Brexit: incontro tra premier Johnson e partiti nordirlandesi si conclude con un nulla di fatto

La questione sta bloccando la formazione di un esecutivo in Irlanda del Nord, dal momento che il Partito democratico unionista (Dup) intende dare il via libera al governo solo in cambio dello stralcio del protocollo Brexit sul Paese, che impone di fatto una frontiera commerciale tra Regno Unito e Belfast, spaccando il Regno Unito

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I partiti politici nordirlandesi hanno criticato il primo ministro britannico, Boris Johnson, al termine di una serie di incontri avuti dal capo di governo con le stesse forze politiche locali sul nodo del protocollo sull’Irlanda del Nord relativo agli accordi commerciali post-Brexit con l’Unione europea. La questione sta bloccando la formazione di un esecutivo in Irlanda del Nord, dal momento che il Partito democratico unionista (Dup) intende dare il via libera al governo solo in cambio dello stralcio del protocollo Brexit sul Paese, che impone di fatto una frontiera commerciale tra Regno Unito e Belfast, spaccando il Regno Unito. La visita di Johnson era orientata a trovare una sintesi politica per rompere lo stallo in cui versa Belfast dopo le elezioni dello scorso 5 maggio, vinte dai nazionalisti repubblicani di Sinn Féin. Come riporta l’emittente britannica “Bbc”, gli unionisti del Dup hanno rifiutato il sostegno offerto da Johnson fino a quando il governo non intraprenderà “azioni decisive” sugli accordi commerciali post-Brexit. La presidente dello Sinn Fein (partito indipendentista irlandese) Mary Lou McDonald, parlando all’uscita dai colloqui tenuti con Johnson al al castello di Hillsborough (a ovest di Belfast), ha dichiarato che è stato un “incontro difficile”. “Gli ho detto che ogni azione unilaterale di Londra sul protocollo sarà profondamente sbagliata, ma da lui non ho ricevuto alcuna risposta chiara, né mi ha spiegato che cosa conterrebbe la legislazione che modificherebbe quell’accordo sulla Brexit”, ha spiegato.

Johnson da parte sua ha affermato come sia necessaria una “soluzione legislativa” equilibrata. “Ci piacerebbe che ciò avvenisse in modo consensuale con i nostri amici e partner, appianando i problemi, fermando alcune di queste barriere est-ovest”, ha detto Johnson in merito al protocollo, dopo aver incontrato i cinque partiti che sono rappresentati a Stormont, sede del Parlamento nordirlandese. “Ma per farlo, per avere l’assicurazione di cui abbiamo bisogno, dobbiamo procedere contemporaneamente ad una soluzione legislativa. Non vogliamo eliminarlo (il protocollo), ma pensiamo che possa essere risolto”, ha proseguito il capo del governo di Londra. Dopo l’incontro tra una delegazione del suo partito e lo stesso primo ministro britannico, il leader del Dup, Jeffrey Donaldson, ha affermato di non avere dettagli sulle proposte dell’esecutivo per affrontare la questione del protocollo, ma che avrebbe giudicato il piano di Johnson in base alle azioni e “non sulle parole”. Sul ritorno delle istituzioni in Irlanda del Nord, grazie alla formazione di un nuovo esecutivo, Donaldson ha aggiunto: “Non possiamo avere una condivisione del potere a meno che non ci sia un consenso. Quel consenso non esiste”.

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