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Corea del Nord: la sorella di Kim esclude il rilancio del dialogo con gli Usa

"La sovranità di uno Stato indipendente non può mai essere oggetto di negoziati"

Pyongyang
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Kim Yo-jong, vice direttrice del dipartimento del Comitato centrale del Partito del lavoro nordcoreano e sorella del leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, ha escluso oggi la possibilità di un rilancio del dialogo con gli Stati Uniti, nel contesto delle tensioni regionali aggravati dal lancio di un satellite spia militare da parte di Pyongyang.Kim ha commentato le dichiarazioni dell’ambasciatrice degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield, secondo cui Washington resta disponibile a dialogare su qualsiasi argomento con la Corea del Nord senza porre prerequisiti. “La sovranità di uno Stato indipendente non può mai essere oggetto di negoziati e, quindi, la Repubblica Democratica Popolare di Corea non si siederà mai faccia a faccia con gli Stati Uniti a tale scopo”, ha dichiarato Kim Yo-jong in un comunicato in lingua inglese diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale Korean Central News Agency, facendo riferimento alla Corea del Nord col suo nome ufficiale. Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha avuto tre incontri con l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ma i colloqui sulla denuclearizzazione si sono arenati dopo il fallimento del summit di Hanoi nel 2019. Negli ultimi anni la ripresa dei test balistici coincisa con l’elezione del presidente conservatore sudcoreano Yoon Suk Yeol ha progressivamente aggravato la tensione nella Penisola coreana.


Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha sminuito l’annuncio da parte di Pyongyang secondo cui il nuovo satellite spia nordcoreano avrebbe scattato foto di siti strategici statunitensi come la Casa Bianca e il Pentagono, affermando che esistono “abbondanti” immagini dei due siti governativi già disponibili online. Il generale di brigata Patrick Ryder, portavoce del dipartimento della Difesa, ha precisato martedì che gli Usa non possono confermare che il satellite spia nordcoreano abbia effettivamente scattato fotografie di siti governativi e militari negli Usa, ma ha confermato che il satellite si trova effettivamente in orbita: “Sappiamo che è entrato in orbita. Perché qualcosa entri in orbita, deve sfuggire alla gravità terrestre e poter essere mantenuto in orbita attorno alla Terra”, ha detto. “Quindi, in realtà, spetterebbe alla Corea del Nord definire i parametri di questo lancio e cosa speravano di raggiungere”. Durante una conferenza stampa, Ryder ha anche ribadito l’impegno “ferreo” degli Usa a difesa della Corea del Sud, in risposta al ripristino di postazioni militari di confine nordcoreane lungo la Zona demilitarizzata che separa le due Coree.

La Corea del Nord ha affermato martedì che il satellite spia militare messo in orbita dal Paese la scorsa settimana ha scattato fotografie della Casa Bianca, del Pentagono e di portaerei a propulsione nucleare all’ancora presso la base navale di Norfolk. Il leader nordcoreano Kim Jong-un avrebbe visionato le fotografie negli ultimi giorni, ottenendo anche un rapporto sulle operazioni del satellite dal Centro di controllo generale dell’Amministrazione nazionale per la tecnologia aerospaziale a Pyongyang, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ufficiale “Korean Central News Agency” (“Kcna”). Secondo l’agenzia di stampa, il satellite avrebbe scattato anche foto del cantiere navale di Newport News e di una base aerea della Virginia; negli scatti del satellite comparirebbero quattro portaerei Usa a propulsione nucleare e una britannica.

Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è diviso questa settimana in merito all’opportunità di condannare il lancio di un satellite spia militare effettuato la scorsa settimana dalla Corea del Nord. Sin da dicembre 2017 il principale organo di sicurezza dell’organizzazione mondiale non è riuscito ad adottare azioni tangibili, come l’approvazione di una risoluzione o dichiarazione di sanzioni, in risposta all’impiego da parte del nord della tecnologia per missili balistici. “(La Corea del Nord) sta cercando spudoratamente di sviluppare i suoi sistemi di consegna di armi nucleari”, ha dichiarato ieri Linda Thomas-Greenfield, ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite. “Eppure, ci sono due membri permanenti che si sono rifiutati di condannare questo pericoloso lancio e altri simili”, ha detto l’inviata degli Stati Uniti, facendo apparentemente riferimento a Russia e Cina, che detengono diritto di veto.

L’ambasciatore nordcoreano Kim Song ha difeso il lancio del razzo vettore effettuato dal suo Paese il 21 novembre per mettere in orbita il satellite spia, affermando che quest’ultimo è necessario al Nord “per ottenere una chiara visione dei gravi movimenti militari degli Stati Uniti e dei loro seguaci”. “Si tratta di un esercizio legittimo e giusto dei diritti di autodifesa che appartiene pienamente alla sfera legale della nostra autodifesa”, ha detto Kim. I rappresentanti di Russia e Cina hanno dichiarato che le frequenti esercitazioni militari che coinvolgono gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone vicino alla Penisola coreana hanno aumentato le tensioni nella regione. Kimihiro Ishikane, il rappresentante giapponese alle Nazioni Unite, ha affermato: “Non dovremmo essere ingannati da nessun tentativo di giustificare l’ambizione della Corea del Nord di perseguire programmi illeciti di armi di distruzione di massa”.

Il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha dichiarato che il lancio del primo satellite spia militare del Paese è stato un esercizio del suo diritto all’autodifesa. Lo hanno riferito i media di Stato nordcoreani, secondo cui Kim ha visitato giovedì scorso l’Amministrazione nazionale per la tecnologia aerospaziale (Nata) – l’agenzia nazionale di ricerca aerospaziale, nata da una riorganizzazione del settore effettuata il mese scorso – per complimentarsi con gli scienziati e i tecnici spaziali che hanno reso possibile il successo del lancio. Il collocamento nell’orbita terrestre del primo satellite militare nordcoreano è stato un “evento illuminante” a fronte delle iniziative “pericolose e aggressive” delle forze ostili, ha dichiarato Kim, citato dall’agenzia di stampa ufficiale “Korean Central News Agency” (“Kcna”). La Corea del Nord ha organizzato la scorsa settimana un ricevimento per celebrare il lancio, durante il quale il primo ministro Kim Tok Hun ha dichiarato che il satellite renderà le forze armate nordcoreane in “l’esercito migliore del mondo dotato della capacità di colpire in tutto il mondo”.

Il satellite, battezzato Malligyong-1, è stato lanciato a bordo di un “razzo vettore” poco prima delle 23 di martedì 21 novembre, ora locale, dal sito di lancio di Tongchang-ri, ed è entrato con successo nell’orbita Pianificata. Il lancio, che ha innescato un allarme aereo nel sud del Giappone, ha suscitato condanne da parte dei governi di Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti. Le autorità di Pyongyang avevano precedentemente notificato al Giappone l’intenzione di lanciare un satellite in orbita tra le giornate di mercoledì 22 novembre e venerdì primo dicembre. Il lancio avviene a 89 giorni di distanza dal precedente tentativo, fallito lo scorso 24 agosto a causa di un problema al motore del razzo. Il primo test risale invece al 31 maggio scorso. Seul aveva chiesto a Pyongyang di non procedere con un ulteriore lancio, che a suo dire viola le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che mettono al bando il programma missilistico nordcoreano.

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