El Salvador: più di 13 mila criminali arrestati dall’inizio dello stato di emergenza

La polizia salvadoregna ha evidenziato che nella sola domenica di pasqua sono stati arrestati 506 membri di organizzazioni criminali

El Salvador
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La polizia salvadoregna ha arrestato un totale di 13.086 membri di bande da quando è iniziato lo stato di emergenza, lo scorso 27 marzo, adottato per contrastare l’ondata di omicidi nel Paese centroamericano. La polizia salvadoregna ha evidenziato che nella sola domenica di pasqua sono stati arrestati 506 membri di organizzazioni criminali. “Non daremo tregua ai terroristi in questa guerra contro le bande”, ha affermato la polizia in una nota pubblicata su Twitter. L’Assemblea legislativa ha approvato 23 giorni fa l’entrata in vigore per 30 giorni del regime di emergenza in tutto il Paese per contrastare l’ondata è in aumento dall’inizio dell’anno. Per 30 giorni, il governo salvadoregno ha il potere di sospendere alcune libertà e garanzie per facilitare il dispiegamento di militari e polizia nelle strade e nei comuni dove sono avvenuti questi omicidi.

Il governo degli Stati Uniti è “preoccupato” dalle violenze registrate in El Salvador e per la decisione del parlamento salvadoregno di attuare l’articolo del codice penale che criminalizza la segnalazione di alcune attività delle bande. In una dichiarazione del 10 aprile, il segretario di Stato Usa Antony Blinken sottolinea che a Washington “siamo profondamente preoccupati per il picco di violenze e omicidi commessi dalle bande MS-13 e Barrio 18 in El Salvador il 25, 26 e 27 marzo. Le gang rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale di El Salvador e degli Stati Uniti. Esortiamo El Salvador ad affrontare questa minaccia proteggendo al contempo le libertà civili vitali, inclusa la libertà di stampa, il giusto processo e la libertà di parola. Ora più che mai è essenziale estradare i capi delle bande per affrontare la giustizia negli Stati Uniti”, dichiara Blinken.

Il segretario di Stato si dilunga sui motivi della preoccupazione Usa, sottolineando che la legge approvata dal parlamento salvadoregno “si presta a tentativi di censurare i media, impedire la cronaca di corruzione e altre questioni di interesse pubblico e mettere a tacere i critici del governo salvadoregno”. Per Blinken, è fondamentale che i giornalisti abbiano “la libertà di svolgere il proprio lavoro senza timore di violenze, minacce o ingiusta detenzione”. “Continuiamo a sostenere El Salvador nei suoi sforzi per ridurre la proliferazione delle bande”, prosegue tuttavia Blinken, in un messaggio rivolto alle autorità di San Salvador. “Dal 2008 abbiamo investito 411 milioni di dollari per migliorare la sicurezza dei cittadini e aiutare il governo salvadoregno a combattere la violenza delle bande. Gli esempi includono la costruzione di un laboratorio forense all’avanguardia a Nuevo Cuscatlan e l’assistenza per recuperare e rinnovare spazi pubblici come il Parque Cuscatlan”, prosegue Blinken.

L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso “profonda preoccupazione” per le misure recentemente introdotte dal governo di El Salvador in risposta all’aumento della violenza delle gang nel Paese. “Dallo stato di emergenza adottato il 27 marzo – si legge in un comunicato diffuso oggi – le forze di polizia e i militari hanno fatto ricorso a un uso non necessario ed eccessivo della forza. Migliaia di persone sono state detenute senza un mandato di arresto e alcune sarebbero state sottoposte a trattamenti crudeli, disumani o degradanti”. L’organismo Onu si è detto preoccupato anche per alcune modifiche del codice penale adottate dal parlamento nazionale, citando l’imposizione di pene elevate, anche nei confronti dei minori, e l’indebolimento delle garanzie del giusto processo. “Riconosciamo le sfide poste dalla violenza delle bande in El Salvador e il dovere dello Stato di garantire sicurezza e giustizia. Tuttavia, è imperativo che ciò avvenga nel rispetto del diritto internazionale sui diritti umani”, recita il comunicato.

Le misure adottate dal governo di El Salvador hanno suscitato le critiche di organizzazioni internazionali e di tutela dei diritti umani. L’organizzazione non governativa Human rights watch (Hrw) ha denunciato che lo stato di emergenza adottato in El Salvador in nome della sicurezza sospende una serie di diritti fondamentali, aprendo la porta ad abusi. “Il governo del presidente Bukele dovrebbe adottare misure serie e rispettose dei diritti per affrontare l’atroce violenza delle bande in El Salvador”, ha affermato Tamara Taraciuk Broner, direttrice ad interim per le Americhe presso Hrw. “Invece di proteggere i salvadoregni, questo ampio stato di emergenza è una ricetta per un disastro che mette a rischio i loro diritti”.

Il picco di violenza, commenta Hrw, arriva dopo una sostanziale diminuzione dei tassi di omicidi durante il governo Bukele, accusato di avere negoziato con le bande per abbassare il tasso di violenza e sostenere il suo partito politico alle elezioni legislative del febbraio 2021 in cambio di privilegi carcerari. Il procuratore generale di El Salvador, entrato in carica nel maggio 2021, ha smantellato un’unità che stava indagando sulle presunte trattative e, mesi dopo, il suo ufficio ha fatto irruzione negli uffici dei pubblici ministeri che avevano condotto le indagini. Il diritto internazionale, denuncia l’Ong, consente ai paesi di derogare o sospendere temporaneamente alcuni dei loro obblighi in materia di diritti umani in circostanze molto limitate, che non sembrano applicarsi in questo caso.

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