Congo-Kinshasa: i ribelli M23 rivendicano la conquista di diverse località del Nord Kivu

È quanto si legge in un comunicato diffuso dal movimento ribelle congolese che il governo di Kinshasa accusa di essere sostenuto militarmente e finanziariamente dal Ruanda

I ribelli congolesi del Movimento 23 marzo (M23) hanno preso il controllo delle località di Kibumba, Ruhunda, Kabuhanga, Tongo e Mulimbi, nella provincia del Nord Kivu. È quanto si legge in un comunicato diffuso dal movimento ribelle congolese che il governo di Kinshasa accusa di essere sostenuto militarmente e finanziariamente dal Ruanda. Nessun commento ufficiale è per ora giunto da parte dell’esercito congolese. L’annuncio giunge dopo che l’ex presidente del Kenya e mediatore della Comunità dell’Africa centrale (Eac) per la Rdc, Uhuru Kenyatta, ha chiesto un intervento urgente nell’est congolese dove i combattimenti tra l’esercito e i ribelli M23 sono divampati di nuovo nell’ultima settimana causando la fuga di centinaia di persone dalle loro case. In una conferenza stampa tenuta al termine di una visita alla città di Goma, capoluogo del Nord Kivu, e al vicino campo per sfollati di Kanyaruchinya, Kenyatta ha affermato che i gruppi ribelli e i loro sostenitori – con chiaro riferimento al Ruanda – non hanno onorato gli impegni, presi durante i colloqui di pace all’inizio di quest’anno a Nairobi, di rimanere nelle loro posizioni. “Smettetela di litigare, poi parleremo. Non possiamo dialogare e poi dopo cessare le ostilità. Fermiamo la guerra e poi dialoghiamo”, ha detto Kenyatta. “Ho visto bambini, donne e anziani che sono diventati sfollati nel proprio Paese. Anche se abbiamo problemi e incomprensioni, fermiamo prima la guerra. Questi bambini, donne e anziani non si preoccupano delle cause della guerra. Ci sono migliaia e migliaia di sfollati. Io li ho visti e voi stessi li avete visti”, ha dichiarato l’ex presidente keniota.

In precedenza, mentre si trovava a Kinshasa, Kenyatta aveva invitato i ribelli dell’M23 a deporre le armi poiché il governo della Rdc considera i ribelli dell’M23 come terroristi e si rifiuta di dialogare con loro a meno che non depongano le armi e si ritirino dalle zone che occupano. I ribelli dell’M23, da parte loro, si dicono disponibili al dialogo ma preferirebbero parlare direttamente con le autorità di Kinshasa e non tramite intermediari. Nel frattempo, ieri a Kanyaruchinya si è diffuso il panico generale quando sono state fatte esplodere munizioni di armi pesanti, costringendo migliaia di persone a fuggire dalle loro case verso Goma. Un altro sito di accoglienza per sfollati – opera Don Bosco Ngangi – è stato creato sempre nel territorio di Nyiragongo dai salesiani per ospitare i nuovi arrivati ​​e ridurre l’affollamento a Kanyaruchinya. Kenyatta è arrivato a Kinshasa domenica scorsa, quando ha avuto un colloquio di quasi due ore con il presidente congolese Felix Tshisekedi. Obiettivo della visita è quello di preparare il terzo round di colloqui di pace che – inizialmente previsto a partire da oggi – si svolgerà a partire dal prossimo 21 novembre. Nei giorni scorsi Kenyatta ha tenuto una serie di consultazioni con gli attori nazionali coinvolti nel processo di pace, compresi i rappresentanti delle comunità locali, i leader di confessioni religiose e le autorità tradizionali. Il lavoro di Kenyatta, tuttavia, è stato “gravemente ostacolato dalla terribile crisi umanitaria in corso a Goma e dintorni”, ha affermato in una nota il ministero degli Affari esteri di Nairobi.

Nel frattempo è arrivato oggi a Goma il secondo contingente di truppe keniote impegnate nell’ambito della Forza regionale della Comunità dei Paesi dell’Africa orientale (Eacrf), approvata nel giugno scorso dai leader dell’Eac per contrastare l’avanzata dei ribelli dell’M23. Lo riferisce la stampa keniota, precisando che le truppe si aggiungeranno agli oltre 900 uomini già presenti in territorio congolese. Sabato scorso sono atterrati a Goma i primi due aerei con a bordo circa 100 militari delle Forze di difesa del Kenya (Kdf) schierati nell’est della Rdc, dopo che il parlamento di Nairobi ha approvato la scorsa settimana l’invio di poco più di 900 uomini da impiegare nell’ambito della forza reginale. Anche i contingenti di Uganda e Burundi sono presenti nel Nord Kivu, dove dal maggio 2021 vige lo stato d’assedio. Intanto, in uno sviluppo correlato, il Senato congolese ha approvato ieri un disegno di legge che estende lo stato d’assedio – decretato per la prima volta nel maggio 2021 – nelle province del Nord Kivu e dell’Ituri, che conferisce alle autorità poteri speciali per far fronte all’insicurezza. La proroga è stata approvata con 73 voti a favore e due contrari.

Le tensioni nell’est della Rdc sono riesplose di recente dopo la conquista da parte dell’M23 delle città di Kiwandja e Rutshuru e la decisa avanzata dei ribelli verso Goma, capoluogo del Nord Kivu e centro del potere provinciale. Nelle ultime ore i combattimenti si stanno concentrando sulla conquista di Kibumba, città del Nord Kivu che aprirebbe la strada dei ribelli verso il capoluogo provinciale Goma, da cui dista circa 20 chilometri. Secondo fonti di stampa locali, i miliziani stanno tentando di rompere lo sbarramento dell’esercito, che sta facendo prova di una solida resistenza. Nell’ultima settimana i combattimenti si sono concentrati nell’area in cui a febbraio del 2021 è stato assassinato l’ambasciatore d’Italia Luca Attanasio: violenti scontri sono registrati intorno a Kibumba, capoluogo del territorio di Nyiragongo, e si estendono verso la vicina Kibati, mentre l’esercito è riuscito a respingere il tentativo dei ribelli di prendere la città di Tongo. Fonti stampa parlano inoltre di una calma preoccupante sulle linee del fronte a Rutshuru, in particolare sull’asse Kalengera-Tongo, e verso Mabenga a nord di Kiwanja. Alcuni villaggi di Tongo, situati ai margini del Parco Nazionale dei Virunga, sarebbero si sarebbero interamente svuotati dei loro abitanti in seguito alle esplosioni sentite in zona.

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