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Difesa, Mistò (Area) a Nova: “Auspichiamo nuovi incontri sul controllo delle esportazioni”

"Con il mutare dello scenario internazionale, serve un confronto costante tra i governi e le aziende del settore della difesa e "dual use", alla ricerca del giusto equilibrio tra l'impegno al rispetto di limitazioni e linee guida derivanti dai principi incardinati nella normative europea e l'intento di sostenere l'espansione industriale, ed in particolare le esportazioni"

Roma
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I tavoli multilaterali che trattano di controlli alle esportazioni di armi e di tecnologie a duplice uso rischiano di spaccarsi e di aprire la strada a un “nuovo regime” di blocchi indipendenti: con il mutare dello scenario internazionale, serve un confronto costante tra i governi e le aziende del settore della difesa e “dual use”, alla ricerca del giusto equilibrio tra l’impegno al rispetto di limitazioni e linee guida derivanti dai principi incardinati nella normative europea e l’intento di sostenere l’espansione industriale, ed in particolare le esportazioni. Lo spiega in un’intervista ad “Agenzia Nova” Alessandro Mistò, consigliere delegato di Area SpA che ha partecipato martedì 21 novembre alla Farnesina, in qualità di relatore, al primo forum nazionale dedicato alla materia. Un appuntamento che il dirigente auspica possa essere replicato nei prossimi anni e che, a suo modo di vedere, “testimonia l’aumento della consapevolezza su tematiche che per l’Italia sono fondamentali”. “Avere piena consapevolezza della situazione a livello nazionale – sottolinea Mistò – può consentire al nostro Paese di avere più peso a livello europeo”.


Durante l’evento si è ampiamente discusso di come stia cambiando lo scenario internazionale sotto i colpi di conflitti e di relazioni geopolitiche di sempre più difficile interpretazione. “Fino a poco tempo fa tutti i Paesi sedevano agli stessi tavoli multilaterali in materia di controlli all’export di armamenti e di tecnologie ‘dual use’. Si cercava di trovare una sintesi riguardante, in particolare, le limitazioni alle esportazioni e la classificazione delle tecnologie”, osserva Mistò ricordando, a titolo di esempio, l’Accordo di Wassenaar del 1996. Ora quei tavoli “si stanno spaccando” e trovare una sintesi è diventato “sempre più difficile, se non impossibile”. Lo scenario che si apre, secondo il consigliere delegato di Area, è quello di “una sorta di nuovo regime”, contraddistinto da “blocchi che opereranno in modo indipendente”, con il blocco “occidentale” che oggi si trova spesso e volentieri in minoranza.

A fronte di tali mutamenti per Area “l’importante è favorire sempre più un approccio sistemico, avere un canale di comunicazione e collaborazione sempre aperto con le Autorità”. È infatti necessario “trovare un bilanciamento corretto tra il rispetto delle limitazioni e delle linee guida previste dalla normativa e l’intento di sostenere l’espansione industriale”. È importante, sottolinea Mistò, che in Italia ci sia fermento per l’innovazione, che anche le piccole aziende investano sulle tecnologie emergenti: si parla di intelligenza artificiale, ma anche di semiconduttori avanzati, tecnologie quantistiche, biotecnologie. “Questo fermento – aggiunge il dirigente di Area – può consentirci di confrontarci con una competizione globale sempre più serrata”.

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