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Distanze fra i leader Ue sulla proposta Merkel-Macron di riavviare il dialogo con Putin

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Il riavvio del dialogo fra l’Unione europea e la Russia di Vladimir Putin mostra subito delle marcate divisioni in seno all’Unione europea. La richiesta avanzata dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel, e dal presidente francese, Emmanuel Macron, è diventato il tema centrale nelle dichiarazioni rilasciate dai vari capi di Stato e di governo al loro arrivo a Bruxelles. Merkel e Macron – sarà una delle ultime volte vista l’imminente fine del mandato della cancelliera tedesca – provano nuovamente a dettare la linea. Merkel ribadisce la necessità di riprendere il dialogo con il presidente russo soprattutto per “garantire una risposta coordinata” alle “alle provocazioni” e “agli attacchi ibridi” di Mosca. Un discorso ribadito anche da Macron al suo arrivo al palazzo del Consiglio europeo. Per il capo dello Stato francese con Mosca è necessario instaurare un dialogo “esigente e ambizioso” “Questo dialogo è necessario per la stabilità del continente europeo, ma non devieremo dai nostri valori e interessi”, ha affermato il presidente francese, auspicando che l’Unione europea “svilupperà un dialogo esigente e ambizioso con la Russia, dimostrando coordinamento e unità”.


L’approccio di Merkel e Macron è stato accolto molto positivamente dal cancelliere austriaco, Sebastian Kurz. “Siamo geograficamente più vicini alla Russia che agli Stati Uniti: non possiamo limitarci a osservare il dialogo fra loro”, ha detto Kurz. In passato, ha proseguito il cancelliere austriaco, “c’è già stato un formato di vertice Ue-Russia e può essere nuovamente organizzato”. Secondo l’Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, Josep Borrell, le consultazioni odierne sulla Russia saranno molto importanti per decidere le relazioni future tra Bruxelles e Mosca. L’approccio europeo, ha spiegato, si basa su tre azioni: “Respingere la Russia quando infrange la legge internazionale, limitarla nei suoi comportamenti negativi, impegnarci nei campi di comune interesse”. Manca l’opinione, in merito dell’Italia, visto che il presidente del Consiglio, Mario Draghi, non ha potuto partecipare alla prima sessione di lavori del Consiglio, incentrata su uno scambio di opinioni con il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres.

Certamente molto più fredda è la reazione di altri leader europei, fra cui il presidente romeno, Klaus Iohannis, secondo cui ci sono “diverse questioni che devono essere discusse e chiarite in relazione alla Federazione Russa, questioni che non possiamo tollerare”. Iohannis ha comunque ammesso che “ci sono alcune aree in cui la discussione e la collaborazione sarebbero utili, ad esempio se si vuole avere un piano comune per combattere il cambiamento climatico”. Il premier polacco, Mateusz Morawiecki, al suo arrivo al Consiglio Ue ha dichiarato che la Russia di Putin deve interrompere le sue politiche aggressive contro l’Ucraina ma anche contro l’Unione europea e, in particolare, la Polonia: solo questa può essere “base per un dialogo ampio”. Nettissima, invece, la posizione assunta dal premier olandese, Mark Rutte: “Non parteciperò ad un incontro con il presidente Putin”, ha detto il primo ministro, chiudendo seccamente la questione.

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