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Migranti, la Tunisia al centro del vertice di governo: la priorità è lo sblocco dei finanziamenti

Il vicepremier Salvini ha sottolineato di avere “piena fiducia” nel presidente del Consiglio e nei ministri che stanno affrontando il dossier

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L’emergenza in Tunisia è stata al centro del vertice governativo sul dossier migranti che si è tenuto questa sera a palazzo Chigi. Nel corso dell’incontro, che è stato presieduto dal presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e al quale hanno preso parte i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Difesa Guido Crosetto, e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, il governo ha infatti ribadito, secondo quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi, come sia “prioritaria l’azione per aiutare questa nazione amica in un momento di difficoltà”. In particolare, “si è discusso sullo sblocco dei finanziamenti”, su cui, “pur nella difficoltà del quadro, sulla Tunisia si registrano progressi sia da parte degli Stati uniti che dell’Unione europea, grazie anche all’impegno italiano”. In tale contesto, hanno rimarcato le stesse fonti, “assume rilievo la visita nei prossimi giorni a Roma del ministro degli Esteri tunisino, Nabil Ammar, per un incontro con il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani”. Al termine dell’incontro, il vicepremier Salvini ha sottolineato di avere “piena fiducia” nel presidente del Consiglio e nei ministri che stanno affrontando il dossier, a partire dai titolari di Interno, Affari esteri e Difesa.


Da settimane il governo ha indicato come prioritaria la situazione in corso in Tunisia, insistendo nello specifico sulla necessità di sbloccare i finanziamenti internazionali che consentirebbero al Paese nordafricano di uscire da una grave crisi finanziaria. Il presidente del Consiglio ha posto il tema come centrale all’ultima riunione del Consiglio europeo del 23 e 24 marzo scorsi. In quell’occasione, Meloni ha dichiarato che è necessario portare avanti un lavoro diplomatico per convincere Tunisia e Fondo monetario internazionale (Fmi) a trovare un accordo: tale sviluppo viene indicato come prioritario anche per evitare un afflusso di migranti che sarebbe di difficile gestione non solo per l’Italia ma per l’intero continente. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso della presentazione dell’indagine di Confcommercio sui fenomeni illegali, lo scorso 28 marzo, ha spiegato come in Tunisia ci sia “una grave crisi economica, sociale e di tenuta” ma che “il Paese sta comunque facendo molto per contenere il fenomeno migratorio”. “Nonostante i numeri siano molto alti, quasi da record, se non ci fosse stata” l’attività di prevenzione “da parte della Tunisia sarebbero stati quasi il doppio”, ha chiarito. “Noi – ha aggiunto Piantedosi – stiamo lavorando per prevenire le partenze anche a costo di prendere dei rimbrotti: è il lavoro che la premier Meloni sta facendo in Europa ma c’è un problema di allineamento dei tempi perché sono investimenti nel medio e lungo periodo”.

In prima linea nell’attività diplomatica sulla questione tunisina c’è ovviamente il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che oggi è tornato sul dossier durante una conferenza stampa presso la sede dell’Associazione della Stampa estera. La proposta dell’Italia per sostenere la Tunisia prevede aiuti, ma spinge il Paese nordafricano a fare delle riforme, ha affermato il vicepremier, chiarendo che il governo ha proposto di dare subito 300 milioni di euro chiedendo di fare riforme. Poi, se Tunisi vuole la seconda tranche, dovrà “dare risultati concreti per quanto riguarda le riforme”. Tajani ha anche spiegato che l’Italia fornirà 100 milioni di euro per le piccole e medie imprese e la parte destinata al bilancio sarà finalizzata ad acquistare prodotti italiani. “Non si regalano soldi al governo del momento”, ha sottolineato il ministro. “È giusto che si facciano le riforme necessarie, ma non possiamo far esplodere la crisi finanziaria, che produrrebbe un peggioramento della situazione”, ha poi aggiunto Tajani. Il ministro ha fatto sapere di aver proposto anche in Europa, durante gli interventi al Consiglio europeo e al segretario di Stato degli Stati uniti, Antony Blinken, di finanziare la Tunisia “a tranche”. Circa la crisi migratoria, Tajani ha affermato che i migranti che arrivano dalla Tunisia, in realtà, “non sono tunisini ma provengono in gran parte dalla Costa d’Avorio”. “Sono arrivati 15.625 migranti dalla Tunisia, 10.706 dalla Libia e 199 dall’Algeria. Sono 26.530 in totale”, ha continuato il ministro, il quale ha ribadito che “la Tunisia vive un momento di grande difficoltà finanziaria e la frontiera con la Libia è abbastanza libera. Stanno arrivando dalla Libia molti migranti che vogliono andare verso il nord”.

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