Bulgaria, governo: Russia rispetti le nostre scelte di politica estera e adesione alla Nato

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La Russia dovrebbe mostrare rispetto per le scelte di politica estera intraprese dalla Bulgaria. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri bulgaro in una nota commentando le richieste poste dalla Russia agli Stati Uniti, nell’ambito dei negoziati sull’Ucraina, sul ritiro delle truppe della Nato dal territorio di Bulgaria e Romania. “Chiediamo alla Federazione Russa di mostrare rispetto per la scelta consapevole di politica estera della Repubblica di Bulgaria per l’adesione alla Nato e le decisioni della Corte costituzionale bulgara”, ha affermato in una nota la diplomazia di Sofia. “Chiediamo alla Federazione Russa di rimanere impegnata in un dialogo costruttivo con gli Stati membri della Nato e nell’ambito del Consiglio Nato-Russia, volto al futuro di un’Europa più unita e sicura basata sullo stato di diritto e sulla rigorosa attuazione degli impegni di diritto internazionale”, ha sottolineato ancora il ministero. Secondo quanto riferito nella nota, il dicastero degli Esteri bulgaro rimarca come i territori nazionali degli Stati membri della Nato siano di fatto “territori dell’Alleanza”. “Le Forze armate dei Paesi membri sono anche Forze armate della Nato. Ciò deriva dal Trattato di Washington che istituisce la Nato, che è stato ratificato da tutti gli Stati membri. Il Trattato di Washington non prevede una ‘seconda categoria’ di Stati membri per i quali la difesa collettiva dovrebbe essere applicata selettivamente o in misura limitata”, ha chiarito ancora la diplomazia di Sofia nella nota.

Da parte sua, il primo ministro Kiril Petkov è intervenuto sulla questione nel corso di un intervento ieri in Parlamento. Rivolgendosi ai deputati, Petkov ha dichiarato: “Da questa tribuna oggi vorrei affermare molto chiaramente: la Bulgaria è uno Stato sovrano e abbiamo fatto da tempo la nostra scelta diventando uno Stato membro della Nato. In quanto tale, decideremo da soli come organizzare la difesa del nostro Paese, in coordinamento con i nostri alleati. Il Trattato di Washington non prevede Stati membri di seconda categoria a cui applicare la difesa collettiva in modo selettivo o entro un ambito limitato”, ha spiegato Pektov.

Anche il ministero degli Esteri romeno ha respinto ieri le dichiarazioni della Russia in merito alla presenza militare alleata sul fianco orientale della Nato, che ritiene “inappropriate e infondate”. La diplomazia di Bucarest ha ricordato in un comunicato stampa che la presenza della Nato negli Stati alleati, che è il risultato di decisioni prese al più alto livello dai leader alleati e attuate dalle strutture politiche e militari responsabili di ciò, è una reazione strettamente difensiva al comportamento “sempre più aggressivo” della Federazione Russa nel vicinato orientale, soprattutto dal 2014, quando il territorio ucraino della Crimea è stato “occupato illegalmente” dalla Russia, ha sostenuto il dicastero romeno. “Questo comportamento continua a intensificarsi oggi, nonostante i tentativi della Nato di impegnarsi in un dialogo costruttivo”, si legge ancora nel comunicato. Il ministero romeno ha sottolineato che la richiesta di ridurre la posizione delle forze Nato in tutti gli Stati dell’Alleanza che hanno aderito dopo il 1997, comprese le truppe, secondo i requisiti di Mosca è già nelle proposte di sicurezza europee della Russia, rese pubbliche nel dicembre 2021. “Questa richiesta è già stata respinta inequivocabilmente in quanto inaccettabile dall’Alleanza Nord atlantica sia pubblicamente che nel dialogo Nato con Russia e rispettivamente Stati Uniti-Russia. Tale richiesta è inammissibile e non negoziabile, dato che la posizione di deterrenza e difesa è direttamente connessa, ed è parte intrinseca, del meccanismo di difesa collettiva della Nato, sul quale nessun Paese terzo può avere diritto di veto. Gli alleati hanno affermato con forza che continueranno la loro politica di rafforzamento della sicurezza e della difesa collettiva, anche attraverso la presenza di truppe alleate sul territorio degli alleati orientali”, ha concluso il ministero romeno.

Non c’è modo di negoziare il ritiro delle truppe Nato dalla Romania e dalla Bulgaria, come richiesto dalla Russia, ha detto da parte sua ieri il vice segretario generale della Nato, Mircea Geoana, in un’intervista esclusiva all’emittente televisiva romena “Didi24” dopo che Mosca ha chiesto il ritiro dell’Alleanza da Romania e Bulgaria. “È compito della Nato stabilire dove e in quale configurazione, a seconda delle esigenze di sicurezza, collocare la presenza militare nei Paesi della Nato”, ha affermato Geoana. “La nostra risposta è stata e rimane altrettanto chiara e trasparente: non c’è modo di negoziare, di compromettere la posizione militare alleata sul territorio della Nato. Questo non è un problema della Federazione Russa, così come noi non diciamo alla Russia dove mettere o meno le proprie forze sul territorio nazionale”, ha aggiunto. Quello che chiede Mosca “è anacronistico”, un ritorno a temi “complicati” nella storia europea, “l’idea che si possa minacciare con un’incursione militare uno Stato vicino, sovrano, indipendente e democratico in Europa”. “Questa è la vera linea rossa, non quella che dice il capo della diplomazia di Mosca”, ha detto Geoana.

Come ha affermato ieri il ministero degli Esteri russo, le proposte fatte agli Stati Uniti sulle garanzie di sicurezza in Europa includono il ritiro delle truppe della Nato da Bulgaria e Romania, che aderirono all’Alleanza atlantica dopo il 1997. Mosca chiede dunque alla Nato di tornare alla configurazione del 1997. “Il testo dei pilastri delle nostre iniziative è stato volutamente formulato in modo molto chiaro e non ammette interpretazioni ambigue”, ha sottolineato il dicastero, ribadendo come sia necessario il ritiro delle forze straniere, degli equipaggiamenti e delle armi da quei Paesi che non erano membri del Patto atlantico alla data specificata.

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