Assemblea Proxigas: focus su prospettive e ruolo del sistema gas

Per il presidente Signoretto "il peggio è alle spalle". Ma Besseghini (Arera) frena: "Alcuni problemi si presenteranno nelle prossime settimane"

Le prospettive e il ruolo del sistema gas tra sicurezza e competitività a sostegno della transizione energetica. Sono stati alcuni dei punti al centro della prima Assemblea pubblica di Proxigas. Il presidente di Proxigas, Cristian Signoretto, ha evidenziato che sul fronte della crisi energetica oramai il peggio è alle spalle. “Gli stoccaggi di gas sono pieni all’80 per cento”, ha ricordato. Secondo il presidente dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera), Stefano Besseghini, gli elementi di criticità all’orizzonte non mancano. Ecco perché, tenere una sana, prudente e pragmatica attenzione sul gas “non è per nulla sbagliato. Abbiamo minimizzato i problemi, non li abbiamo risolti: alcuni si presenteranno nelle prossime settimane”, ha aggiunto Besseghini. A intervenire alla prima Assemblea pubblica di Proxigas anche l’Amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, secondo cui ritornare ai prezzi del gas di 4-5 anni fa “è difficilissimo”. Secondo Descalzi, il gas avrà una richiesta crescente e non avendolo, “lo pagheremo sempre di più”. L’Ad di Eni ha anche anticipato che a marzo dovremmo riuscire ad avere una certa disponibilità di stoccaggi di gas, 60-65 per cento. “Dire che non bisogna continuare a investire nel gas è incomprensibile”, ha aggiunto.

A partecipare all’incontro, tra gli altri, anche l’Amministratore delegato di Snam, Stefano Venier, secondo cui serve una “flessibilità del sistema: arriveremo al 40 per cento della domanda di gas che può essere soddisfatta con il Gnl”. “La costruzione dell’Adriatica serve anche per recuperare una sicurezza di sistema”, ha sottolineato Venier, che ha aggiunto: “L’Italia è l’unico Paese europeo che ha cinque pipeline che connettono cinque diverse fonti”. A chiudere l’incontro il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Questo governo – ha assicurato – non ha scelto il termine sicurezza energetica come uno slogan, ma come una visione prospettica di Paese che ha come obiettivo proprio la doppia gamma”. Ciò vuol dire “essere padroni del nostro destino e creare un nuovo filone di sviluppo del destino nostro e delle generazioni future, che significa uscire da meccanismi di emergenza immediata”, ha spiegato. Nel corso del suo intervento, il ministro ha messo l’accento anche sul fatto che la filiera del gas “oggi come oggi è il principale motore energetico del Paese. Dal gas dipende lo sviluppo del nostro Paese”, ha sottolineato. Parlando all’Assemblea di Proxigas, Pichetto ha evidenziato che “sicurezza nazionale vuol dire essere sicuri a livello di Paese, ma un nuovo filone si apre: se siamo centrali possiamo diventare luogo di distribuzione”, il quale diventa in questo modo “un settore di attività nazionale”. Questo, secondo Pichetto, significa “diventare l’hub del gas: il gas arriva da sud e noi ci incarichiamo di distribuirlo, di venderlo, di farlo transitare”. Questo “è il significato di avere una centralità geopolitica a livello europeo”, ha concluso Pichetto.

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