Etiopia: cosa prevede l’accordo di pace firmato a Pretoria

Garantire la cessazione immediata e permanente delle ostilità al fine di “mettere a tacere le armi” e creare un ambiente favorevole e gettare le basi per una pace sostenibile; ripristinare l’ordine costituzionale interrotto a causa del conflitto; rifiutare la violenza come metodo per risolvere le divergenze politiche; garantire la sicurezza per tutti; garantire una soluzione duratura del conflitto; creare un quadro giuridico per garantire le responsabilità e affrontare le questioni derivanti dal conflitto; favorire la riconciliazione e il ripristino dei legami sociali; facilitare la ripresa economica e la ricostruzione; impegnarsi ad affrontare le differenze politiche; fornire un quadro per il monitoraggio e la verifica dell’attuazione dell’accordo. Sono questi gli 11 obiettivi previsti dall’accordo di pace firmato oggi a Pretoria dalle parti in conflitto in Etiopia con la mediazione dell’Unione africana. In particolare, l’accordo di pace prevede i seguenti principi alla base della cessazione definitiva delle ostilità; il rispetto per la sovranità, l’integrità territoriale e l’unità della Repubblica democratica federale d’Etiopia (Fdre); la legalità e il rispetto delle norme e dei principi costituzionali sanciti dalla Costituzione federale etiope; il rispetto dei diritti umani fondamentali e delle norme e principi democratici; la protezione dei civili; il rispetto della Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il governo; la responsabilità e la giustizia in conformità con la Costituzione e il quadro politico di giustizia transitoria dell’Unione africana; l’accesso umanitario senza ostacoli a tutti i bisognosi di assistenza; l’uso degli aiuti umanitari esclusivamente a fini umanitari; la riconciliazione e la ricostruzione; l’impegno in buona fede nell’attuazione della cessazione delle ostilità in tutte le fasi successive del processo di pace.

Le parti si impegnano poi in una cessazione “immediata e permanente” delle ostilità e a disimpegnare le forze o i gruppi armati sotto il loro controllo. Questa cessazione permanente di tutte le forme di ostilità include, tra l’altro, la cessazione degli atti di violenza palesi e nascosti; la posa di mine; il sabotaggio; gli attacchi aerei; gli atti di violenza diretti o indiretti; la sovversione o uso di attori esterni (“proxies”) per destabilizzare l’altra parte o collusione con qualsiasi forza esterna ostile a una delle parti. La cessazione delle ostilità, prosegue il testo dell’accordo, includerà inoltre la cessazione di tutte le forme di propaganda ostile, retorica e incitamento all’odio; aprirà la strada al ripristino dell’ordine costituzionale nella regione del Tigrè e al dialogo politico tra le parti. Le parti convengono quindi di ripristinare la presenza dell’autorità federale a Macallè (capoluogo del Tigrè) al fine di creare un ambiente favorevole alla ripresa dei servizi pubblici nella regione e garantire la sicurezza degli abitanti della città. A tal fine, le parti convengono che l’Endf (le Forze armate federali etiopi) e le altre istituzioni federali pertinenti avranno un ingresso rapido, agevole, pacifico e coordinato a Macallè, che sarà facilitato attraverso il canale di comunicazione aperto da stabilire tra gli alti comandanti delle parti del presente accordo, si legge nel documento.

Le parti firmatarie dell’accordo si impegnano inoltre a proteggere i diritti umani della popolazione civile e a sostenere gli strumenti di diritto internazionale umanitario applicabili di cui l’Etiopia è parte. Le parti, in particolare, condannano qualsiasi atto di violenza sessuale e di genere, qualsiasi atto di violenza contro bambini, ragazze, donne e anziani, compreso il reclutamento e la coscrizione di bambini soldato, e sostengono il ricongiungimento familiare. Il governo federale, prosegue il documento, accelererà quindi la fornitura di aiuti umanitari in collaborazione con le agenzie umanitarie tenendo conto delle esigenze specifiche dei gruppi vulnerabili, comprese le donne, i bambini e gli anziani. Le parti si impegnano quindi a cooperare tra loro e con le agenzie umanitarie competenti per aiutare a riunire le famiglie e per facilitare il rimpatrio e il reinserimento degli sfollati interni e dei rifugiati, ogniqualvolta la situazione di sicurezza lo consenta. Le parti garantiscono anche che l’aiuto umanitario sia utilizzato solo per scopi umanitari.

Uno dei punti di maggior importanza è quello relativo all’unità delle Forze armate. “Le parti concordano e riconoscono che la Repubblica federale democratica dell’Etiopia ha una sola forza di difesa, progettano e attuano un programma di disarmo completo per i combattenti del Tplf (Fronte di liberazione del popolo del Tigrè) coerente con la Costituzione della Repubblica democratica federale dell’Etiopia; concordano sul fatto che entro 24 ore dalla firma del presente Accordo sarà istituito un canale di comunicazione aperto tra gli alti comandanti di entrambe le parti; concordano di organizzare una riunione di alti comandanti entro cinque giorni dalla firma del presente Accordo per discutere ed elaborare modalità dettagliate per il disarmo dei combattenti Tplf, tenendo conto della situazione della sicurezza sul terreno; accettano di intraprendere il disarmo degli armamenti pesanti dei combattenti del Tplf in via prioritaria sulla base di un programma dettagliato da concordare tra gli alti comandanti delle parti. Le attività di disarmo previste dal programma dovrebbero concludersi entro dieci giorni dalla conclusione della riunione degli alti comandanti. Il periodo di dieci giorni potrebbe essere prorogato sulla base della raccomandazione degli alti comandanti, da approvare dalle parti. (Le parti) accettano di finalizzare il disarmo globale dei combattenti Tplf, comprese le armi leggere, entro 30 giorni dalla firma del presente Accordo; concordano sul fatto che il piano di smobilitazione e reinserimento terrà conto delle esigenze di ordine pubblico della regione del Tigrè”, recita il documento.

Quanto al Tplf, l’accordo di pace prevede che rispetti l’autorità costituzionale del governo federale, tutti gli organi costituzionali e gli organi del governo federale, inclusa l’autorità del governo federale di controllare tutte le strutture federali, le istituzioni e i confini internazionali del Paese; si astenga dall’aiutare, favorire, sostenere o collaborare con qualsiasi gruppo armato o sovversivo in qualsiasi parte del Paese; rispetti il mandato costituzionale del governo federale di schierare la Forza di difesa nazionale etiope, nonché le forze dell’ordine e di sicurezza federali per adempiere alle proprie responsabilità ai sensi della Costituzione, delle leggi e dei regolamenti pertinenti; si astenga dalla coscrizione, dall’addestramento, dal dispiegamento, dalla mobilitazione o dalla preparazione per conflitti e ostilità; cessi qualsiasi condotta che pregiudichi la sovranità e l’integrità territoriale dell’Etiopia, compresa la corrispondenza incostituzionale e le relazioni con le potenze straniere; cessi tutti i tentativi di realizzare un cambio di governo incostituzionale. Le Endf, prosegue il documento, saranno dispiegate lungo i confini internazionali dell’Etiopia, salvaguardando la sovranità, l’integrità territoriale e la sicurezza del Paese dalle incursioni straniere e assicureranno che non ci saranno provocazioni o incursioni da entrambi i lati del confine. Le Endf, la polizia federale e altri organi di sicurezza federali assumeranno inoltre il controllo “completo ed efficace” dello spazio aereo nazionale, della sicurezza e della protezione dell’aviazione e di tutte le strutture federali, le installazioni e le principali infrastrutture come aeroporti e autostrade all’interno della regione del Tigrè.

Quanto al governo federale, l’accordo di pace prevede che interrompa le operazioni militari contro i combattenti del Tplf; acceleri e coordini il ripristino dei servizi essenziali nella regione del Tigrè entro i tempi concordati; faciliti la revoca della designazione terroristica del Tplf da parte della Camera dei rappresentanti dei popoli; mobiliti e acceleri l’assistenza umanitaria per tutti i bisognosi nella regione del Tigrè e in altre aree colpite e garantisca un accesso umanitario senza ostacoli. Ancora, le parti concordano sul ripristino dell’autorità federale nella regione del Tigrè, compreso il controllo delle istituzioni e delle agenzie federali. Inoltre, entro una settimana dalla firma dell’accordo e fino a quando le elezioni per il Consiglio regionale e la Camera dei rappresentanti dei popoli si terranno sotto la supervisione del Consiglio elettorale nazionale etiope, l’istituzione di un’amministrazione regionale provvisoria inclusiva dovrà avvenire attraverso il dialogo politico tra le parti. Le parti saranno quindi chiamate ad avviare un dialogo politico per trovare soluzioni durature alle divisioni politiche. Le parti convengono quindi di istituire un meccanismo di monitoraggio, verifica e conformità per l’effettiva attuazione della cessazione permanente delle ostilità. A tal fine, le parti convengono di istituire un comitato misto composto da un rappresentante di ciascuna parte, un rappresentante dell’Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad) e presieduto dall’Unione africana attraverso il gruppo di alto livello dell’Unione africana, che a sua volta nominerà un gruppo di esperti per monitorare l’attuazione della cessazione permanente delle ostilità. Le parti nomineranno un esperto ciascuna per lavorare con il gruppo di esperti africani. Qualora il gruppo di esperti riscontri casi di violazione della cessazione delle ostilità, informerà la parte interessata di adottare misure immediate per rettificare la violazione.

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