Draghi firma il Patto per gli statali: “Settore centrale, c’è ancora molto da fare”

mario draghi

Non ha dubbi, il presidente del Consiglio Mario Draghi, in occasione della firma a palazzo Chigi del “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale”, insieme al ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ed ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. “Il Patto è sicuramente un evento di grande importanza per il metodo, per il contenuto, per questa relazione di dialogo che c’è, ma è – ricordiamocelo – il primo passo. Molto, se non quasi tutto, resta da fare“, spiega nel suo intervento il premier che sottolinea di tenere molto al confronto, al dialogo con le organizzazioni sindacali ed aggiunge: “Ci sono stati due eventi. Il primo è la pandemia che ci ha rivela to la centralità del settore pubblico nel proteggere la qualità della nostra vita. Il secondo è il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Questi due eventi richiedono nuove professionalità, investimenti in formazione e nuove forme di lavoro”.

Con la firma di oggi vogliamo mettere le basi per la costruzione di una nuova Italia, partendo dalle intuizioni di Carlo Azeglio Ciampi per avviare un percorso che investa sulle parti sociali, sull’innovazione. E’ lo spirito di allora che bisogna recuperare e che ricordo personalmente per l’onore che ho avuto di poter dare il mio contributo come giovane consigliere della presidenza del Consiglio di allora”, afferma dal canto suo Brunetta. E se per il leader della Cgil, Maurizio Landini, quello di oggi “è un atto molto importante, sia per i contenuti del Patto sia per il significato che questo Patto ha”, il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, parla di “traguardo strategico, tagliato insieme in modo veloce, preciso ed efficace”. Infine, il numero uno della Uil, Pierpaolo Bombardieri, conclude: “Abbiamo apprezzato la scelta del presidente Draghi e del ministro Brunetta nel metodo nelle scelte che identificano la coesione sociale come un obiettivo da raggiungere e da mantenere”.

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