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Corea del Nord: gli Usa impongono nuove sanzioni dopo il lancio di un satellite spia

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Gli Stati Uniti hanno imposto ulteriori sanzioni alla Corea del Nord ieri, a seguito del lancio di un satellite spia militare effettuato da Pyongyang la settimana scorsa. In coordinamento con Australia, Giappone e Corea del Sud, il dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato provvedimenti contro otto soggetti fisici e giuridici che agevolano l’elusione delle sanzioni a beneficio dei programmi di armamenti di Pyongyang, e di un gruppo di hacker che raccoglie informazioni per la Corea del Nord. Gli otto individui avrebbero lavorato in Paesi come Cina e Russia come agenti per la Corea del Nord, aiutandola a ottenere denaro e tecnologia necessari per lo sviluppo di missili balistici e altre armi, ha affermato il dipartimento. Il gruppo di spionaggio informatico è noto come “Kimsuky”, e sarebbe affiliato al Dipartimento generale per la ricognizione della Corea del Nord, che, secondo il dipartimento statunitense, è responsabile del furto di informazioni sensibili da parte di persone impiegate da agenzie governative, think tank e organi di stampa in Paesi come Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti. “L’uso da parte della Corea del Nord di ‘lavoratori all’estero, riciclatori di denaro, spionaggio informatico e finanziamenti illeciti continua a minacciare la sicurezza internazionale e i nostri alleati nella regione”, ha dichiarato tramite una nota Brian Nelson, sottosegretario per il terrorismo e l’intelligence finanziaria del dipartimento del Tesoro. Tra i soggetti sanzionati figura anche Green Pine Associated Corp., controllata dal servizio segreto nordcoreano e già soggetta a sanzioni da parte degli Stati Uniti e delle Nazioni Unite.


Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si è diviso questa settimana in merito all’opportunità di condannare il lancio di un satellite spia militare effettuato la scorsa settimana dalla Corea del Nord. Sin da dicembre 2017 il principale organo di sicurezza dell’organizzazione mondiale non è riuscito ad adottare azioni tangibili, come l’approvazione di una risoluzione o dichiarazione di sanzioni, in risposta all’impiego da parte del nord della tecnologia per missili balistici. “(La Corea del Nord) sta cercando spudoratamente di sviluppare i suoi sistemi di consegna di armi nucleari”, ha dichiarato ieri Linda Thomas-Greenfield, ambasciatrice degli Stati Uniti alle Nazioni Unite. “Eppure, ci sono due membri permanenti che si sono rifiutati di condannare questo pericoloso lancio e altri simili”, ha detto l’inviata degli Stati Uniti, facendo apparentemente riferimento a Russia e Cina, che detengono diritto di veto.

L’ambasciatore nordcoreano Kim Song ha difeso il lancio del razzo vettore effettuato dal suo Paese il 21 novembre per mettere in orbita il satellite spia, affermando che quest’ultimo è necessario al Nord “per ottenere una chiara visione dei gravi movimenti militari degli Stati Uniti e dei loro seguaci”. “Si tratta di un esercizio legittimo e giusto dei diritti di autodifesa che appartiene pienamente alla sfera legale della nostra autodifesa”, ha detto Kim. I rappresentanti di Russia e Cina hanno dichiarato che le frequenti esercitazioni militari che coinvolgono gli Stati Uniti, la Corea del Sud e il Giappone vicino alla Penisola coreana hanno aumentato le tensioni nella regione. Kimihiro Ishikane, il rappresentante giapponese alle Nazioni Unite, ha affermato: “Non dovremmo essere ingannati da nessun tentativo di giustificare l’ambizione della Corea del Nord di perseguire programmi illeciti di armi di distruzione di massa”.

Il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha dichiarato che il lancio del primo satellite spia militare del Paese è stato un esercizio del suo diritto all’autodifesa. Lo hanno riferito i media di Stato nordcoreani, secondo cui Kim ha visitato giovedì scorso l’Amministrazione nazionale per la tecnologia aerospaziale (Nata) – l’agenzia nazionale di ricerca aerospaziale, nata da una riorganizzazione del settore effettuata il mese scorso – per complimentarsi con gli scienziati e i tecnici spaziali che hanno reso possibile il successo del lancio. Il collocamento nell’orbita terrestre del primo satellite militare nordcoreano è stato un “evento illuminante” a fronte delle iniziative “pericolose e aggressive” delle forze ostili, ha dichiarato Kim, citato dall’agenzia di stampa ufficiale “Korean Central News Agency” (“Kcna”). La Corea del Nord ha organizzato la scorsa settimana un ricevimento per celebrare il lancio, durante il quale il primo ministro Kim Tok Hun ha dichiarato che il satellite renderà le forze armate nordcoreane in “l’esercito migliore del mondo dotato della capacità di colpire in tutto il mondo”.

Il satellite, battezzato Malligyong-1, è stato lanciato a bordo di un “razzo vettore” poco prima delle 23 di martedì 21 novembre, ora locale, dal sito di lancio di Tongchang-ri, ed è entrato con successo nell’orbita Pianificata. Il lancio, che ha innescato un allarme aereo nel sud del Giappone, ha suscitato condanne da parte dei governi di Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti. Le autorità di Pyongyang avevano precedentemente notificato al Giappone l’intenzione di lanciare un satellite in orbita tra le giornate di mercoledì 22 novembre e venerdì primo dicembre. Il lancio avviene a 89 giorni di distanza dal precedente tentativo, fallito lo scorso 24 agosto a causa di un problema al motore del razzo. Il primo test risale invece al 31 maggio scorso. Seul aveva chiesto a Pyongyang di non procedere con un ulteriore lancio, che a suo dire viola le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che mettono al bando il programma missilistico nordcoreano.

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