Dal Cdm via libera alla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza

Per l’anno in corso, si prevede che il livello tendenziale del Pil aumenti del 3,3 per cento, dal 3,1 per cento contenuto nello scenario programmatico del Def in aprile, grazie alla crescita superiore al previsto registrata nel primo semestre e pur scontando una lieve flessione del Pil nella seconda metà dell’anno

Il Consiglio dei ministri “ha approvato la Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef) 2022, che delinea lo scenario a legislazione vigente senza definire gli obiettivi programmatici di finanza pubblica per il triennio 2023-2025”. E’ quanto si legge in una nota di palazzo Chigi. “L’economia italiana – continua la nota – ha registrato sei trimestri di crescita superiore alle aspettative; le prospettive adesso risultano meno favorevoli in ragione del marcato rallentamento dell’economia globale e di quella europea, principalmente legato all’aumento dei prezzi dell’energia, all’inflazione e alla situazione geopolitica. Per l’anno in corso, si prevede che il livello tendenziale del Prodotto interno lordo (Pil) aumenti del 3,3 per cento, dal 3,1 per cento contenuto nello scenario programmatico del Def in aprile, grazie alla crescita superiore al previsto registrata nel primo semestre e pur scontando una lieve flessione del Pil nella seconda metĂ  dell’anno. Inoltre, per effetto del positivo andamento delle entrate e della moderazione della spesa primaria sin qui registrati quest’anno, si prevede che l’indebitamento netto (deficit) tendenziale scenda dal 7,2 per cento del 2021 al 5,1 per cento, un livello inferiore all’obiettivo programmatico definito nel Def, pari al 5,6 per cento. Anche il rapporto debito/Pil è previsto in netto calo quest’anno, al 145,4 per cento dal 150,3 per cento del 2021, con un ulteriore sentiero di discesa negli anni a seguire fino ad arrivare al 139,3 per cento nel 2025″.

“Nel 2023, a causa dell’indebolimento del ciclo internazionale ed europeo – aggiunge la nota – la crescita tendenziale prevista scende allo 0,6 per cento rispetto al 2,4 per cento programmatico del Def di aprile; l’indebitamento netto tendenziale a legislazione vigente viene previsto al 3,4 per cento, inferiore all’obiettivo programmatico del 3,9 per cento. Queste previsioni sono improntate, come per i precedenti documenti di programmazione, a un approccio prudenziale e non tengono conto dell’azione di politica economica che potrĂ  essere realizzata con la prossima legge di Bilancio e con altre misure”.

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