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Cina-Ue: restano le tensioni commerciali, spiragli di cooperazione su clima e intelligenza artificiale

È questo il quadro emerso al termine del 24mo vertice presieduto a Pechino da Ursula von der Leyen, Charles Michel e Li Qiang

Pechino
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L’Unione europea ha ribadito la sua intenzione di riequilibrare le relazioni commerciali con la Cina, con cui ha tuttavia ravvisato più ampi margini di cooperazione sul cambiamento climatico e la governance dell’intelligenza artificiale. È quanto emerso al termine del 24mo vertice Cina-Ue presieduto oggi a Pechino dai presidenti della Commissione e del Consiglio europeo, rispettivamente Ursula von der Leyen e Charles Michel, e dal primo ministro cinese Li Qiang. Questa edizione del vertice “ci ha offerto l’opportunità di esprimere le nostre preoccupazioni e aspettative, nonché di valutare i progressi in aree chiave della nostra cooperazione”, ha detto von der Leyen nella conferenza stampa successiva al vertice, evidenziando la “complessità” che caratterizza le relazioni bilaterali nell’attuale panorama internazionale. I confronti con la leadership cinese sono stati incentrati soprattutto sui “gravi squilibri” che contraddistinguono le relazioni commerciali, ritenuti da Bruxelles ormai “insostenibili”. “Ogni giorno tra la Cina e l’Unione europea vengono scambiati beni per oltre due miliardi di euro. Tuttavia, il deficit commerciale del blocco ammonta a quasi 400 miliardi di euro”, ha spiegato la presidente della Commissione Ue, citando come cause la carenza di accesso al mercato cinese, il trattamento preferenziale riservato da Pechino alle sue imprese e la sovrapproduzione a livello nazionale, che genera “ripercussioni anche sui mercati stranieri”.


L’Unione europea considera la Cina “il suo partner commerciale più importante”, ma riconosce che esistono delle “divergenze che devono essere affrontate”. Nel quadro dell’attuale panorama internazionale, è quanto mai importante rafforzare la “resilienza delle rispettive economie”, obiettivo che Bruxelles sta perseguendo con una politica di riduzione del rischio “che non viene attuata solo nei confronti della Cina”. Praticare il “de-risking” non significa perseguire il distaccamento economico dal Paese asiatico, ha chiarito von der Leyen in conferenza stampa, spiegando che l’Ue non disdegna la competizione con le altre economie, purché “equa”. Tematiche, queste, sollevate anche nell’incontro tenuto stamattina con il presidente Xi Jinping, che da parte sua ha convenuto sull’esigenza di rafforzare il dialogo e mantenere la stabilità in un periodo di “cambiamenti mai visti in un secolo”. In tale quadro, Bruxelles è stata invitata alla “saggezza e alla responsabilità”, nonché a cooperare con la Cina all’eliminazione di “ogni tipo di ingerenza esterna” nel rapporto bilaterale, appello più volte lanciato da Pechino negli ultimi mesi. Durante il vertice presieduto con Michel e von der Leyen, il primo ministro cinese Li Qiang ha rivolto appelli molto simili, ribadendo che il suo Paese è pronto a “lavorare con Bruxelles per cercare un terreno comune accantonando le divergenze (…) per rafforzare la stabilità, la costruttività e i benefici reciproci nelle relazioni bilaterali”.

Facendo eco alle promesse d’apertura ripetute più volte negli ultimi mesi, il premier si è detto pronto a lavorare per espandere la scala degli investimenti bidirezionali, agevolare i commerci e stabilire “partenariati digitali” con Bruxelles. Il tutto ferma restando l’aderenza alle regole del multilateralismo e alle norme basilari dell’economia di mercato, che non devono essere violate “con la politicizzazione delle questioni commerciali”. Nonostante resti complicata la risoluzione delle controversie commerciali, Bruxelles e Pechino sembrano avere trovato margini di dialogo più ampi sulla risposta al cambiamento climatico – con la decisione di sostenere l’estensione del memorandum d’intesa sul sistema bilaterale di scambio delle quote di emissione di anidride carbonica – e la governance dell’intelligenza artificiale, temi su su cui si sono dichiarati disposti a cooperare “nonostante le differenze nei rispettivi sistemi di governo”. L’Ue, in particolare, si è detta impaziente di assistere a “risultati concreti” e ha ribadito la sua determinazione a “difendere i legittimi interessi” del blocco. Von der Leyen ha inoltre proposto la ripresa del dialogo sui diritti umani, questione che negli ultimi anni ha portato a una serie di reciproche sanzioni tra ufficiali cinesi ed europei per via dei presunti abusi perpetrati dal Partito comunista nella regione autonoma dello Xinjiang.

Negli incontri con la leadership cinese, non sono mancati confronti sui dossier più scottanti della politica internazionale. Particolare attenzione è stata dedicata alla guerra in Ucraina, che Bruxelles considera una “seria minaccia” per la sicurezza del blocco. “Abbiamo invitato la Cina ad usare tutta la sua influenza sulla Russia per fermare questa guerra d’aggressione”, hanno detto von der Leyen e Michel, che affermano di avere messo in guardia Pechino soprattutto dal fornire assistenza militare a Mosca. Una “tragica guerra” è in corso anche tra Israele e il gruppo islamista palestinese Hamas, che Pechino e Bruxelles propongono di fermare con la soluzione dei due Stati. L’Unione europea tuttavia sostiene il diritto di Israele a difendersi dal “brutale attacco di Hamas”, mentre più volte la Cina ha invocato la fine della “punizione collettiva” di Israele nei confronti della popolazione palestinese a Gaza. Non sono mancati confronti sugli ultimi sviluppi nel Mar Cinese Meridionale, rivendicato da Pechino quasi nella sua totalità. Pur ribadendo l’aderenza al principio della “Cina unica”, i rappresentanti dell’Unione europea hanno espresso “preoccupazione” per le politiche cinesi nello Stretto di Taiwan, ribadendo una “ferma opposizione” all’alterazione unilaterale dello status quo, soprattutto “con un’azione di forza”. Nel complesso, Pechino e Bruxelles hanno riconosciuto la loro “responsabilità condivisa” nel mantenimento della stabilità globale, tramite una cooperazione che per l’Unione europea deve essere “trasparente, prevedibile e reciproca”.

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