Confindustria: “Le imprese resistono, le costruzioni sono in salute”

La fiducia delle imprese manifatturiere (109,3 a maggio, da 109,9) è in costante diminuzione da novembre

produzione industriale

L’industria resiste, tra dati discordanti, le costruzioni sono in salute e trainano gli investimenti, ma nei servizi c’è meno rimbalzo. È quanto emerge dalla congiuntura flash di giugno, realizzata dal Centro studi di Confindustria. La fiducia delle imprese manifatturiere (109,3 a maggio, da 109,9) è in costante diminuzione da novembre. A ciò si affianca un progressivo deterioramento degli ordini. L’indice Pmi continua a scendere (51,9 a maggio, da 54,5), ai minimi da un anno e mezzo, restando appena in area di espansione; la stessa indagine segnala un calo di attività e domanda. La produzione, invece, fino ad aprile sembra reggere, andando molto sopra le attese (dopo il -0,6 per cento nel primo trimestre). Il rischio è che questa resilienza produttiva delle imprese industriali italiane non duri a lungo, perché i margini sono molto ridotti (in alcuni casi negativi) a causa dei rincari delle commodity. La forbice con gli indicatori qualitativi si potrebbe chiudere al ribasso nei restanti mesi del secondo trimestre. Il calo delle restrizioni anti-pandemia ha creato le basi per un recupero più robusto del turismo (spesa di viaggiatori stranieri a -25 per cento a marzo dal pre-Covid, era -84 per cento nel 2021).

La mobilità per il tempo libero – prosegue il Centro studi – è infatti in aumento, ma non è ancora pienamente ristabilita (-4,8 per cento a maggio per gli italiani). Inoltre, il reddito e i risparmi accumulati delle famiglie italiane vengono erosi dai forti rincari di energia e alimentari (che contano per il 9,2 per cento e il 19,5 per cento del paniere di spesa). Questi fattori potrebbero limitare il recupero dei consumi “fuori casa”. Perciò, il rimbalzo dei servizi nel secondo trimestre potrebbe essere inferiore rispetto alle attese iniziali. Questo scenario è coerente con la dinamica del Pmi: in forte flessione a maggio (53,7 da 55,7), pur continuando ad indicare un’espansione nei servizi. Gli indicatori su giudizi e attese a maggio segnalano il proseguire dell’espansione delle costruzioni nel secondo trimestre (+6,9 per cento il prodotto nel primo). Contribuisce anche una parte del reddito delle famiglie, speso per investimenti (in abitazioni-ristrutturazioni: oltre +5,0 miliardi nel primo trimestre 2022 da fine 2019). Tali risorse – conclude il Centro studi – favoriscono la tenuta dell’economia italiana perché sostengono gli investimenti fissi totali (+3,9 per cento nel primo trimestre, -0,8 per cento invece i consumi).

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