Algeria: 48 condanne a morte per il linciaggio di un giovane scambiato per piromane

Djamel Bensmail, giovane musicista e pittore fu linciato dalla folla perché considerato, a torto, responsabile degli incendi avvenuti nel 2021 nella regione berbera della Cabilia

Pesantissima sentenza in Algeria nel caso dell’assassinio di Djamel Bensmail, giovane musicista e pittore linciato dalla folla perché considerato, a torto, responsabile degli incendi avvenuti nel 2021 nella regione berbera della Cabilia. Quarantotto persone sono state condannate a morte, pena che in Algeria viene eseguita dal 1993, altre 37 persone sono state condannate da due a dieci anni di reclusione, mentre altre 17 persone sono state assolte dal tribunale di Dar El Beida ad Algeri. L’artista si era recato nella città di Larbaa Nath Irathen, nella provincia di Tizi Ouzou, come volontario per aiutare la popolazione locale a spegnere gli incendi che avevano duramente colpito l’Algeria durante l’estate del 2021, provocando diversi morti e ingenti danni materiali. Bensmail era stato strappato dalle mani della polizia nel cortile di un commissariato, dove era stato portato per accertamenti, per essere poi trucidato a coltellate e mani nude dalla folla inferocita perché scambiato per un piromane. Il suo corpo era stato decapitato e dato alle fiamme a un centinaio di metri dal commissariato. Le immagini del linciaggio riprese con i telefoni cellulari e i video pubblicati in rete sono stati determinanti per l’identificazione dei responsabili. Le autorità algerine avevano accusato il Movimento per l’autodeterminazione della Cabilia (Mak), considerato un gruppo terroristico da Algeri, di essere coinvolto in questi incendi, con l’appoggio del Marocco, per fomentare disordini nella regione a maggioranza berbera.

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