Elezioni: con l’accordo tra Azione e Italia viva il campo largo è sempre più lontano

Il campo largo sognato da Enrico Letta era già tramontato qualche giorno fa quando Carlo Calenda aveva stracciato l’accordo con il leader del Pd

calenda

Il campo largo sognato da Enrico Letta era già tramontato qualche giorno fa quando Carlo Calenda aveva stracciato l’accordo con il leader del Pd (accordo immortalato dalla foto del bacio fra i due) e ora si va restringendo sempre più, dopo l’accordo tra il leader di Azione e l’ex premier e numero uno di Italia viva, Matteo Renzi. Accordo e patto quasi inevitabile per due leader che i sondaggi, per quanto possano essere poi smentiti dai fatti, davano l’uno poco sopra il sei per cento e l’altro sotto il tre per cento. Quanto potrà poi reggere questo patto difficile dirlo stante il carattere dei due firmatari che molto hanno in comune, in termini di ricerca di leadership. Intanto, il segretario di Italia viva ha “benedetto” l’accordo, ed il passo indietro rispetto alla guida della coalizione, in favore di Calenda, con una metafora calcistica: “ lascio volentieri che sia Carlo Calenda a guidare la campagna elettorale. Talvolta abbiamo discusso, lo sapete, ma i punti che ci uniscono sono molti di più di quelli che ci dividono. Servono gli assist per fare gol”. Un passo indietro certificato anche dal simbolo della coalizione presentato oggi: poco sotto i simboli dei due partiti compare infatti il nome del segretario di Azione e dunque leader, di fatto, del terzo polo.

Parlando di programma, lo stesso Renzi ha chiarito che le fondamenta dell’accordo siglato oggi sono nella natura del cosiddetto terzo polo, che porta “una proposta concreta, competente, seria sul lavoro, sull’ambiente, sulle tasse, sulla cultura, sul sociale. E sulla posizione internazionale dell’Italia, tema fondamentale in questo tempo di crisi”. Dal canto suo il leader di Azione, ha voluto sottolineare come oggi, per la prima volta, nasca un’alternativa seria e pragmatica al bipopulismo di destra e di sinistra che ha devastato questo paese e sfiduciato Mario Draghi”. Accanto a questo il tributo a Matteo Renzi: “Lo ringrazio per la generosità”. Chi invece farà a meno dell’alleanza con Azione è il partito democratico che oggi, a Roma, ha presentato il simbolo con cui correrà alle elezioni. Un simbolo che secondo i democratici può portare ad un successo: “Insieme siamo più forti e siamo in grado di raggiungere l’obiettivo di arrivare, il 25 settembre, ad essere la prima lista. L’impegno che inizia oggi è quello per vincere le elezioni”.

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