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Brasile: uno studio mostra un ricco giacimento petrolifero sulla fascia costiera nel nord del paese

L'esplorazione del bacino potrebbe aumentare del 37 per cento il totale delle riserve petrolifere brasiliane, attualmente di 14,8 miliardi di barili

Brasiia
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Uno studio interno della compagnia petrolifera statale brasiliana Petrobras mostra una riserva potenziale di 5,6 miliardi di barili di petrolio nel giacimento petroliferi nella regione nota come margine equatoriale, fascia costiera nel nord del paese tra gli stati di Amapá e Rio Grande Nord, al largo del rio delle Amazzoni. Lo riferisce il ministro dell’Energia, Alexandre Silveira, evidenziando che se confermato l’esplorazione del bacino potrebbe aumentare del 37 per cento il totale delle riserve petrolifere brasiliane, attualmente di 14,8 miliardi di barili. Il ministro ha ricordato che i paesi vicini, come la Guyana e il Suriname, hanno già trovato petrolio in quella regione. Nel 2015 la Guyana già scoperto nella sua piccola porzione del Margine Equatoriale l’equivalente del 75 per cento dell’intera riserva petrolifera brasiliana. “Questo blocco di Amapá è il più vicino alla Guyana e al Suriname ed è quello con il maggiore potenziale. Gli studi geologici e geofisici che ci portano a credere che questo petrolio possa generare reddito e occupazione in Brasile”, ha affermato Silvieira.


Lo scorso 18 maggio l’Istituto brasiliano per l’ambiente e le risorse naturali rinnovabili (Ibama) aveva negato la licenza ambientale richiesta dalla compagnia energetica statale brasiliana Petrobras per svolgere esplorazioni petrolifere nell’area del delta del Rio delle Amazzoni, a circa 170 chilometri al largo dallo sbocco nell’Oceano Atlantico. Secondo l’agenzia ambientale, il progetto presentato da Petrobras, “oltre a rischiare di incidere sulle attività di alcune comunità indigene, non offre garanzie per la sopravvivenza e la sicurezza della fauna locale”. La regione è considerata sensibile dal punto di vista ambientale perché raccoglie una grande quantità di fauna e flora marina, oltre a concentrare gran parte delle mangrovie del paese. Pochi giorni dopo Petrobras aveva presentato una nuova richiesta arricchita di numerose nuove garanzie ambientali.

La licenza ambientale per le esplorazioni al largo del Rio delle Amazzoni ha causato una frattura nel governo. La ministra dell’Ambiente, Marina Silva, ha escluso la possibilità indicando che il governo federale rispetterà la decisione Ibama di respingere la richiesta alle trivellazioni. “Il parere di Ibama, considerata la posizione unanime di dieci tecnici che hanno analizzato la richiesta di licenza per perforare un pozzo esplorativo, è stato contrario. D’ora in poi dovremo rispetto la legge”, affermava la ministra in una conferenza stampa. Dal canto loro il ministro delle Finanze, Fernando Haddad, e il presidente, Luiz Inacio Lula da Silva, si sono mostrati possibilisti. Secondo quanto riferito dal ministro lo scorso 18 settembre in un intervista con “BandNews Tv” l’esplorazione dovrà essere eseguita la con cautela che la tutela ambientale impone. “Molto probabilmente avremo bisogno del petrolio del margine equatoriale, ma le operazioni dovranno seguire la cautela che la tutela dell’Ambiente ci impone”. Haddad, tuttavia, ha difeso la necessità di sostituire gli idrocarburi con l’energia rinnovabile: “Dobbiamo smettere di consumare petrolio non a causa della sua mancanza ma per una transizione. Ma dobbiamo anche garantirci il petrolio fino al momento in cui non ne avremo più bisogno”. ha affermato, evidenziando che il petrolio “ha i giorni contati, 20, 30 anni”, ha concluso.

In precedenza anche il presidente Lula da Silva, nel corso di una conferenza stampa a conclusione dei lavori del vertice del G20 in India, affermava che il governo non ha intenzione di la ricerca di giacimenti petroliferi al largo del Rio delle Amazzoni. “Ancora non sono state fatte le trivellazioni esplorative. Non sono state fatte ricerche e non è possibile sapere prima cose c’è. Se dovessero scoprirsi grandi giacimenti allora si inizierà a discutere come esplorarli”, affermava Lula. “Se trovassimo la ricchezza che si presuppone esista, allora sarà una decisione dello stato se esplorare o no. In ogni caso si tratta di esplorazioni a molti chilometri dalla foce del Rio delle Amazzoni, non è una cosa che può considerarsi vicina all’Amazzonia”, concludeva.

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