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Coree: anche Seul si appresta a ripristinare le postazioni militari lungo il confine

Il sito simbolico, uno dei primi posti di guardia istituiti dopo la guerra coreana del 1950-53, potrebbe essere ripristinato per operazioni ordinarie in tempi relativamente brevi

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Le Forze armate della Corea del Sud si apprestano a ripristinare una delle postazioni militari che erano state disarmate lungo il confine militarizzato tra le due Coree, in risposta alle iniziative analoghe assunte nei giorni scorsi dalla Corea del Nord. Lo riferisce il quotidiano “Korea Herald”, che cita fonti anonime a conoscenza della questione. Corea del Nord e Corea del Sud avevano demolito ciascuna 10 posti di guardia lungo la Zona demilitarizzata a seguito di un accordo per la riduzione delle tensioni militari tra le due Coree, lasciandone uno ciascuna integro ma disarmato a causa del loro valore storico. Le forze armate sudcoreane si preparerebbero a ripristinare proprio questa installazione, sita a Goseong, circa 155 chilometri a nordest di Seul. Secondo fonti informate, il sito simbolico, uno dei primi posti di guardia istituiti dopo la guerra coreana del 1950-53, potrebbe essere ripristinato per operazioni ordinarie in tempi relativamente brevi. Le truppe sudcoreane stanno anche preparando attrezzature per posti di sorveglianza temporanei e armi in risposta al ridispiegamento di truppe e armi pesanti della Corea del Nord lungo il confine, secondo le fonti.


La Corea del Nord ha annunciato il 23 novembre scorso il ripristino immediato di tutte le misure militari interrotte nell’ambito dell’accordo militare intercoreano del 2018, rispondendo così alla decisione di Seul di sospendere parte dell’accordo dopo il lancio di un satellite spia militare da parte del Nord. Il ministero della Difesa nordcoreano ha affermato che non sarà più “vincolato” dall’accordo militare, e che Seul dovrà “pagare cara” la decisione di venir meno agli impegni assunti dai due Paesi. “Ripristineremo immediatamente tutte le misure militari che sono state interrotte in base all’accordo militare intercoreano”, ha dichiarato il ministero in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale “Korean Central News Agency” (“Kcna”). “Annulleremo le misure militari assunte per prevenire tensioni e conflitti militari in tutte le sfere, comprese terra, mare e aria, e schiereremo forze armate più potenti e hardware militare di nuova generazione nella regione lungo la Linea di demarcazione militare”, si legge nel comunicato, che fa riferimento al confine di fatto tra le due Coree.

La Corea del Sud aveva annunciato a sua volta il 22 novembre il ripristino delle misure di sorveglianza attiva rafforzata lungo il confine di fatto con la Corea del Nord, sospendendo l’accordo militare che le due Coree avevano raggiunto nel 2018 a seguito di uno storico summit tra i rispettivi capi di Stato. La decisione di Seul giunge in risposta al lancio del primo satellite spia nordcoreano, effettuato proprio il da Pyongyang e rivendicato ufficialmente ieri da quel Paese. La decisione di sospendere l’accordo è stata approvata dal presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol, che dopo il lancio del satellite ha preso parte in videocollegamento da Londra a una riunione di emergenza del suo consiglio di sicurezza nazionale. In una nota diffusa dall’ufficio di presidenza coreano, il presidente ha affermato che tramite il lancio del satellite la Corea del Nord punta a rafforzare le proprie capacità di sorveglianza ai danni della Corea del Sud, e a far progredire ulteriormente la propria tecnologia balistica applicata allo sviluppo di missili balistici intercontinentali.

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