Cina: approvata la legge sulla protezione delle informazioni personali

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Il Comitato permanente dell’Assemblea del popolo cinese ha approvato oggi la Legge sulla protezione delle informazioni personali (Pipl), la prima in Cina dedicata alla tutela della privacy, che entrerà in vigore il primo novembre. Lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale “Xinhua”. La legge, il cui testo completo non è ancora stato pubblicato, introduce restrizioni su come i dati personali possono essere raccolti, utilizzati e gestiti. Secondo “Xinhua”, viene stabilito il requisito del consenso individuale per il trattamento di informazioni personali come i dati biometrici, medici, sanitari e finanziari. Inoltre, sono previste la sospensione o la cessazione dei servizi per le applicazioni che trattano illegalmente i dati personali. Le restrizioni renderanno più difficile e costoso per le aziende tecnologiche l’accesso e l’uso delle informazioni dei consumatori.

La legge, del resto, arriva dopo mesi di interventi repressivi contro le più influenti aziende private del settore digitale su questioni che vanno dall’antitrust alla sicurezza dei dati. Ad aprile il gigante del commercio elettronico Alibaba è stato sanzionato dall’Amministrazione statale di regolazione del mercato con una multa record di 2,8 miliardi di dollari per pratiche anticoncorrenziali. Più recentemente l’Ufficio di revisione della sicurezza informatica ha imposto alla società per i servizi di trasporto Didi, accusata di “raccolta e utilizzo illegali dei dati degli utenti”, di rimuovere più di 25 app mentre il colosso Tencent è stato costretto a sospendere le iscrizioni degli utenti alla piattaforma WeChat per un “aggiornamento tecnico sulla sicurezza (…) per allinearsi a tutte le leggi e i regolamenti pertinenti”. Questa settimana il ministero dell’Industria e delle tecnologie informatiche ha dichiarato che 43 applicazioni per smartphone hanno trasferito in modo inappropriato i dati di contatto degli utenti e le informazioni sulla posizione.

Secondo quanto riferito recentemente da “Channel News Asia”, alcune societĂ  di private equity e venture capital stanno rivedendo le loro strategie in seguito all’aumento della vigilanza e in vista dell’inasprimento normativo. Diversi fondi si starebbero allontanando dalle societĂ  internet e dai produttori di semiconduttori ed energie rinnovabili per cercare nuove opportunitĂ  in altri settori. “Siamo di fronte al contesto normativo piĂą severo da oltre un decennio, quando la concorrenza di mercato è la piĂą agguerrita e il capitale il piĂą abbondante. Con l’aumento della regolamentazione, i rendimenti futuri per gli investitori di venture e private equity potrebbero diminuire”, ha spiegato Richard Ji, responsabile degli investimenti della societĂ  di Hong Kong All-Stars.

Il primo settembre, inoltre, entrerà in vigore il nuovo regolamento per la protezione delle infrastrutture informatiche cruciali, approvato dal Consiglio di Stato, l’organo esecutivo, ad aprile. Il campo di applicazione riguarda le reti e i sistemi informativi in cui la perdita di dati avrebbe gravi implicazioni per la sicurezza nazionale: sono inclusi le telecomunicazioni, l’energia, i trasporti e altri settori. La protezione comprende misure di monitoraggio e difesa da minacce quali attacchi, intrusioni, interferenze e distruzioni e altre attività illegali. Verrà creato un meccanismo di condivisione delle informazioni tra i dipartimenti competenti. Inoltre saranno incoraggiati lo sviluppo di competenze e la formazione continua in questo campo. Il regolamento stabilisce i principi e gli obiettivi della protezione e definisce il sistema di supervisione e gestione. Vengono chiarite l’organizzazione e le procedure di lavoro nonché le responsabilità degli operatori. L’ultima parte del documento, infine, è dedicata alle sanzioni.

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