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Draghi: “Il Mezzogiorno è al centro dell’azione dell’esecutivo”

"Vogliamo che il Mezzogiorno torni ad avere la centralità che merita, in Italia e in Europa", ha detto il presidente del Consiglio intervenendo al Forum “Verso Sud” organizzato da The European House – Ambrosetti a Sorrento

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Dalla formazione di questo governo, il Sud è al centro dell’azione dell’esecutivo, delle nostre politiche di rilancio del Paese: vogliamo che il Mezzogiorno torni ad avere la centralità che merita, in Italia e in Europa. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intervenendo al Forum “Verso Sud” organizzato da The European House – Ambrosetti a Sorrento. “Il quadro geopolitico che ci muta davanti presenta rischi, ma anche opportunità, in particolare per i paesi del Mediterraneo: la giornata di oggi è un segno della nostra volontà di immaginare e costruire un Sud diverso, un Mezzogiorno protagonista delle grandi sfide dei nostri tempi”, ha detto.


“L’evoluzione delle politiche pubbliche per il Meridione è spesso rappresentata come una successione di inevitabili sprechi, fallimenti, ma la storia economica del Sud nel secondo dopoguerra è però più complessa di come raccontano questi pigri pregiudizi”, ha affermato il presidente del Consiglio. “Dagli anni Cinquanta fino alla crisi petrolifera del ‘73, sospinto anche dagli investimenti pubblici, il Sud è cresciuto a una velocità superiore al Nord, e non era – e non è – dunque destinato a rimanere indietro: prenderne atto non vuol dire cedere all’inconsistente miraggio di un diverso corso della nostra storia, per citare il meridionalista Manlio Rossi-Doria”, ha detto, aggiungendo che “vuol dire individuare come questo corso possa essere corretto, nell’interesse di tutti”.

“Il Mezzogiorno ha tutto il potenziale per convergere rapidamente verso il Centro-Nord, ma per farlo serve prima di tutto la giusta collaborazione tra investimenti pubblici e privati”, ha detto Draghi, sottolineando che “serve rafforzare la capacità amministrativa, a partire dalla giustizia, formare le competenze necessarie, e puntare sui talenti troppo spesso lasciati ai margini, a partire dai giovani e dalle donne: l’Italia e l’Unione europea devono collaborare per agevolare questo processo”, ha aggiunto.

“Con il Pnrr riduciamo i divari territoriali nei servizi, in particolare nell’istruzione, tramite investimenti mirati nella scuola, nella ricerca, nelle università: dobbiamo fare in modo che tutti i cittadini italiani possano accedere a servizi della stessa qualità e con la stessa facilità”, ha detto Draghi. “Al tempo stesso, con il Pnrr sviluppiamo al Sud una politica industriale improntata all’innovazione in filiere strategiche, come quella dei semiconduttori e della mobilità sostenibile: lo facciamo in pieno raccordo con gli enti territoriali, perché siamo consapevoli che le realtà amministrative e imprenditoriali locali conoscono il loro territorio molto meglio di quanto si possa da Roma o da Bruxelles”, ha detto, sottolineando la necessità di utilizzare “bene e in tempi certi” i finanziamenti, che “da soli non bastano”. Purtroppo, ha aggiunto, questa capacità è “spesso minore dove gli investimenti sono più necessari: per assicurarci che i fondi siano impiegati in modo efficiente, rafforziamo gli enti locali con l’assunzione di professionalità tecniche”.

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