Roberta Metsola eletta presidente
del Parlamento europeo

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Con 458 voti a favore, la popolare maltese Roberta Metsola è stata eletta presidente del Parlamento europeo. I votanti sono stati 690, le schede bianche o nulle 74, i voti espressi sono stati 617. La maggioranza assoluta dei voti era di 309 voti e Metsola ne ha incassati 458. Metsola ha vinto oggi, giorno del suo compleanno. Metsola è la terza donna a presiedere l’Eurocamera. Prima di lei, e prima presidente del Parlamento, a sedere sullo scranno più alto dell’Aula fu la francese Simone Veil, dal 1979 al 1982. Poi, la seconda donna a ricoprire tale carica è stata un’altra francese: dal 1999 al 2002 Nicole Fontaine. “Non passeranno altri due decenni prima che la prossima donna sia qui”, ha detto. “So di stare sulle spalle dei giganti. Le spalle di Simone Veil, detenuta ad Auschwitz numero 78651, che ha strappato i ceppi di quella parte dolorosa della nostra storia europea per aprirsi un varco come prima donna presidente del Parlamento europeo”, ha ricordato Metsola. “Le spalle di milioni di donne senza nome che hanno sopportato così tanto e che hanno combattuto per noi per avere le opportunità che non sono mai state offerte”, ha continuato. “Le spalle di Ashling, Paulina e tutte le altre donne le cui vite sono già state rubate quest’anno. Le spalle degli sfollati e degli scomparsi dell’Europa; su tutti coloro che hanno combattuto e sofferto sotto il totalitarismo e hanno sacrificato tutto per l’Europa. Sulle spalle di tutti coloro che hanno creduto e che credono ancora. Siamo qui grazie a loro, siamo qui per loro”, ha concluso Metsola che, durante il suo discorso, ha anche ricordato i giornalisti uccisi Daphne Caruana Galizia e Jan Kuciak, “giornalisti uccisi per aver fatto il loro lavoro”. Ai familiari Metsola ha espresso vicinanza: “La vostra lotta per la verità e la giustizia è la nostra battaglia”. E “ai cari di Olivier Dubois, rapito per quasi 300 giorni in Mali dico che la sua lotta per la libertà deve diventare la nostra lotta”.

Il cambiamento climatico è un destino comune e l’Unione europea deve dimostrare che è impossibile dividere ambiente ed economia, ha detto nel suo discorso iniziale la neo presidente. “Il cambiamento climatico attacca il nostro continente e il nostro mondo. Se si crede nella scienza, la questione non è se, ma quando”, ha spiegato Metsola. “Il Green deal europeo è una risposta, una necessità, una urgenza ma anche una opportunità perché l’Europa diventi un leader” e “garantisca prosperità riducendo le emissioni”, ha continuato la neo presidente. “Dobbiamo far capire al resto del mondo che la lotta al cambiamento climatico è un destino comune. Domani è troppo tardi. Dobbiamo continuare a dimostrare che non è possibile disaccoppiare ambiente ed economia”, ha spiegato Metsola.

Per i despoti l’Unione europea rappresenta una minaccia per il semplice fatto di esistere, perché ha creato il modo più bello di vivere che l’umanità abbia mai conosciuto, “dobbiamo contrastare ogni tentativo di screditare i nostri valori”, ha detto Metsola. “Il mondo attorno a noi è meno amichevole rispetto a quanto lo fosse una generazione fa. Gli attacchi inaccettabili all’integrità e alla sovranità dell’Ucraina e la situazione pericolosa in Bielorussia ne sono un esempio”, ha ricordato la neo presidente. “La nostra sicurezza comune è una sfida comune. Per l’Europa rimanga credibile e possa esercitare la sua influenza a livello globale, dobbiamo rimanere fedeli ai nostri principi. Questa è la nostra forza”, ha proseguito. “Come Europa abbiamo una eredità non solo di superamento della guerra, ma anche di reazione: non possiamo mai essere veramente uniti se Cipro rimane divisa”, ha continuato. “Anche in questo abbiamo una responsabilità” e “dobbiamo anche riprendere l’entusiasmo nelle relazioni con i Balcani occidentali”, ha proseguito Metsola. “Coloro che cercano di distruggere l’Europa, devono sapere che questo Parlamento si oppone. Coloro che tentano di minare la democrazia, lo stato di diritto, la libertà di espressione, i diritti fondamentali, che prendono di mira le donne e negano i diritti dei cittadini Lgbt devono sapere che questo Parlamento non lo accetterà mai. Coloro che cercano di ricattare l’Europa con attacchi ibridi, questo Parlamento non indebolirà la solidarietà tra i membri. I dittatori non ci divideranno mai”, ha evidenziato la neo presidente.

Il profilo

Roberta Metsola, avvocatessa maltese nata nel 1979 a St. Julian’s è frutto dell’accordo raggiunto dalla cosiddetta “maggioranza Ursula” – che portò all’elezione di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione europea – fra i gruppi parlamentari del Partito popolare europeo (Ppe), Socialisti&democratici (S&D) e i liberali di Renew Europe, Metsola è una politica di lungo corso nonostante la giovane età, grazie alla sua militanza nel Partito nazionalista maltese e nella formazione giovanile del Ppe. Dopo essersi candidata alle elezioni europee del 2004 e del 2009, senza tuttavia riuscire a ottenere un seggio a Strasburgo, nel 2013 ha preso il posto di Simon Busuttil, dimessosi dall’incarico dopo aver assunto quello di parlamentare maltese. Alle elezioni europee del 2014 e del 2019 è stata rieletta, risultando in entrambi i casi la più votata del suo partito.

Ad annunciare l’accordo sul nome di Metsola è stato ieri pomeriggio un tweet pubblicato dal gruppo europarlamentare dei socialdemocratici, i più restii a votare la rappresentante maltese. “Abbiamo raggiunto un accordo con il Ppe e Renew per assicurare una maggioranza di lavoro stabile sino alle elezioni del 2024, una forte rappresentanza istituzionale per i deputati socialisti e abbiamo concordato un documento di lavoro con le nostre priorità su stato di diritto, diritti delle donne, dimensione sociale e regole fiscali”, si legge nel tweet, che sembrerebbe quindi aprire la strada a un’elezione di Metsola già al primo turno di votazione. Il testo dell’accordo è stato sottoscritto dai capigruppo di Ppe, S&D e Renew, rispettivamente Manfred Weber, Iratxe Garcia e Stephane Sejourné, e prevede otto punti su cui si dovrà concentrare il lavoro della presidenza: valori, clima, salute, digitale, economia, sociale, sicurezza, migrazione, affari esteri e istituzioni. Non fa riferimento, tuttavia, al tema principale del dibattito fra i tre schieramenti, ovvero la suddivisione degli incarichi amministrativi in seno all’Europarlamento

Oltre a Metsola, sono quattro i candidati per la presidenza del Parlamento europeo: la candidata dei Verdi svedese Alice Kuhnke; il polacco Kosma Zlotowski espressione dei Conservatori e riformatori europei, nel frattempo ritiratosi; e la spagnola Sira Rego, candidata della Sinistra. Il presidente viene eletto a maggioranza assoluta, ossia il 50 per cento più uno dei voti validi espressi a scrutinio segreto. Se nessuno viene eletto entro il terzo turno, i due candidati con il maggior numero di voti al terzo turno procedono a una quarta e ultima votazione che sancisce l’elezione di chi ottiene il maggior numero di voti. Dopo l’elezione del presidente toccherà ai 14 vicepresidenti.

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