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Brasile, Messana a ‘Nova’: La flessibilità sul tetto alla spesa pubblica è positiva ma presenta rischi

Secondo il presidente della Camera di commercio di San Paolo "l'approvazione della riforma delle regole economico-finanziarie è motivo di ottimismo, anche se il nuovo assetto potrebbe determinare una crescita del debito pubblico"

Brasilia
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L’approvazione della riforma delle regole economico-finanziarie del Brasile, che rende più flessibile il tetto alla spesa pubblica, è motivo di ottimismo, anche se il nuovo assetto presenta rischi in termini di crescita del debito pubblico e risulta difficile da rispettare. Lo riferisce ad “Agenzia Nova” il presidente della Camera di commercio Italia-Brasile di San Paolo, Graziano Messana. “La nuova regola è estremamente complessa e piena di caveat e automatismi che la rendono incomprensibile alla gran parte dell’opinione pubblica, oltre che di difficile attuazione. Inoltre, esistono criticità non secondarie che potrebbero pesare sulla crescita futura del Brasile, soprattutto in termini di aumento del debito pubblico”, ha detto. La nuova regola sostituisce la legge che imponeva un tetto rigido alla spesa pubblica approvata dal governo dell’ex presidente Michel Temer, nel 2017. “Dopo le importanti riforme sul diritto del lavoro avviate dal governo Temer – prosegue Messana – le nuove regole fiscali rappresentano comunque un passaggio molto importante per lavorare in modo costruttivo sulle riforme strutturali, cosa di cui il Brasile ha grande bisogno”.


Il quadro normativo, definito dal governo “regime fiscale sostenibile”, è stato approvato a fine agosto. Le nuove regole limitano la crescita della spesa pubblica a un massimo del 70 per cento delle entrate nei 12 mesi precedenti. Questo, nelle intenzioni dei promotori, permetterebbe da un lato un contenimento delle spese, dall’altro investimenti pubblici in proporzione con le entrate. In tempi di maggiore crescita economica inoltre, la spesa non potrà crescere di oltre il 2,5 per cento annuo rispetto all’inflazione, mentre in tempi di contrazione la spesa non potrà aumentare di oltre lo 0,6 per cento all’anno rispetto all’inflazione. “Il mercato ha reagito positivamente all’approvazione della riforma. Gli operatori finanziari non considerano il nuovo quadro fiscale ottimo, ma è meno negativo di quanto si aspettassero, avendo come riferimento che durante l’ultimo governo del Partito dei lavoratori (Pt) della presidente Dilma Rousseff, la spesa pubblica era aumentata del 7 per cento in termini reali. Il tetto all’aumento a un massimo del 2,5 previsto dalla riforma è considerato dunque accettabile”, ha detto.

Nonostante ciò restano i dubbi esposti da molti economisti secondo cui c’è il rischio che il debito pubblico arrivi al 100 per cento del pil nei prossimi anni a causa di questo aumento della spesa pubblica. “In ogni caso la spesa brasiliana tornerà a crescere come durante i precedenti governi del Pt che si sono succeduti dal 2003 al 2016”, afferma Messana, evidenziando che “l’approvazione della riforma è uno dei principali successi ottenuti dal ministro delle Finanze, Fernando Haddad, insieme alla riforma tributaria, attualmente in fase di approvazione in parlamento. Entrambe le misure si contraddistinguono come parte di una politica fiscale espansiva, che dovrebbe essere finanziata da una maggiore tassazione. L’impronta ideologica e la necessità del governo di rispettare, almeno in parte, le promesse fatte durante la campagna elettorale, obbligano il governo ad aumentare il livello delle uscite di bilancio pubblico”.

Il Brasile presenta in ogni caso alcuni dati che lo rendono più stabile e ricettivo investimenti anche da parte di imprese estere ed italiane. “Il Brasile si è ripreso velocemente dopo la crisi causata dalla pandemia di nuovo coronavirus, e questo non è inedito. Infatti anche nelle crisi del 2008 e 2015 è successa la stessa cosa. Il Pil sta crescendo già a ritmi del 3-4 per cento negli ultimi tre anni, le riserve in dollari sono rimaste inalterate e questo lo contraddistingue dagli altri paesi sud americani. Quindi per gli investitori che sanno leggere il rischio paese e non guardano in modo speculativo nulla cambia. Rispetto a Russia, Cina, India e Africa del Sud, il Brasile resta il paese più interessante e promettente perché ha una solida democrazia, non ha dipendenza petrolífera e non ha conflitti etnico religiosi, elementi presenti in tutti gli altri Paesi del Brics”, conclude.

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