Cina, “The Standard”: le autorità aprono un’indagine sui partecipanti alle proteste anti-Covid

Nella giornata di ieri le forze dell’ordine schierate nelle principali metropoli della nazione hanno effettuato controlli a campione su cellulari e documenti d’identità

Pechino

Le autorità della Cina hanno aperto un’inchiesta su alcuni dei partecipanti alle proteste scoppiate durante il fine settimana contro la strategia nazionale “zero Covid”. Lo fa sapere il quotidiano di Hong Kong “The Standard”, ricordando che nella giornata di ieri le forze dell’ordine schierate nelle principali metropoli della nazione hanno effettuato controlli a campione su cellulari e documenti d’identità. “Stiamo tutti cancellando disperatamente la cronologia delle chat”, ha dichiarato un manifestante a Pechino in condizioni d’anonimato, che afferma di avere assistito all’arresto ingiustificato di una sua amica, rilasciata nell’arco di poche ore. A quanto si apprende dai video circolati sui social network, ci sono stati diversi arresti e la presenza di agenti è stata particolarmente elevata nelle metropoli orientali di Hangzhou e Shanghai e nella capitale Pechino. Alcune persone sono inoltre state convocate nelle centrali di polizia per fornire un resoconto dei loro movimenti.

La presenza dei poliziotti – definita da alcuni talmente vasta da essere “spaventosa” – sembra avere impedito in molti casi gli assembramenti dei manifestanti. Durante il setacciamento dei telefoni – secondo i residenti – gli agenti hanno cercato soprattutto le reti private virtuali (Vpn) utilizzate per arginare il sofisticato sistema censorio cinese e l’applicazione di messaggistica Telegram, utilizzata dai manifestanti per fissare i luoghi dei raduni. Negli ultimi giorni alcuni blogger ultranazionalisti come Ren Yi hanno insistentemente attribuito i disordini a qualche “forza straniera”. “A che scopo? Da un lato, intensificare i conflitti interni. Dall’altro, capire se possono strumentalizzare politicamente e completamente le questioni relative alle nostre politiche sanitarie e alla prevenzione dell’epidemia”, ha scritto Ren sul suo blog “Chairman Rabbit”.

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