Calenda: “Restiamo all’opposizione che non sarà mai pregiudiziale”

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Il leader di Azione, Carlo Calenda, non ha nessuna intenzione di far da stampella ad una maggioranza friabile: “Noi – dice in una intervista a “Repubblica” – restiamo all’opposizione, che però non sarà mai pregiudiziale. Se il governo dovesse sfaldarsi sarebbero problemi per l’Italia e io non me lo auguro. Hanno vinto le elezioni e devono governare. Vediamo cosa sanno fare e se non sono in grado spetterà agli elettori decidere. E’ finito il tempo dei governi d’emergenza o d’opportunismo”. Quando la incontrerà, l’ex ministro proporrà al premier di “non tagliare sulla Sanità. Mancano 63mila infermieri e 20mila medici, bisogna metterci almeno 6 miliardi. Così si rischia di distruggere il Servizio sanitario nazionale”. Le consiglierà di prendere il Mes: “Assolutamente sì. È necessario, ma dubito che riuscirò a convincerla”. E oltre alla Sanità “occorre ribaltare il in una intervista a “Repubblica”modo di gestire l’energia, fissare subito un tetto nazionale al prezzo dell’elettricità e del gas. Oggi le imprese prima pagano e poi con il credito d’imposta ottengono il rimborso dallo Stato. Ma così non tutte ce la fanno a sostenere il peso dei rincari, un baro un piccolo artigiano rischiano di fallire prima. Secondo noi lo Stato deve applicare alla fonte uno sconto del 50 per cento e coprire la differenza di prezzo almeno sino a fine marzo”.

Quanto al messaggio politico che intende recapitare a Meloni: “Intanto la ringrazierei per averci ascoltato, un atto di maturità politica. Con l’inflazione alle stelle, andiamo incontro a una stagione difficilissima: meno provvedimenti divisivi si fanno, meno tensioni sociali avremo. E poi le direi non dar retta a Salvini e ai suoi ministri. Questa storia delle Ong deve finire: non solo è immorale tenere i migranti sulle navi, ma anche inutile visto che poi scendono tutti”. A proposito di ministri, per il titolare all’Istruzione Valditara l’umiliazione aiuta a crescere: “Ha detto un’idiozia gravissima, tanto più alla luce del ruolo che ricopre. L’umiliazione non serve mai a tirar fuori il meglio, anzi il contrario. Chi si sente inadeguato, se viene vessato rischia la depressione, se non peggio. E vale anche per la sinistra: attenzione a come parlate, a soffiare sul fuoco della tensione sociale, a evocare continuamente le piazze, soprattutto se prima non si avanzano controproposte serie”, ha concluso Calenda.

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