 2017, mira a rafforzare la capacità delle autorità libiche competenti nei settori della gestione delle frontiere e della migrazione, compresi il controllo e la sorveglianza delle frontiere, la lotta al contrabbando e alla tratta di esseri umani, la ricerca e il salvataggio in mare e nel deserto. Gli obiettivi specifici del progetto sono: rafforzare la capacità operativa delle autorità libiche competenti nella sorveglianza marittima, affrontando gli attraversamenti irregolari delle frontiere, compreso il rafforzamento delle operazioni Sar e dei relativi compiti di guardia costiera; allestire strutture di base per consentire alle guardie libiche di organizzare al meglio le operazioni Sar, di sorveglianza e controllo delle frontiere; assistere le autorità libiche interessate nella definizione e dichiarazione di una regione Sar libica con adeguate procedure operative standard Sar, compreso il completamento degli studi per sale operative a pieno titolo; sviluppare la capacità operativa delle autorità libiche competenti nella sorveglianza e nel controllo delle frontiere terrestri nel deserto, concentrandosi sulle sezioni dei confini meridionali maggiormente interessate dagli attraversamenti illegali.

Intanto, la visita a Tripoli del presidente del Consiglio ha sbloccato anche l’impasse relativa all’ambasciata di Libia a Roma. Da mesi la sede diplomatica di Via Nomentana è priva di un capo missione, a seguito dell’arresto del precedente ambasciatore, Omar Tarhuni, per sospetta corruzione e appropriazione indebita. A giugno, la guida dell’ambasciata era stata temporaneamente affidata a Muhammad al Maghour, diplomatico di comprovata professionalità e capo del dipartimento per gli Affari europei del ministero degli Affari esteri libico. Durante la missione di Meloni in Libia del 28 gennaio, le autorità di Tripoli hanno insistito per la nomina di un nuovo rappresentante diplomatico di ruolo in Italia: si tratta di Mohannad Said Younes, ex portavoce e ministro di Stato per le famiglie dei martiri, i feriti e gli scomparsi del Governo di accordo nazionale (Gna) di Fayez al Sarraj. Secondo quanto appreso da “Nova”, la nomina sarebbe stata accettata dalla parte italiana e, al momento, si attende solo l’ufficialità.

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