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Difesa: il fatturato del settore su scala globale cala del 3,5 per cento nel 2022

La contrazione è dovuta al calo dei ricavi subito dalle aziende statunitensi, che non sono state in grado di soddisfare immediatamente la crescente domanda per carenza di manodopera e incremento dei costi

Stoccolma
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© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

Il fatturato delle principali 100 aziende per la difesa su scala globale è diminuito nel 2022 del 3,5 per cento su base annua a a 597 miliardi di dollari. È quanto afferma l’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma (Sipri) nel suo rapporto annuale, dove evidenzia che il declino si registra nonostante l’aumento della domanda di armamenti, derivante dalla guerra della Russia contro l’Ucraina. In particolare, la contrazione è dovuta al calo dei ricavi del 7,9 per cento subito dalle aziende statunitensi, che non sono state in grado di soddisfare immediatamente la crescente domanda per carenza di manodopera e incremento dei costi. Negli Usa hanno sede 42 delle 100 imprese della difesa analizzate dal Sipri, mentre 26 si trovano in Europa. Nelle aziende di questo continente è confluito il 20 per cento circa degli investimenti globali per le spese militari, con un aumento delle vendite del 9,6 per cento per le società transeuropee.


A beneficiare della crescita della domanda sono stati soprattutto i produttori di armamenti in Germania (+1,1 per cento), Norvegia e Polonia. In particolare, i ricavi del consorzio aerospaziale europeo Airbus hanno registrato un +17 per cento, mentre per il conglomerato tedesco Rheinmetall il dato è del +13 per cento. Nella divisione per la difesa del gruppo industriale tedesco Thyssenkrupp le vendite sono invece diminuite del 16 per cento. L’aumento maggiore si osserva su scala globale in Medio Oriente Medio Oriente, con un +22 per cento per le società turche e un +6,5 per cento per quelle israeliane. Sono aumentate notevolmente anche le attività delle aziende dell’Asia e dell’Oceania, che per il secondo anno vedono i ricavi superiori a quelli dei concorrenti europei. A trarre vantaggio dall’incremento delle spese per la difesa sono stati soprattutto i produttori di Cina, India, Giappone e Taiwan. Dopo gli Stati Uniti, la Cina detiene la seconda quota maggiore nella produzione internazionale di armamenti. Secondo il Sipri, infine, la situazione dei dati sulle aziende russe, che hanno subito un declino del fatturato del 12 per cento, sta diventando sempre meno chiara a causa della mancanza di trasparenza.

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