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Ecco cosa prevede il Piano d’azione tra Italia e Germania

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno siglato a Berlino il Piano d’azione, il documento che detta le linee guida della cooperazione bilaterale. Ecco cosa prevede.


Italia e Germania intendono proseguire il dialogo e il coordinamento in materia di migrazione sulla base dell’attuale meccanismo di consultazioni semestrali, concentrandosi su possibili posizioni comuni nel quadro del Nuovo Patto Ue su migrazione e asilo.  I due governi, inoltre, intendono concentrarsi anche “su possibili progetti congiunti e sulla cooperazione con i Paesi terzi, al fine di sviluppare un approccio globale alla migrazione che unisca una maggiore azione esterna, partenariati globali mutualmente vantaggiosi con Paesi di origine e transito, una risposta alle cause profonde delle migrazioni, le opportunità di migrazione legale e di integrazione, una protezione più efficace dei confini esterni dell’Ue, una lotta risoluta al crimine organizzato, alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti, l’intensificazione dei rimpatri e aspetti interni, nel rispetto del diritto internazionale e dei principi e dei valori dell’Ue, nonché della protezione dei diritti fondamentali. Collaboreremo in materia di verifica dei documenti di viaggio, di risposta alle crisi, di rimpatri e di ritorni, quando necessario”, si legge nel testo.

Italia e Germania organizzeranno un Forum ministeriale annuale tra il ministro italiano delle Imprese e del Made in Italy e il ministro federale tedesco per l’Economia e la Protezione del Clima. Tale appuntamento sarà “sostenuto e preceduto da un dialogo regolare, finalizzato a delineare un approccio coordinato sui principali dossier e sulle politiche di strategia industriale europea, come sui ‘Progetti Importanti di Comune Interesse Europeo’ (Ipcei), le industrie strategiche e le catene di valore, il quadro della concorrenza, la standardizzazione (coinvolgendo anche gli attori del settore privato), la fornitura di materiali critici”, si legge nel testo.

I due Paesi istituiranno un Forum macroeconomico bilaterale per discutere le questioni finanziare ed economiche, inclusi gli strumenti per promuovere lo sviluppo sostenibile e la resilienza attraverso il rafforzamento della crescita, della produttività, della competitività, della convergenza, degli investimenti e della sostenibilità fiscale. “Nell’ambito di questo Forum, ci scambieremo opinioni sul rafforzamento e l’approfondimento dell’Unione Economica e Monetaria. Nell’ambito del Forum, scambieremo anche esperienze e buone prassi sull’attuazione dei nostri rispettivi Pnrr. Coopereremo nella lotta all’evasione e all’elusione fiscale, anche attraverso la promozione di una migliore regolamentazione dell’eccessiva concorrenza fiscale intra-Ue. Prevediamo l’istituzione di uno scambio di buone prassi sull’efficienza della spesa pubblica e sulla revisione della spesa”, si legge nel testo.

Con la Cina è necessario scambiare valutazioni e opinioni sulle opportunità e le sfide nelle nostre relazioni con Pechino e adottare un approccio coordinato in linea con la strategia dell’Ue, dispone il piano.

I ministeri degli Esteri e dell’Energia di Italia e Germania terranno “consultazioni annuali congiunte” sulla “ambiziosa politica climatica ed energetica a livello Ue”. Inoltre, Germania e Italia hanno concordato che promuoveranno la reciproca cooperazione “sui mercati europei dell’energia, sull’elettricità, sul gas e sull’idrogeno, nonché sull’esame di ulteriori interconnessioni energetiche con il Medio Oriente e il Nord Africa”, ivi inclusa la promozione dell’armonizzazione delle tariffe transfrontaliere nel settore del gas”, sostenendo “un’azione coordinata anche a livello Ue, in collaborazione con l’industria”. Germania e Italia aumenteranno e potenzieranno la cooperazione globale “nell’accelerazione, nell’espansione e nell’integrazione sistemica delle energie rinnovabili”, nell’idrogeno e nell’efficienza energetica.

I due Paesi sosteranno congiuntamente lo sviluppo “tempestivo di infrastrutture/interconnessioni per il commercio di energia tra la regione del Medio Oriente e Nord Africa e l’Europa, “tenendo conto del ruolo potenziale dell’Italia come polo energetico nel Mediterraneo”. Ciò include la trasmissione e gli interconnettori transfrontalieri per il commercio di energia elettrica, nonché le infrastrutture per il trasporto di gas, biometano, idrogeno o suoi derivati, in forme energeticamente ed economicamente convenienti. Italia e Germania sosterranno “la diversificazione dell’approvvigionamento energetico e l’espansione della connettività energetica nel mercato europeo e porteranno avanti nuove condutture per gas e idrogeno tra Italia e Germania (attraverso l’Austria e/o la Svizzera), e in particolare il Corridoio centro-meridionale che collega le parti meridionali della Germania e l’Italia con il Nord Africa”.

Le nazioni intendono rafforzare il coordinamento sulle attività e le politiche dello spazio. Rientrano in quest’ambito “le questioni relative all’economia spaziale, alle questioni di ricerca e sviluppo, nonché le attività a monte, i servizi e le applicazioni a valle, la legislazione e la regolamentazione dello spazio. Ambiamo a rafforzare la cooperazione internazionale sullo spazio e l’utilizzo pacifico delle orbite e degli assetti spaziali in conformità con il diritto internazionale. Intendiamo rafforzare le operazioni e la gestione del sistema spaziale a livello bilaterale e lavorare più strettamente nel quadro dei programmi dell’Ue e dell’Agenzia spaziale europea (Esa) e incoraggiamo gli attori nazionali civili e militari interessati ad aggiornare o concludere, ove appropriato, accordi specifici relativi al settore dello spazio”, si legge ancora.

Inoltre, affinché Italia e Germania si coordinino su tutte le questioni di sicurezza internazionale e di difesa di interesse comune, si è deciso insieme di istituire un meccanismo di consultazioni congiunte tra i ministri della Difesa e degli Affari esteri (“2+2”). Quest’appuntamento sarà “preparato e sostenuto da un Dialogo 2+2 a livello di segretario generale/Segretario di Stato/Alti Funzionari e/o, nelle modalità opportune, a livello di Direzioni Generali per gli affari politici, aggiuntivo rispetto ai dialoghi strategici tra ministeri degli Affari esteri e tra ministeri della Difesa. Oltre al nucleo centrale dei ministeri della Difesa e degli Affari esteri, tale dialogo potrà essere allargato ad altri ministeri rilevanti, nelle modalità opportune, e potrà includere i partner più rilevanti, nelle modalità opportune, al fine di rafforzare il coordinamento in formato Pesco-4 o Quint, nonché in seno alla Nato e all’Ue”, si apprende dal documento.

Sarà altresì rafforzata la cooperazione bilaterale in materia di armamenti.  “Promuoveremo inoltre la cooperazione multilaterale con altri partner europei per lo sviluppo condiviso di progetti strategici di difesa europea a medio e lungo termine”, si legge nel testo, in cui viene anche specificata l’intenzione di “continuare la lunga e affidabile cooperazione industriale in materia di difesa su importanti progetti di armamento come Eurofighter, Eurodrone, Sottomarino U212A, NH-90, Meteor, Ags, Hydis e Vulcano.

È “fondamentale promuovere la protezione del clima a livello mondiale”, così come è “urgente” portare avanti la transizione verde. Poiché sono “due grandi economie di punta, l’Italia e la Germania sono impegnate in un’agenda ambiziosa e incentrata sull’innovazione, per trasformare la produzione, così come la generazione di energia e il trasporto, sul piano nazionale, e in una diplomazia climatica attiva con i partner nel mondo, al fine di contribuire a limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, in linea con l’Accordo di Parigi, e lavorare per la sua piena attuazione”. Il testo prosegue: “Puntiamo a rafforzare un dialogo regolare su questioni di sostenibilità di interesse comune e a coordinarci più strettamente su politiche chiave già nella loro fase iniziale”. Nel dicembre 2022, il G7 ha istituito un “Club del Clima” aperto, cooperativo e inclusivo per promuovere l’ambizione in materia climatica, soprattutto nel settore industriale. Insieme a tutti i membri del “Club del Clima”, Italia e Germania lavoreranno “per il suo pieno avvio nel 2023, idealmente per la COP28” e per il suo successo in futuro.

Italia e Germania si coordineranno, “con il coinvolgimento del settore privato”, su aree rilevanti per la transizione verde: dal “FITfor55” alle infrastrutture e mobilità sostenibili, dalla tassonomia verde, a rilevazione della sostenibilità, sicurezza energetica, efficienza e risparmio energetici, energie a basso tenore di carbonio sicure e sostenibili, in particolare da fonti rinnovabili tra cui l’idrogeno. Il testo prosegue: “Concordiamo sull’intensificazione dello scambio di buone prassi sulle misure nazionali per promuovere la diffusione e l’uso delle energie rinnovabili, dell’idrogeno a basso tenore di carbonio sicuro e sostenibile, in particolare da rinnovabili, e delle misure di efficientamento energetico”. Inoltre, Germania e Italia concordano di “lavorare insieme per contribuire a triplicare la capacità di generazione di energia rinnovabile installata a livello mondiale entro il 2030 ad almeno 11mila gigawatt e a raddoppiare collettivamente i miglioramenti annuali dell’efficienza energetica globale ogni anno fino al 2030 a livello internazionale, attraverso gli obiettivi e le politiche esistenti, sostenendo anche le economie emergenti e i Paesi in via di sviluppo nello sfruttare appieno il potenziale offerto dalla transizione verde, tenendo conto dei loro diversi punti di partenza e circostanze nazionali”. Germania e Italia sono, infine, “d’accordo sull’importanza di eliminare gradualmente i combustibili fossili non abbattuti, compresa l’energia a carbone”.

I due paesi intendono, inoltre, rafforzare la collaborazione e il coordinamento al fine di promuovere posizioni comuni e contributi congiunti sulle questioni di rilievo dell’Agenda europea. “La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina ha reso evidente che l’Ue deve aumentare la sua resilienza e la sua capacità di agire come attore geopolitico forte. L’allargamento dell’Unione Europea è diventato un fattore di pace, stabilità e prosperità ancora più importante per il continente europeo”, si legge nel testo. “In questo contesto, Italia e Germania ritengono le riforme dell’Ue necessarie, anche in vista di un futuro allargamento. Discutere su come migliorare il processo decisionale è un importante elemento di questo dibattito. Rimaniamo inoltre aperti alla possibilità di modifiche dei Trattati per aumentare la capacità d’azione dell’Ue, a condizione che si basino su un consenso tra tutti gli Stati membri. Italia e Germania si impegnano per un dibattito ambizioso sull’ulteriore sviluppo dell’Ue, guardando in particolare al nostro obiettivo di un’Unione geopolitica e della necessità di essere pronti per l’allargamento”, prosegue il documento.

I due stati sfrutteranno la presidenza italiana del G7 per conseguire progressi su obiettivi condivisi di politica dello sviluppo e nell’attuazione dell’Accordo di Parigi, nonché negli impegni assunti in occasione della Cop26 e della Cop27. “Riaffermiamo il nostro forte impegno a porre l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e l’Agenda d’azione di Addis Abeba al centro delle nostre agende per integrare lo sviluppo sostenibile in tutte le priorità delle politiche. Accelereremo i nostri sforzi per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030, mobilitando tutti i settori e gli ambiti della società”, è quanto si legge nel testo. “Lavoreremo per uno stretto coordinamento nel quadro del Global Gateway e delle Iniziative Team Europa e Programmazione Congiunta. Coordineremo altresì i contributi finanziari ai Fondi Paese umanitari e aumenteremo i nostri sforzi per un’azione umanitaria preventiva. Instaureremo un dialogo su possibili azioni coordinate per promuovere il rispetto del diritto internazionale umanitario”, si legge ancora nel documento.

Italia e Germania esploreranno potenziali futuri campi di cooperazione e implementazione di programmi rilevanti, soprattutto nel dominio terrestre.  Il testo fa specifico riferimento “al Sistema principale di combattimento terrestre (Main Ground Combat System – Mgcs), al Sistema di combattimento corazzato di fanteria (Armoured Infantry Combat System – Aics), alla futura artiglieria a lungo raggio, così come al combattimento collaborativo terrestre”, ma anche “domini come il Rotore di nuova generazione (Next Generation Rotorcraft – Ngrc) e altre iniziative di ala rotante (Rotary Wing), Hydis, nonché progetti Nato, ad esempio l’ampliamento del memorandum d’intesa sulla Difesa aerea modulare basata al suolo (Modular Ground Based Air Defence – Gbad), per includere un ampio spettro di sistemi e capacità europee, ridurre la frammentazione, promuovere l’intercambiabilità, aumentare l’interoperabilità tra le nostre forze armate e rafforzare l’industria europea della difesa”. “Non duplicheremo le tecnologie chiave di difesa già esistenti e di elevata qualità. Verranno identificati attori industriali di comprovata affidabilità ed efficacia per guidare e formare consorzi di appaltatori adeguati”, viene poi precisato nel testo.

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