Congo-Kinshasa: ripresi i combattimenti nel Nord Kivu

Si tratta del quinto giorno consecutivo di scontri dall'inizio di una grande offensiva aerea e terrestre lanciata dalle Fardc per cercare di recuperare alcune posizioni dal controllo del gruppo ribelle

Sono ripresi questa mattina i combattimenti tra le Forze armate della Repubblica democratica del Congo (Fardc) e i ribelli del Movimento 23 marzo (M23), accusati dal governo di Kinshasa di essere sostenuti e finanziati dalle autorità del Ruanda, nella provincia orientale congolese del Nord Kivu. Secondo quanto riferito da fonti sul posto citate da “Rfi”, si tratta del quinto giorno consecutivo di scontri dall’inizio di una grande offensiva aerea e terrestre lanciata dalle Fardc per cercare di recuperare alcune posizioni dal controllo del gruppo ribelle. I combattimenti si concentrano in questa fase nel settore di Kibumba, dove i militari congolesi sono riusciti a fermare l’avanzata dei ribelli l’M23 dopo essersi ritirati di dieci chilometri. Secondo le stesse fonti, gli scontri hanno raggiunto il territorio di Nyiragongo, dove si segnalano pesanti colpi di artiglieria, combattimenti a terra e un afflusso sempre maggiore di profughi nella città di Goma, capoluogo del Nord Kivu. A nord di Rutshuru, il secondo fronte situato intorno a Mabenga, resta al momento più calmo, mentre le città di Rutshuru e Kiwanja restano sotto il controllo dei ribelli M23. Per il momento l’esercito congolese non ha dato alcuna valutazione di questi scontri, mentre dalla parte dell’M23 si rivendica in particolare la distruzione di quattro carri armati T55.

Nel frattempo è arrivato a Kinshasa il mediatore designato della Comunità dell’Africa orientale (Eac), l’ex presidente keniota Uhuru Kenyatta, che ieri sera ha avuto un colloquio di quasi due ore con il presidente congolese Felix Tshisekedi al palazzo presidenziale di Kinshasa. Secondo quanto filtrato dalla presidenza della Repubblica congolese, l’obiettivo di Kenyatta è quello di preparare il terzo round di colloqui di pace che – inizialmente previsto da mercoledì 16 novembre – si svolgerà a partire dal prossimo 21 novembre. Ieri sera si sono svolte inoltre una serie di consultazioni tra il facilitatore degli accordi di pace di Nairobi e gli attori nazionali coinvolti in questo processo, compresi i rappresentanti delle comunità locali, i leader di confessioni religiose e le autorità tradizionali. A fine giornata, Kenyatta terrà una conferenza stampa prima di lasciare la capitale congolese. Intanto sono arrivati sabato scorso a Goma i primi due aerei con a bordo circa 100 militari delle Forze di difesa del Kenya (Kdf) schierati nell’est della Repubblica democratica del Congo (Rdc) nel quadro della Forza regionale della Comunità dei Paesi dell’Africa orientale (Eacrf), approvata nel giugno scorso dai leader della Comunità dei Paesi dell’Africa orientale (Eac). L’arrivo dei militari kenioti avviene dopo che il parlamento di Nairobi ha approvato la scorsa settimana l’invio di poco più di 900 uomini da impiegare nell’ambito della forza reginale. Anche i contingenti di Uganda e Burundi sono presenti nel Nord Kivu, dove dal maggio 2021 vige lo stato d’assedio. Le tensioni nell’est della Rdc sono riesplose di recente dopo la conquista da parte dell’M23 delle città di Kiwandja e Rutshuru e la decisa avanzata dei ribelli verso Goma, capoluogo del Nord Kivu e centro del potere provinciale.

Nel Paese, intanto, rimangono forti le tensioni con il vicino Ruanda, che Kinshasa accusa di sostenere l’M23: dopo l’espulsione dell’ambasciatore ruandese Vincent Karega, a Goma decine di persone sono scesi in strada per protestare contro la crescente insicurezza e la presunta ingerenza del governo ruandese in fatti di politica interna, con episodi di scontri registrati con le forze dell’ordine congolesi che hanno ricevuto ordine di contenere le folle. Ieri, inoltre, il governo ruandese ha denunciato la violazione del proprio spazio aereo dopo che un velivolo modello Sukhoi-25 dell’aeronautica congolese ha sorvolato lo spazio aereo di Kigali ed è atterrato brevemente all’aeroporto di Rubavu, nella Provincia occidentale. Il governo di Kinshasa ha tenuto a precisare che “non era sua intenzione violare intenzionalmente lo spazio aereo”. Nel frattempo i leader della Comunità dell’Africa orientale (Eac) si sono riunito in via informale a margine della Cop27 in Egitto per discutere della crescente insicurezza nella Rdc orientale.

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