“Barcagate”, l’arresto dell’ex presidente Bartomeu causa un nuovo terremoto al Barcellona

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Un nuovo terremoto scuote il Barcellona, uno dei più importanti club di calcio al mondo dopo che questa mattina è stato arrestato l’ex presidente, Josep Maria Bartomeu, nell’ambito dell’inchiesta “Barcagate“. Insieme all’ex presidente sono stati arrestati anche tre dei suoi principali collaboratori: Jaume Masferrer, direttore del personale di Bartomeu; Oscar Grau, amministratore delegato del club; e Roman Gomez Ponti, a capo della sezione legale della società. In seguito all’inchiesta venuta alla luce a febbraio dello scorso anno, questa mattina i Mossos d’Esquadra, il corpo di polizia catalano, hanno effettuato un’ispezione presso la sede della società allo stadio Camp Nou. Secondo l’indagine, il Consiglio di amministrazione guidato da Bartomeu avrebbe assunto un conglomerato di aziende per condurre delle campagne diffamatorie contro personaggi ritenuti scomodi e alcuni tra i più importanti calciatori della prima squadra, tra i quali Lionel Messi e Gerard Piquet. In particolare, la dirigenza del club avrebbe contrattato I3 Ventures, società specializzata in analisi dati e strategia di marketing, per migliorare l’immagine pubblica dell’allora presidente Bartomeu e allo stesso tempo danneggiare l’immagine dei “rivali” mediante una serie di account diffamatori sui social network.

Lo scandalo, di dominio pubblico sui principali quotidiani spagnoli, aveva spinto il Consiglio d’amministrazione del club a chiedere un rapporto esterno alla società di consulenza PricewaterhouseCoopers (Pwc). I consulenti di Pwc hanno certificato che sono stati pagati 980 mila euro in cinque fatture, ciascuna da 198 mila: questa somma non è casuale, perché essendo inferiore ai 200 mila euro è stato possibile evitare, pertanto, di passare il filtro del comitato di controllo del club azulgrana. Tuttavia i servizi indicati nelle fatture, al prezzo di mercato, si attesterebbero fra i 120 e 150 mila euro in totale, un’incongruenza che non è passata inosservata agli occhi della magistratura.

Il rapporto di Pwc, inoltre, ha evidenziato che I3 Ventures ha la sua sede legale in Uruguay, un Paese dove è consentito l’anonimato bancario. Un rapporto della divisione investigativa criminale dei Mossos consegnato alla giudice Alejandra Gil Lima del tribunale d’istruzione di Barcellona, aveva già intravisto dei potenziali segnali di corruzione considerando che il club potrebbe aver pagato un prezzo “sei volte superiore” a quello di mercato. Le perquisizioni e gli arresti si verificano in una settimana chiave per il Barcellona che culminerà domenica con la celebrazione delle elezioni per la presidenza del club, dopo le dimissioni di Bartomeu avvenute lo scorso 28 ottobre del 2020. Passo indietro arrivato dopo mesi di polemiche in seguito alla minaccia di Leo Messi di lasciare il club, e in una situazione economica estremamente grave. Il debito della società calcistica, infatti, ha raggiunto la cifra record di oltre un miliardo di euro.

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