Biden: “Sono pronto a incontrare Putin”

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha confermato la sua intenzione di incontrare l’omologo russo Vladimir Putin. “Avrò un colloquio (con lui), incontrerò il presidente Putin”, ha detto l’inquilino della Casa Bianca rispondendo ai giornalisti a proposito dell’attacco informatico che ha colpito l’impianto della società di raffinazione del petrolio Colonial Pipeline di Pelham, in Alabama. “Finora non ci sono prove dai nostri servizi di intelligence che la Russia sia coinvolta, sebbene ci siano indizi che il software maligno (da cui è partito l’attacco) sia in Russia”. Biden non ha precisato quando e dove incontrerà Putin, anche se in precedenza aveva detto di sperare in un faccia a faccia in Europa a giugno.

Il Federal bureau of investigation (Fbi) degli Stati Uniti ha confermato che un gruppo di hacker professionisti che si fa chiamare DarkSide è responsabile dell’attacco informatico che ha colpito la scorsa settimana la società che opera l’oleodotto Colonial, la principale infrastruttura che rifornisce di carburanti le città della costa est. Era stata la stessa DarkSide a rivendicare l’azione questa mattina. “Il nostro obiettivo è fare soldi, non creare problemi alle aziende”, avevano spiegato gli autori dell’attacco. L’analista Amy Myers Jaffe ha affermato a “Politico” che quello di venerdì 7 maggio è stato “l’attacco più significativo ed efficace mai portato alle infrastrutture energetiche degli Stati Uniti”. Nel frattempo, l’oleodotto è rimasto chiuso per il quarto giorno consecutivo, provocando un aumento del 4,2 per cento del prezzo dei carburanti.

DarkSide sostiene di rubare fondi a grandi aziende per distribuirli a organizzazione benefiche. L’intrusione cyber nei sistemi della Colonial è stata condotta mediante un ransomware, un tipo di malware che limita l’accesso ai dispositivi infettati e richiede un riscatto da pagare perché il sistema torni a funzionare normalmente. L’oleodotto Colonial trasporta verso la costa est oltre 378 milioni di litri di benzina e altri carburanti al giorno, pari a circa il 45 per cento del carburante consumato nell’area. “In questo momento, la nostra principale preoccupazione è il ripristino sicuro ed efficace del nostro servizio. Questo processo è già in corso e stiamo lavorando senza sosta per minimizzare il disagio dei nostri clienti”, ha fatto sapere la società nel comunicato.

Nel frattempo l’amministrazione del presidente Biden ha intensificato il dibattito su un ordine esecutivo volto a rafforzare la cybersicurezza dopo l’attacco informatico. Come riferisce il “New York Times”, tra funzionari governativi e capi d’industria una bozza del documento sta già circolando da diverse settimane. Si tratta di una sorta di nuova “road map” per la difesa cibernetica degli Stati Uniti che imporrebbe nuovi standard di sicurezza digitale per le agenzie federali e per le aziende che sviluppano i software in uso alle istituzioni. Alle agenzie verrebbe chiesto di adottare un approccio di “zero fiducia” nei confronti dei propri fornitori di software, cui verrebbe consentito l’accesso ai sistemi federali “solo quando necessario”; ai “contractor”, invece, verrebbe imposto di certificare con costanza che l’assenza di malware e altre vulnerabilità sui loro prodotti. I violatori di tali standard non potrebbero più vendere software al governo federale e, come conseguenza, sarebbero fortemente penalizzati sul mercato. L’ordine esecutivo, che dovrebbe essere annunciato nel prossimo periodo, istituirebbe anche un “consiglio di revisione degli incidenti di cybersicurezza”, incaricato di indagare sui principali attacchi.

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