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Chi era John Magufuli, il presidente “negazionista” della Tanzania morto (forse) di Covid

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Si è risolto nel peggiore dei modi il “giallo” che regnava in Tanzania ormai da più di tre settimane in merito alla sorte del presidente John Magufuli, scomparso dalla scena pubblica dallo scorso 27 febbraio. In un discorso televisivo trasmesso nella tarda serata di ieri, la vicepresidente Samia Suluhu Hassan ha annunciato la morte del capo dello Stato, precisando che il decesso è avvenuto per complicazioni cardiache. Hassan ha quindi fatto sapere che Magufuli era ricoverato dal 6 marzo presso il Jakaya Kikwete Cardiac Institute di Dar es Salaam, confermando parzialmente le indiscrezioni che erano state diffuse nelle scorse settimane da più parti. A lanciare per primo delle accuse in tal senso era stato il principale leader dell’opposizione Tundu Lissu, che da anni vive in esilio in Belgio, il quale aveva rivelato di aver appreso da fonti mediche e della sicurezza che Magufuli sarebbe stato trasferito all’ospedale privato di Nairobi, in Kenya, e da lì in India in stato di coma. A sua volta, il quotidiano keniota “The Nation” aveva citato fonti politiche e diplomatiche secondo le quali un leader africano, di cui non era stato precisato il nome, era in cura per Covid-19 all’ospedale privato di Nairobi, sotto ventilatore. Il personale ospedaliero keniota non aveva confermato né smentito la notizia.


Tali voci erano state prontamente respinte dal ministro della Giustizia, Mwigulu Nchemba, che in una dichiarazione aveva tenuto a precisare che Magufuli “non è un presentatore televisivo o il leader di un club di jogging, quindi non ha bisogno di pubblicare selfie ogni giorno”. Tuttavia, nonostante le smentite di rito, le voci sulla presunta malattia di Magufuli non si erano placate e si erano moltiplicate le informazioni che volevano il capo dello Stato ricoverato “in gravi condizioni” dopo aver contratto il Covid-19, quindi trasportato all’estero per ricevere cure. Nei giorni scorsi la stessa vicepresidente Samia Suluhu Hassan aveva affermato che Magufuli stava bene e stava “lavorando sodo”, invitando i cittadini a non dare ascolto alle dicerie in tal senso ed esortando i tanzaniani a rimanere uniti. Nei giorni scorsi la polizia della Tanzania aveva perfino arrestato quattro persone sospettate di aver diffuso sui social indiscrezioni secondo cui il presidente Magufuli sarebbe stato malato.

Il presidente tanzaniano, grande scettico del Covid-19, aveva in passato più volte sostenuto che gli unici rimedi al virus fossero Dio e le inalazioni di vapori. Di recente lo stesso Magufuli, poche settimane prima di “sparire” dalla scena pubblica, aveva esortato i cittadini tanzaniani a “non farsi prendere dal panico” di fronte all’emergenza Covid, affermando che la pandemia potrebbe essere una “prova voluta da Dio”. Intervenendo al funerale del suo capo di gabinetto John Kijazi, morto per una malattia “sconosciuta” durante le cure a cui si era sottoposto, Magufuli aveva quindi chiesto tre giorni di preghiera e digiuno ai suoi concittadini. “È possibile che questa sia un’altra prova, ma Dio volendo la vinceremo. Non spaventiamoci a vicenda perché altrimenti non vinceremo. È possibile che abbiamo offeso Dio o che siamo stati messi alla prova”, ha dichiarato il capo dello Stato. “I leader religiosi continuano a incoraggiare le preghiere, vinceremo. Dio non può abbandonare questa nazione”, ha ribadito. Il governo non pubblica da mesi dati ufficiali sulla pandemia.

Soprannominato “Bulldozer” per i suoi metodi autoritari – che gli erano costate diverse critiche e accuse sia da parte dell’opposizione interna, sia sul piano internazionale – Magufuli era diventato presidente della Tanzania nel 2015 sconfiggendo l’ex primo ministro Edward Lowassa ed era stato in seguito rieletto nell’ottobre scorso dopo aver sconfitto l’arcirivale Tundu Lissu. Magufuli aveva 61 anni ed era esponente del Chama Cha Mapinduzi (Partito della rivoluzione), al potere nel Paese da 60 anni. Prima di essere eletto presidente, nel 2015 Magufuli aveva ottenuto un dottorato in Chimica all’Università di Dar es Salaam e aveva occupato diversi importanti incarichi politici. Sebbene fosse stato rieletto per un secondo mandato, la popolarità di Magufuli che aveva inizialmente ottenuto per il suo impegno alla lotta contro la corruzione si era indebolita negli ultimi tempi da contestazioni e accuse di atteggiamenti anti-democratici: le elezioni erano state contestate dalle opposizioni, che avevano parlato di brogli e accusato la commissione elettorale di aver manipolato i risultati.

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