Al Consiglio Energia dell’Ue accordo politico su primi due pacchetti, divisioni su tetto al prezzo del gas

Il nodo resta quello della proposta della Commissione per un tetto al prezzo del gas a 275 euro/MWh automatico ma solo a certe condizioni e con clausole di salvaguardia

Il Consiglio informale Energia dell’Unione europea si chiude in un’atmosfera di prudente soddisfazione da parte della presidenza di turno ceca circa le proposte sul tavolo in materia di energia. Restano però ancora le divisioni sul tetto al prezzo del gas, almeno nella formula immaginata dalla Commissione europea. La misura rientra nel terzo pacchetto discusso oggi dai ministri, ovvero quello relativo al meccanismo di correzione del mercato. Sugli altri due invece è stato cementato un accordo politico di massima, nel giro di un’ora di discussione.

Il primo comprende la piattaforma di acquisti congiunti di gas, la solidarietà obbligatoria tra gli Stati membri in caso di mancanza di gas e la creazione di un nuovo indice di prezzo complementare per il Gas naturale liquefatto (Gnl), alternativo rispetto al Ttf di Amsterdam, che però verrebbe fatto entro i primi mesi del 2023. Il secondo riguarda il regolamento per accelerare l’autorizzazione delle infrastrutture per la produzione di energia rinnovabile. Il nodo resta dunque quello della proposta della Commissione per un tetto al prezzo del gas a 275 euro/MWh automatico ma solo a certe condizioni e con clausole di salvaguardia. Le due condizioni che si devono verificare insieme sono: il superamento della soglia dei 275 euro per MWh per 14 giorni consecutivi sui derivati Ttf, e il superamento del prezzo del gas sul Ttf che superi di 58 euro il prezzo del Gas Spot Index (una media di altri indici di valutazione extraUe), nei 10 giorni di negoziazione precedenti la fine del periodo di due settimane.

Due parametri che non si sono mai verificati nemmeno ad agosto quando i prezzi del gas sono schizzati a oltre 320 euro per MWh. Molti Stati membri, tra cui Italia, Francia e Spagna sono contrari a questa proposta così come formulata, pur rimanendo favorevoli all’introduzione del tetto, mentre dall’altra parte ci sono altri, come Germania e Paesi Bassi, che hanno mantenuto una linea di principio contraria alla misura del tetto al prezzo del gas a favore di un mercato più libero. “Credo che la Commissione Ue e la Presidenza ceca abbiano capito di non poter ignorare il fatto che 15 Stati membri su 27 sono d’accordo all’introduzione di un tetto al prezzo del gas, ma non a qualunque prezzo”, ha dichiarato all’uscita dal Consiglio straordinario Energia la ministra alla Transizione ecologica spagnola, Teresa Ribera Rodriguez. Sulla misura non c’è quindi ancora un accordo e alcuni Stati hanno chiesto di vincolare l’approvazione del terzo pacchetto, quello relativo al tetto al prezzo del gas, agli altri due. Motivo per cui i ministri torneranno a discuterne al nuovo Consiglio straordinario Energia in programma il 13 dicembre per provare a trovare un terreno comune sulla questione più spinosa.

La volontà dei ministri dell’Energia europei è di raggiungere un accordo completo sulle misure energetiche a dicembre, ha rassicurato il ministro dell’Industria e del Commercio della Repubblica Ceca, Jozef Sikela, durante la conferenza stampa. “Naturalmente la discussione è estremamente complicata, perché ci sono opinioni diverse fra gli Stati membri”, ha detto Sikela. “Tuttavia, è chiaro che vogliamo lavorare sodo, nei giorni rimanenti, per raggiungere un accordo”, ha aggiunto. “Per me è importante che tutti i ministri presenti oggi siano partiti con l’obiettivo di tornare e raggiungere un allineamento il 13 dicembre”, ha sottolineato. Il ministro ceco ha ribadito che ancora una volta l’Unione ha mandato un messaggio di unità.

“Non possiamo ancora aprire lo champagne, ma mettere la bottiglia in frigo”, ha chiosato Sikela in un’immagine simbolica circa l’accordo politico sui pacchetti relativi all’acquisto congiunto di gas e sulle misure di solidarietà, nonché sull’accelerazione dei permessi per i progetti sulle infrastrutture rinnovabili. “Sono molto contento che abbiamo raggiunto l’accordo politico sui due regolamenti, che non necessita di ulteriori negoziazioni”, ha detto. “L’adozione formale andrà di pari passo con il raggiungimento dell’accordo politico sul meccanismo di correzione del mercato”, ha aggiunto. “La discussione è stata piuttosto accesa e sapete tutti che ci sono opinioni molto divergenti sul livello di tetto al prezzo proposto dalla Commissione, ma questo è stato un dibattito di apertura che servirà come punto di partenza per l’accordo che vogliamo raggiungere a dicembre”, ha concluso.

Molto possibilista su un accordo sui prezzi del gas entro il 13 dicembre è stato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, secondo cui è emersa la volontà da parte di tutti i Paesi di raggiungere un accordo. “Naturalmente servono dei criteri”, ha detto Fratin al termine della riunione informale di oggi precisando che i criteri devono essere frutto di mediazione, e non devono essere necessariamente “dei numeri”. Servono “dei meccanismi”, ha precisato il ministro, per cui se un prezzo oscilla eccessivamente “automaticamente interviene il blocco del tetto”. Il ministro ha dichiarato che l’Italia non voterà “così com’è” il documento presentato dalla Commissione europea sul tetto al prezzo del gas resta una base, pur riconoscendo che il documento resta “una base” ma servirà un lavoro degli Stati membri per raggiungere un accordo.

La commissaria europea all’Energia, Kadri Simson, ha ricordato che il Consiglio dell’Unione europea ha il potere di cambiare le cifre contenute nella proposta della Commissione europea in merito al tetto al prezzo del gas, in risposta alle domande dei cronisti, che chiedevano se, in caso di continuo disaccordo fra gli Stati membri, fosse possibile proporre modifiche sostanziali al meccanismo proposto dalla Commissione. Inoltre “l’accordo politico” raggiunto oggi è stato un segnale importante. “Non c’è stato alcun dubbio fra i ministri, durante le discussioni di oggi, che queste misure sono urgenti e necessarie. Insieme alle norme sullo stoccaggio di gas concordate in primavera e agli obiettivi di riduzione della domanda adottati a luglio, questo pacchetto fornisce una risposta completa alle sfide del mercato”, ha aggiunto. “Manca un’ultima parte, uno strumento per affrontare i picchi dei prezzi del gas”, ha ammesso la commissaria Ue.