Bin Salman apre a un possibile dialogo con Teheran

bin salman arabia saudita
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Il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, ha sottolineato che l’Arabia Saudita spera di avere “una buona relazione” con l’Iran. L’Iran è un “vicino” e “speriamo di avere una buona relazione, vogliamo che cresca e prosperi”. In un’intervista rilasciata all’emittente panaraba “Al Arabiya”, il principe saudita ha cambiato decisamente i toni nei confronti del Paese rivale, fortemente attaccato in questi anni nelle interviste destinate soprattutto a inviare messaggi al di fuori della regione. “Il nostro problema è con questioni negative come il loro programma nucleare, il loro sostegno ai proxy regionali e il loro programma di missili balistici. Stiamo lavorando con i nostri partner per trovare soluzioni a questi problemi”, ha dichiarato Mohammed bin Salman. Le dichiarazioni sull’Iran giungono dopo le indiscrezioni di un dialogo diretto tra le due parti avvenuto nelle scorse settimane in Iraq e sembrano voler anche mostrare la buona volontà di Riad a sposare la linea del dialogo regionale, in un chiaro messaggio all’amministrazione degli Stati Uniti di Joe Biden. Alla domanda relativa ai rapporti con gli Usa, il principe ereditario ha dichiarato: “Gli Stati Uniti sono un partner strategico per Riad, ha aggiunto il principe saudita e le parti stanno cooperando per trovare una soluzione alle loro divergenze. Come in ogni famiglia, i fratelli non concordano al 100 per cento su tutte le questioni. Lo stesso accade quando si parla di governi”. Con il cambio di amministrazione “il margine di divergenza può aumentare o decrescere, ma siamo d’accordo con il 90 per cento della politica del presidente Biden, e speriamo di migliorarlo, in un modo o in un altro”. Per il restante 10 per cento, ha proseguito, “cerchiamo di neutralizzare il rischio e raggiungere un’intesa al riguardo. Sono nostri partner da più di 80 anni”, ha sottolineato, l’erede al trono saudita.

Organizzati all’inizio di aprile, i colloqui di Baghdad, facilitati dal primo ministro iracheno Mustafa al Kadhimi sono rimasti segreti fino a quando il “Financial Times” ha riferito che un primo incontro si è tenuto il 9 aprile. All’inizio di aprile, una delegazione saudita guidata dal capo dell’intelligence Khalid ben Ali al Humaidan e una delegazione iraniana, guidata da funzionari incaricati dal segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale Ali Chamkhani, si sarebbero incontrati a Baghdad. Riad ha ufficialmente smentito queste discussioni sulla stampa di Stato, mentre Teheran non ha commentato, contenta di dire che “ha sempre accolto con favore” lo svolgimento di un dialogo con l’Arabia Saudita. L’iniziativa giunge mentre il presidente degli Stati Uniti Joe Biden cerca di rilanciare l’accordo sul nucleare iraniano del 2015, da cui gli Usa sono usciti in modo unilaterale durante l’amministrazione di Donald Trump. Riad, un alleato degli Stati Uniti, e Teheran, un nemico di Washington, sostengono i campi avversari nei principali conflitti della regione, in particolare in Yemen, Siria e Iraq. Gli attriti si estendono anche in Libano e Bahrein.

Incuneato tra l’Iran sciita a est e l’Arabia Saudita sunnita a sud, l’Iraq sta cercando di rendersi indispensabile come mediatore regionale, per evitare di essere ridotto a un campo di gioco tra queste potenze. Non a caso, infatti, alcuni funzionari iracheni hanno deliberatamente ammesso l’esistenza di una mossa di Baghdad per mediare tra Riad e Teheran. Esiste “un’iniziativa irachena” per riavvicinare l’Arabia Saudita e l’Iran, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iracheno, Ahmed al Sahhaf, sottolineando che “non è escluso che Baghdad ospiti percorsi di dialogo, sotto la supervisione del governo e accettabili a livello di equilibrio e regole di interesse comune”. Scopo dell’iniziativa è rafforzare la sicurezza e la stabilità regionali, perché l’Iraq “è parte di un insieme di sfide e trasformazioni e deve essere un partner attivo e proattivo nel ridurre le tensioni e le escalation”. Le dichiarazioni di Al Sahhaf giungono mentre si conclude la visita a Baghdad del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, e dopo che fonti stampa hanno diffuso la notizia di colloqui diretti “riservati” tra Teheran e Riad in Iraq, sotto la supervisione del premier iracheno Mustafa al Kadhimi.

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