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Cina-Australia: i dazi sulle importazioni di vino saranno riviste da Pechino a partire da oggi

Pechino
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Il ministero del Commercio della Cina inizierà a condurre revisioni dei dazi antidumping e antisovvenzioni sulle importazioni di vino dall’Australia a partire da oggi, 30 novembre. È quanto si apprende da una nota pubblicata dal dicastero, che fa seguito all’accordo raggiunto da Pechino e Canberra il mese scorso. “Il ministero del Commercio procederà alla revisione nel rispetto della legge, con l’obiettivo di proteggere pienamente i diritti di tutte le parti in causa”, ha dichiarato la portavoce del dicastero, Shu Jueting, nella conferenza stampa odierna. All’inizio del 2021, la Cina ha introdotto un’imposta del 218 per cento sulla maggior parte del vino australiano importato nel Paese, causando il collasso di un commercio valutato in precedenza fino a 1,2 miliardi di dollari all’anno.


A contribuire al disgelo sul fronte commerciale tra Cina e Australia è stata anche la visita condotta a Pechino dal primo ministro di Canberra, Anthony Albanese, dal 4 al 7 novembre. La missione ha segnato il ritorno di un premier australiano nel Paese asiatico per la prima volta da sette anni e, come evidenziato dallo stesso Albanese, ha offerto all’Australia l’occasione di esprimere i suoi “timori” anche su dossier che interessano l’intera regione, su tutti la crescente assertività militare di Pechino nel Mar Cinese Meridionale.

Dall’inizio del suo mandato, Albanese ha evidenziato più volte la necessità di riaprire il dialogo con la Cina, le cui restrizioni commerciali hanno sinora inflitto agli esportatori del suo Paese perdite per 12 miliardi di dollari a partire dal 2020. In quell’anno, l’Australia ha bandito il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei da una gara per la realizzazione della rete nazionale 5G e ha chiesto un’inchiesta in seno all’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull’origine del Covid-19, oltre che verifiche su presunte operazioni d’insabbiamento da parte di Pechino. La Cina ha reagito alle iniziative bloccando le importazioni di un’ampia gamma di prodotti e materie prime, tra cui carbone, vino e legname.

La vittoria del Partito laborista e la formazione di un governo di centrosinistra guidato da Albanese hanno tuttavia segnato un cambio di passo nel rapporto con la leadership di Pechino, che lo scorso gennaio ha revocato le restrizioni alle importazioni di carbone e legname. Il 5 agosto, sono stati inoltre ritirati i dazi antidumping e compensativi sulle importazioni di orzo australiano, in cambio della sospensione della relativa causa intentata da Canberra presso l’Organizzazione del commercio (Omc). Ulteriori segnali di distensione sono arrivati dalla prima potenza asiatica lo scorso 22 ottobre, quando Albanese ha comunicato il raggiungimento di un accordo per procedere nella risoluzione della controversia sul vino in corso fra i due Paesi, aprendo potenzialmente la strada alla ripresa di importazioni cinesi stimate in 800 milioni di dollari.

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