Ciucci (Ance Roma-Acer): “Con rincari rischio chiusura imprese, rivedere progetti Pnrr”

La crisi pandemica e quella Ucraina, "sono due fenomeni completamente diversi, nel senso che hanno una ricaduta forte sul sistema economico del Paese ma diverse sul nostro settore", precisa

Ciucci
Il presidente di Ance Roma-Acer Antonio Ciucci, durante una intervista ad "Agenzia Nova".

La guerra in Ucraina ha spinto verso picchi da record i prezzi delle più importanti materie prime, innescando una crisi produttiva e un’impennata inflazionistica: dal settore energetico a quello dei metalli, come l’acciaio. Il rischio è “che le imprese del settore edile chiudano perché non riescono a portare avanti i lavori”. Lo spiega in una intervista ad “Agenzia Nova” il presidente di Ance Roma-Acer Antonio Ciucci.

La crisi pandemica e quella Ucraina, “sono due fenomeni completamente diversi, nel senso che hanno una ricaduta forte sul sistema economico del Paese ma diverse sul nostro settore”, precisa Ciucci. In particolare, la pandemia ha avuto sicuramente un riflesso sul sistema Paese, ma il settore edile non si è fermato: “anzi abbiamo lavorato e contribuito per circa il 33 per cento al ribalzo del nostro Pil nel 2021. La crisi dell’Ucraina, invece – sottolinea Ciucci -, non solo sta influendo in maniera pesantissima sul Paese, ma sta altrettanto colpendo il nostro settore, perché l’aumento dei costi energetici e di alcune materie prime, come l’acciaio per cui noi eravamo importatori netti dall’Ucraina, sta comportando un aumento dei costi delle materie che sta risultando insostenibile”. L’aumento dei prezzi di acciaio, cemento, prodotti petroliferi, rame, materiali plastici e loro derivati, insieme ad energia elettrica e gas, quindi stanno rendendo ingestibile la situazione nei cantieri.

La non disponibilità dei materiali richiesti per completare le opere può portare al fermo del cantiere. “C’è sicuramente il rischio che le imprese chiudano perché non riescono a portare avanti i lavori – avverte il presidente di Ance Roma-Acer Antonio Ciucci -. Obbiettivamente, di fronte a degli aumenti così stratosferici dei materiali, parliamo del 150 e 180 per cento di materiali basilari per il nostro settore, come le materie ferrose, l’acciaio o piuttosto il legname, è chiaro ed evidente che non saremo più in grado di svolgere e adempiere ai nostri contratti. In parte, già si registra un rallentamento e se non possiamo portare avanti i contratti alla fine ci sarà una ricaduta sulle aziende”. Si tratta di una crisi trasversale che colpisce tutte le imprese di costruzioni, “sia nel settore privato che pubblico, legata – chiarisce Ciucci – all’aumento delle materie prime e al fatto che abbiamo contratti sottoscritti precedentemente e non hanno formule revisionarie per adeguare i prezzi all’aumentato del costo delle materie”. Le imprese vogliono andare avanti con i lavori ma, secondo i costruttori, servono azioni straordinarie, per permettere di salvare la sostenibilità del comparto.

Inoltre, la guerra in Ucraina ha fatto impennare i prezzi dell’energia e di molte materie prime necessarie alle imprese e ai cantieri di opere pubbliche previste nei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Secondo il presidente dei costruttori edili di Roma è necessario rivedere i progetti. Il Piano nazionale ripresa resilienza “sicuramente darà una spinta alla crescita, però dobbiamo fare in modo che il piano di investimenti abbia delle condizioni interne affinché questi soldi vengano spesi – spiega ancora Ciucci -. Oggi innanzitutto, il Pnrr ha un limite temporale, il 2026: dunque dobbiamo tutti rimboccarci le maniche affinché si possa rispettare questa data e già non è una cosa semplice, visto che la nostra macchina burocratica-amministrativa non si distingue per celerità – aggiunge Ciucci -. Inoltre, c’è anche la crisi dei prezzi delle materie: di conseguenza bisognerà rivedere tutti i progetti secondo i nuovi prezzi, sempre con la data del 2026 – continua -. Di fronte abbiamo una sfida nella sfida, che tutti noi speriamo di vincere perché il Pnrr – conclude il presidente di Ance Roma-Acer – era proprio quella leva e sprint eccezionale, per scrollarsi di dosso la decrescita avuta durante la pandemia per un ripresa verso il futuro”.

Per quanto riguarda il capitolo Roma, il presidente Ciucci, si è detto soddisfatto di come la nuova amministrazione capitolina si stia muovendo e del dialogo costruttivo che si sta instaurando. “Con la nuova amministrazione si è aperto un dialogo, spero e penso proficuo, perché ha capito che deve interloquire con i corpi intermedi e con tutti i portatori di interesse affinché ci sia sviluppo – sottolinea -. Questo significa che gli investitori privati possono investire con tempi certi, in modo che le opere pubbliche vengano concepite e concluse in tempi concreti. Quindi bisogna scrollarsi il pensiero che a Roma le cose non si fanno. Bisogna fare in tempi certi, perché abbiamo davanti delle occasioni incredibili: non solo il Pnrr, ma anche il Giubileo 2025 e si spera anche in Expo 2030. Dobbiamo metterci tutti in campo per raggiungere questi obiettivi in tempi certi senza i cronici ritardi del passato”, ribadisce Ciucci.

Infine, con la delibera di giunta per avviare la revisione delle norme tecniche del piano regolatore, “l’amministrazione capitolina ha mosso i primi passi. Siamo soddisfatti di questi segnali che il Comune di Roma ci sta dando e quindi del fatto che stanno ragionando sulle modifiche delle norme tecniche attuative, perché bisogna farlo – sottolinea ancora il presidente dei costruttori romani -. Bene anche la devoluzione dei poteri dalla Regione Lazio al Comune di Roma: non possiamo più pensare a fare campanilismi fra amministrazioni regionale e comunale, perché Roma è un grande Comune e ha bisogno di poteri straordinari e non si può più perdere tempo. Anche il disegno di legge di modifica costituzionale per conferire poteri straordinari a Roma va bene. L’unica cosa che noi chiediamo è fare presto, non si può più pensare di lanciare degli slogan e rimandarli a futuri non meglio precisati”, conclude Ciucci.

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