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De Blasio contro Cuomo: è scontro tra i due leader italiani di New York

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È una guerra tutta “italiana” e interna al Partito democratico quella che, senza esclusione di colpi, oppone in questi giorni il governatore e il sindaco di New York, rispettivamente Andrew Cuomo e Bill de Blasio. Il primo attraversa il momento più critico della sua carriera politica: da un lato, le accuse per aver nascosto i numeri delle morti per Covid-19 nelle case di cura dello Stato nella fase più acuta dell’emergenza pandemica; dall’altro, quelle per presunte molestie sessuali sollevate da ex collaboratrici. Il secondo sembra aver colto l’opportunità per sferrare attacchi durissimi contro il rivale di lunga data. Ieri De Blasio è tornato sull’argomento, definendo “grottesco”, “perverso” e “terrificante” il comportamento che Cuomo avrebbe avuto con le tre donne che lo accusano. “Se queste accuse sono vere, non può più governare”, ha anche affermato ai giornalisti il sindaco di New York, che nel frattempo ha chiesto alla legislatura di Stato di revocare i poteri d’emergenza del governatore e di indagare in maniera indipendente sulle accuse.


È da anni che i rapporti tra i due sono particolarmente freddi. Alcuni osservatori fanno risalire la rottura al 2015, quando de Blasio si presentava come l’astro nascente dell’ala progressista del Partito democratico e Cuomo, già al potere nello Stato da quattro anni, appariva in forte calo nei sondaggi. Il sindaco, eletto solo un anno prima, accusò Cuomo di “non agire nell’interesse di New York” bloccando una serie di misure riguardanti gli affitti e le scuole pubbliche “per vendetta” e per “giochi di potere”. “Ho iniziato un anno fa con la speranza di un partenariato molto forte (con Cuomo)”, affermò all’epoca de Blasio in un’intervista al “New York Times”, “ma ogni giorno che passa sono più deluso”. Da allora, tuttavia, il sindaco si è mostrato molto cauto nel dar voce alle proprie critiche verso il governatore, conscio della necessità di una convivenza politica pacifica e, suggerisce la rivista “Politico”, del potere di cui Cuomo gode negli affari in città.

Ora il governatore appare assai più vulnerabile che in passato e de Blasio non ha bisogno di farsi pregare per dire quel che pensa. Anche perché, suggeriscono alcuni, l’intenzione del sindaco di New York sarebbe proprio quella di prendere il posto di Cuomo. Un’ipotesi che lo stesso de Blasio non esclude: “La gente dello Stato di New York vede tutto e darà il proprio giudizio al momento opportuno. Non ho ancora preparato le mie prossime mosse. Ad un certo punto comunicherò tutto”, ha affermato in proposito la scorsa settimana. Nel frattempo le osservazioni su Cuomo si sono fatte sempre più velenose: “Il pensiero di un uomo potente che cerca di trarre vantaggio dal suo potere, di intimidire una giovane donna, mi disgusta. Se è quello che è davvero successo, significa che lei veniva trattata come se fosse una sua proprietà. È rivoltante”. “I newyorchesi hanno visto accuse dettagliate e documentate di molestie sessuali e di molteplici casi di intimidazione; hanno anche avuto conferma che non sono state diffuse informazioni sulla morte di oltre 15 mila persone. Questioni di questa portate non possono gravare su New York nel pieno di una pandemia e di una crisi economica. È chiaro quel che deve accadere”.

In merito al caso delle presunte molestie sessuali, ad accusare donne sono tre donne tra le quali due ex sottoposte. Una, Lindsey Boylan, afferma di essere stata baciata sulle labbra senza consenso. Un’altra, la 25enne consigliera per le politiche sanitarie Charlotte Bennett, dichiara di aver respinto le avance del governatore in diverse occasioni nelle quali era rimasta da sola con lui in una stanza. La terza donna, Anna Ruch, sostiene di aver ricevuto attenzioni non gradite da Cuomo in occasione di una festa di matrimonio a New York nel 2019: a testimoniarlo vi sarebbe anche una foto che ritrae il governatore con le mani sul viso della giovane donna. Il caso delle morti nelle case di riposo è scoppiato invece il 10 febbraio scorso, quando in videoconferenza con i legislatori statali democratici la segretaria di Cuomo, Melissa DeRosa, si è scusata per la decisione dell’amministrazione statale di non diffondere il bilancio delle vittime da Covid-19 nelle case di cura, spiegando che tale scelta è stata assunta con l’obiettivo di evitare che la questione diventasse un assist per la campagna elettorale dell’ex presidente Donald Trump.

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