Banner Leonardo

Cile: 50 anni fa l’esercito rovesciava il governo Allende, un Paese diviso ricorda il golpe

Il presidente Gabriel Boric ha tentato in questi mesi di unire tutte le forze politiche in un’unica voce di condanna del colpo di stato, scontrandosi tuttavia con la reticenza dei partiti di opposizione

Santiago del Cile
,

© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

È un Cile diviso quello che si appresta a commemorare oggi il 50mo anno dal golpe che pose fine all’esperienza di governo del socialista Salvador Allende. Il presidente Gabriel Boric, il capo dello Stato più a sinistra e più giovane della storia del Paese, ha tentato in questi mesi di unire tutte le forze politiche in un’unica voce di condanna del colpo di stato che ha segnato la storia del Cile, scontrandosi tuttavia con la reticenza dei partiti di opposizione, che parlano di “errori commessi da tutti”, omettendo in alcuni casi di parlare di colpo di stato.


La divisione tra le forze politiche rispecchia quella della società. Secondo un sondaggio dell’istituto di ricerca e statistica Cadem, pubblicato alla vigilia dell’anniversario, il 46 per cento dei cileni crede che il colpo di stato che ha aperto la stagione della dittatura militare di Augusto Pinochet fosse evitabile, mentre il 51 per cento ritiene fosse inevitabile. Allo stesso modo, per il 44 per cento degli intervistati i principali responsabili di quanto accaduto l’11 settembre 1973 sono Pinochet e le Forze armate, mentre per il 39 per cento la responsabilità ricade su Allende e il suo governo. Ancora, il 57 per cento parla dell’amministrazione di Pinochet come di una dittatura, mentre il 41 per cento la definisce “governo militare”. Infine, se il 75 per cento ritiene che occorra ricordare l’anniversario dell’11 settembre per fare in modo che quello che è successo non accada mai più, il 60 per cento crede che bisognerebbe lasciarsi questa data alle spalle.

Ieri centinaia di donne vestite di nero si sono radunate di fronte al palazzo presidenziale de La Moneda con una candela in mano scandendo all’unisono le parole “Nunca mas” (mai più). Il giorno precedente altre centinaia di persone hanno manifestato nello stesso luogo per rivendicare la loro vicinanza politica alla figura del dittatore Pinochet. “Cinquant’anni dopo il Cile di nuovo contro il comunismo”, si leggeva su alcuni dei cartelli portati dai manifestanti. Nei giorni scorsi il presidente Boric ha dichiarato in un’intervista che avrebbe voluto che la commemorazione fosse “un momento di consenso nazionale sul valore della democrazia e sul rispetto illimitato dei diritti umani”, ma che “purtroppo, per ragioni diverse hanno prevalso divergenze politiche” e “diverse interpretazioni storiche”.

Nonostante le divisioni, Boric ha firmato un decreto dall’importante significato simbolico: un inedito piano di ricerca delle persone scomparse durante la dittatura di Pinochet che, per la prima volta, affida allo Stato la responsabilità di ricercare i desaparecidos. “L’obiettivo del piano è fare in modo che non siano i familiari a indagare, ma che si possano mettere tutte le capacità dello Stato al servizio della guarigione delle ferite”, ha spiegato il capo dello Stato. Secondo dati ufficiali più di 3.200 cileni sono morti per mano degli agenti dello Stato, di cui 1.469 vittime di sparizioni forzate. Dopo decenni di ricerche, sono stati ritrovati e identificati i resti di solo 307 persone.

Leggi anche altre notizie su Nova News
Seguici sui canali social di Nova News su Facebook, Twitter, LinkedIn, Instagram, Telegram

© Agenzia Nova - Riproduzione riservata

ARTICOLI CORRELATI

Ultime notizie

Meloni alla Casa Bianca: “Sosteniamo la mediazione Usa a Gaza”. Biden: “Paracaduteremo aiuti umanitari...

L'incontro è stato anche una importante occasione per fare il punto sul futuro del sostegno militare e finanziario all’Ucraina

Meloni annuncia: “Chico Forti sarà trasferito in Italia” – video

“E' un giorno di gioia per Chico, per la sua famiglia per tutti noi. Lo avevamo promesso e lo abbiamo fatto"

Strage di Erba, Olindo e Rosa di nuovo in aula: decisione rinviata al 16 aprile

E' scontro sulle prove nella revisione del processo. Secondo la procura generale di Brescia "è inverosimile l'esistenza di piste alternative"

Il generale Vannacci: “Io al Gay Pride? Ci sono già stato”

Sugli scontri a Pisa: “Sto con la polizia: io non ho mai manifestato in vita mia, ma ho fatto tante cose". Riguardo alla candidatura alle elezioni europee: "Non ho ancora deciso"
Algeria

Entra nel vivo in Algeria il Forum dei Paesi esportatori di gas

Il Forum rappresenta il cartello del gas naturale che ricalca le orme dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec). Secondo un rapporto presentato ad Algeri la domanda mondiale di gas naturale è destinata ad aumentare del 34 per cento

Altre notizie

Migliaia di persone ai funerali di Navalnyj, Ong russa: arrestate almeno 45 persone

Il Cremlino: “Non abbiamo nulla da dire alla famiglia”

Scontri a Pisa: volantini anarchici in città per incitare alla lotta contro le Forze dell’ordine

A renderlo noto è Domenico Pianese, il segretario generale del sindacato di Polizia Coisp
cavo dragone ammiraglio

A Roma tavola rotonda con l’ammiraglio Cavo Dragone sulla crisi in Medio Oriente

L'iniziativa mira a consentire alle Forze armate libanesi di migliorare le proprie capacità operative, incluse le attività di presenza e sorveglianza nel sud del Paese
polizia - polonia

Polonia, auto si lancia contro la folla a Stettino: 19 persone ferite

L’autista è stato arrestato dalla polizia dopo aver tentato di fuggire dal luogo dell’accaduto
lavrov

Lavrov avverte: “L’élite della Moldova segue le orme dell’Ucraina”

Il ministro degli Esteri russo sottolinea: "Quella élite ha abolito tutto ciò che è russo, discriminando la nostra lingua in tutti i settori e facendo seria pressione economica sulla Transnistria"