Caso mascherine, sotto inchiesta Zingaretti e Tulumello. Regione Lazio: “L’operato è corretto”

A rendere pubblica la vicenda è il quotidiano "La Verità"

zingaretti lazio

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il dirigente della Protezione civile Carmelo Tulumello sarebbero coinvolti in una inchiesta della Corte dei Conti per l’acquisto di un lotto di mascherine della Ecotech, durante l’emergenza Covid. A rendere pubblica la vicenda è il quotidiano “La Verità”. Secondo quanto riportato, il governatore sarebbe accusato dalla Corte dei conti, insieme al dirigente Tulumello, di un danno erariale del valore di 11,1 milioni di euro. L’inchiesta era partita dalla denuncia della consigliera regionale di Fd’I, Chiara Colosimo. Stando a quanto ricostruito, la Ecotech è un’azienda di Frascati che si occupa di impianti di illuminazione, ma nella primavera del 2020, quando l’Italia faceva i conti con la prima ondata di Covid, si impegnò a fornire alla Regione Lazio circa 7,5 milioni di dispositivi di protezione per un valore di quasi 36 milioni di euro. Per quella fornitura di mascherine la Regione aveva versato un anticipo di 14,6 milioni di euro. Ma a fronte dei pagamenti le consegne dei dispositivi non vennero del tutto onorate. E per questo la protezione civile regionale revocò gli affidamenti. Per i pm contabili il governatore e il dirigente avrebbero causato quel buco con gli affidamenti.

Dal canto suo, la Regione Lazio ha risposto alla Corte dei Conti confermando la “la piena regolarità delle procedure seguite nell’affidamento dei contratti di fornitura e che erano stati già sottoposti al vaglio dell’Autorità nazionale anticorruzione (di seguito Anac)”. A seguito di ampia istruttoria, il Consiglio dell’Anac nell’adunanza del 9 settembre 2020 “ha deliberato l’invio della nota di archiviazione perché – continua la Regione Lazio – è emersa l’assenza di significative irregolarità nell’operato dell’amministrazione, in quanto improntato a fronteggiare criticità di estrema gravità rispetto alle quali si è data preminenza alla tutela della salute pubblica nel rispetto di una disciplina eccezionale ed in deroga che ha caratterizzato l’attività di approvvigionamento di dispositivi di protezione individuale e di altre forniture sanitarie destinate a contenere l’epidemia da Covid 19”.

Più in dettaglio, quanto al parziale pagamento anticipato, l’Anac – precisa ancora la Regione Lazio – ha rilevato come esso sia “espressamente consentito dalla disciplina emergenziale sia in modalità parziale sia integralmente”. “Anche rispetto alla esecuzione l’Anac non ha riscontrato criticità significative non ravvedendo condotte irregolari (e tantomeno illegittime) nella gestione del rapporto contrattuale e nelle azioni legali poste in essere a fronte degli inadempimenti. E’ stato inoltre ribadito che al Presidente della Regione non è attribuita alcuna competenza nell’esercizio dell’attività negoziale e nella gestione dei rapporti contrattuali dell’Ente, trattandosi di attività che esulano dai compiti di direzione”. In ogni caso, la Regione Lazio fa notare che “nel periodo cui si riferiscono i fatti, il presidente Zingaretti era in isolamento domiciliare avendo contratto il Covid ed era sollevato da ogni sua funzione istituzionale”.

Intanto, però, a due giorni dal voto, il centrodestra parte all’attacco, Fd’I e Lega in testa, accusando il Pd di volere procurare “a Zingaretti l’immunità parlamentare con la sua elezione alla Camera dei deputati”. “Un favore che il Pd, campione di moralità a corrente alternata, è stato pronto a fargli senza farsi scrupolo di interrompere anticipatamente la legislatura regionale”, sostiene il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli che si chiede “come mai non indaghi anche la Procura” oltre la Corte dei conti. Zingaretti, “ha giocato con i soldi pubblici durante la pandemia e il Partito democratico lo promuove alla Camera dei Deputati”, attacca la consigliera di Fratelli d’Italia in Regione Lazio, Laura Corrotti. “E’ di ben 11 milioni di euro la cifra che il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, dovrebbe restituire alle casse della Regione secondo la procura della Corte dei Conti del Lazio per le mascherine pagate e mai consegnate”.

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