Etiopia: le forze federali riprendono il controllo di diverse città nella regione di Amhara

Etiopia

Le Forze di difesa nazionali etiopi (Endf), insieme alle Forze speciali amhara e alla milizia amhara Fano, loro alleate, hanno preso il controllo di Gashena, Arbit e molti altri luoghi del fronte di Gashena, al confine tra la regione di Amhara e quella del Tigrè. Lo ha annunciato nel corso di una conferenza stampa il ministro delle Comunicazioni del governo dell’Etiopia, Legesse Tulu, precisando che le forze federali hanno conseguito “una grande vittoria” negli ultimi giorni, da quando cioè hanno lanciato un’offensiva militare su tutti i fronti per respingere l’avanzata delle truppe del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) e i loro alleati dell’Esercito di liberazione oromo (Ola), requisendo anche grossi quantitativi di armi pesanti. Secondo il ministro, la cattura della città strategica di Gashena contribuirà a “respingere in breve tempo le forze nemiche da Lalibella, Woldiya e dintorni”. Al momento, secondo quanto riferito dal sito di monitoraggio indipendente Ethiopia Map, non ci sono tuttavia evidenze sul fatto che Gashena sia stata catturata dalle forze federali. Sugli altri fronti del conflitto, il governo ha inoltre rivendicato la conquista delle città di Jamma Dogolo, Wore Illu, Genete, Finchoftu e Akasta sono state liberate dalle forze nemiche, sempre nella regione di Amhara, mentre sul fronte di Shewa le forze congiunte federali e amhara hanno catturato le città e i dintorni di Mezezo, Molale e Shewarobit.

Nei giorni scorsi l’esercito federale aveva annunciato di aver ripreso la città di Chifra, nella regione di Afar, conquistata il mese scorso dai tigrini che l’avevano conquistata con l’intenzione di bloccare l’accesso autostradale che collega Addis Abeba al porto di Gibuti, principale porto del Corno d’Africa e sbocco commerciale fondamentale per la capitale etiope. Il principale obiettivo delle forze del primo ministro etiope Abiy Ahmed è ora quello di riconquistare anche Dessie, mentre le forze del Tplf supportate dalle milizie del movimento di liberazione oromo (Ola) puntano su Debre Berhan, nel tentativo di liberare la strada verso la capitale. Nel frattempo, dopo i primi successi rivendicati dopo diversi mesi sul terreno di battaglia, ieri il primo ministro etiope Abiy Ahmed ha invitato i combattenti del Tplf ad arrendersi alle forze federali e a deporre pacificamente le armi. “Abbiamo completato l’elaborazione di un piano per sterminare il nemico, il nemico è stato sconfitto”, ha dichiarato il premier nel corso di un’intervista televisiva citata dal quotidiano “Addis Standard”. Ahmed ha lasciato intendere che la vittoria, a suo dire, è solo una questione di tempo e si è rivolto ai combattenti tigrini, a suo avviso trascinati in un conflitto di cui non conoscono le reali motivazioni e ai quali ha chiesto di arrendersi il prima possibile alle forze governative. “La gioventù del Tigrè che è stata persuasa a prendere parte a questi combattimenti senza scopo e morendo in massa dovrebbe capire che la guerra è finita”, ha detto Ahmed. “Siamo pronti, l’esercito e la sua leadership sono pronti”, ha detto ancora il primo ministro, vincitore nel 2019 del premio Nobel per la Pace, promettendo di finire la guerra in breve tempo e con il minimo sacrificio.

Ministro degli Esteri cinese ad Addis Abeba, ribadito “pieno sostegno” al governo etiope

Il ministro Wang Yi, è in visita ad Addis Abeba dove è stato ricevuto dal vicepremier e ministro degli Esteri etiope, Demeke Mekonnen. Parlando nel corso di una conferenza stampa congiunta, Wang ha affermato che la sua visita dimostra la fiducia della Cina nell’Etiopia e il “pieno sostegno” di Pechino al governo del primo ministro Abiy Ahmed. La Cina, ha affermato Wang, “si oppone a qualsiasi tentativo di interferire negli affari interni dell’Etiopia poiché gli etiopi hanno la saggezza di risolvere i loro problemi e stabilizzare la situazione da soli”. Il vicepremier Mekonnen, da parte sua, ha apprezzato “l’amicizia di principio e coerente” della Cina con il popolo e il governo dell’Etiopia e ha elogiato il “forte impegno” dimostrato dalla Cina per la sovranità e l’integrità territoriale dell’Etiopia. La visita di Wang arriva in un momento assai delicato del conflitto in Etiopia, con le forze federali – che godono dell’appoggio di Pechino – che nelle ultime ore sembrano aver riguadagnato terreno contro l’avanzata del Fronte di liberazione del popolo del Tigrè (Tplf) verso la capitale Addis Abeba.

Addis Abeba è da tempo il più stretto stretto alleato della Cina nella regione, di cui è anche uno dei principali partner economici e commerciali in Africa orientale: l’Etiopia è considerata infatti un hub cruciale per l’iniziativa della Nuova via della seta (Belt and road initiative, Bri). Va inoltre tenuto in debito conto il fatto che la Grande diga della rinascita etiope (Gerd) – il controverso progetto che vede contrapposta l’Etiopia, da una parte, e i Paesi a valle del fiume Nilo capeggiati da Egitto e Sudan – è finanziata in buona parte (circa 1,8 miliardi di dollari) da banche cinesi per la parte relativa alla costruzione di turbine e apparecchiature elettriche associate delle centrali idroelettriche. L’influenza cinese in Etiopia si è resa evidente anche nel conflitto del Tigrè dove, stando a quanto riportato da alcune fonti di stampa, le truppe federali etiopi e le loro alleate eritree avrebbero fatto ricorso anche a droni da combattimento (Ucav) di fabbricazione cinese, nell’evidente tentativo di impedire che un alleato strategico per Pechino sprofondi nel caos, con ricadute inevitabili sul dossier Gerd e, più in generale, sulle relazioni commerciali etiopico-cinesi. Nuove immagini satellitari ad alta risoluzione circolate nelle ultime settimane sembrano inoltre confermare l’utilizzo di droni cinesi Wing Loong I da parte dell’aviazione federale etiope.

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